Per un artista di rango, affermato e noto ad un’ampia platea di ascoltatori, il Best of è un must, la classica pubblicazione che non può mancare nella sua produzione. Quando parliamo invece di artisti minori, non per la loro qualità ma per la loro diffusione e notorietà (e su questo tema potremmo aprire un seminario), il Best of invece è merce alquanto rara. Grazie ad una geniale intuizione di David Bonato, produttore storico nonché suo amico di lunga data, anche Ruben Coppolella, cantautore veronese attivo a partire dall’Anno Domini 2000, ha pensato di pubblicare il suo ‘Best of’. Operazione intelligente per rilanciare l’avvocato-songwriter di Verona, che personalmente inserisco nel novero a mio avviso molto qualificante dei beautiful losers. Un perdente di classe, capace di autoironia per smitizzare il suo ruolo di cantautore, rispetto al quale molti suoi colleghi, piccoli o grandi che siano, si attribuiscono doti e risultati decisamente superiori a quelli reali. Nato a Legnago (VR), Ruben Coppolella (Piefrancesco il suo nome di battesimo) è un cantautore e chitarrista con un percorso artistico ricco e coerente, distintosi negli ultimi 25 anni per la capacità di fondere impegno civile e ricerca musicale.

Esordisce nel 2000 con Biondo accelerato (Videoradio), seguito da La musa elettrica (2004) e Da qui non si vedono le stelle (2008). Con Il rogo della vespa (2011) e Live alla Fontana (2011) consolida la collaborazione con l’etichetta Vrec, proseguendo nel 2012 con il concept album Il lavoro più duro, che racconta tredici mestieri dell’Italia precaria. Nel 2013 realizza l’EP Quanto sangue – Ruben canta Sandro Pedicini e nel 2014 Spezzacuori – Omaggio a Massimo Bubola, quindi gli ultimi due album, La vita alle spalle (2015) e i-Rock (2018), ai quali ha sempre affiancato un’intensa attività live. Ruben pesca per questo Ruben Coppolella Best of canzoni dagli ultimi 8 lavori e ne esce un ottimo prodotto, dal tiro rock-cantautorale, secco, senza troppi fronzoli, suonato da ottimi musicisti, tra i quali segnaliamo in particolare e fratelli Poddighe, Carlo e Andrea, e Carmelo Leotta, tre bresciani che da sempre accompagnano e collaborano con Ruben in studio e dal vivo. Tre bravi musicisti, abili anche in fase di arrangiamento e di incisione, che hanno permesso a Ruben Coppolella, insieme agli altri numerosi ospiti, di arricchire il sound senza concedere nulla al modernismo ma mantenendosi sugli stilemi del più classico rock. Del resto Ruben è nato con i suoni del “secolo scorso” e si mantiene fedele al detto “mai abbandonare la retta via”.

L’album si apre con un inedito, Madonna del crocevia, brano che chiarisce subito il “tiro” dell’album. Una canzone dal sicuro impatto, che gode già un discreto numero di ascolti su Spotify, a testimoniare la valenza del pezzo, dotato di notevole freschezza e che dimostra quanto il rock abbia ancora da dire in termini musicali. Il secondo brano vede il primo ospite del disco, un ospite importante, veronese come Ruben. Si tratta di Veronica Marchi, ottima cantautrice, che regala la sua voce per un duetto nella bella Sotto lo stesso cielo (Lettera da Kabul). Dare e avere, dall’insolita cadenza reggae, vede come ospite Michele Gazich con il suo magico violino, che graffia da par suo la canzone. Sedici i brani della raccolta che ci offrono un quadro pressoché completo del percorso artistico di Ruben Coppolella, capace di scrivere testi incisivi su vari temi, dal lavoro, con quattro brani tratti dal concept album Il lavoro più duro del 2012, all’amore – la malinconica Un grande amore -, con un omaggio al suo maestro, il concittadino Massimo Bubola, del quale reinterpreta con ottimo piglio la splendida Spezzacuori, tratta da Spezzacuori – Omaggio a Massimo Bubola del 2014. Due canzoni provengono invece dal disco del 2013 Quanto sangue – Ruben canta Sandro Pedicini, nel quale Ruben musica le liriche di Sandro Pedicini, poeta beneventino.
Un disco importante per scoprire o riscoprire uno dei tanti piccoli talenti della provincia italiana, lontano da major e ambienti che contano, ma dotato di qualità e stile e per questo capace di regalare piccole perle da ascoltare e conservare nel cuore. Da segnalare tra le più apprezzabili dell’album un paio di canzoni situate circa a metà del disco: la bellissima Les jeux son fait (morte di un giocatore), con il violino di Daniele Richiedei e la tromba del compianto Paolo Degiuli, e Schiuma, con la voce delicata di Francesca Dragoni, del gruppo Petramante e il violino di Carlo Cantini. Chiude il lavoro la nuova versione aggiornata, più adatta ai tempi attuali, pesanti e cupi, di uno dei brani più noti e caratteristici di Ruben, la gaberiana Il rogo della vespa. Ruben Coppolella Best of è un disco che suggeriamo vivamente, belle canzoni, ottimo suono, testi intelligenti per un cantautore rock che senza troppo clamore ha saputo caratterizzare la sua proposta musicale così da ritagliarsi “la sua riserva” nell’ambito della musica indipendente italiana.

Ruben Coppolella
Vrec / Audioglobe
01. Madonna del crocevia (inedito, 2025)
02. Sotto lo stesso cielo (Lettera da Kabul) feat. Veronica Marchi da "Da qui non si vedono le stelle"
03. Dare e avere feat. Michele Gazich da "Il rogo della vespa"
04. Disoccupato da "Il lavoro più duro"
05. Un grande amore dall' EP "Quanto Sangue"
06. Spezzacuori da "Omaggio a Massimo Bubola"
07. Les jeux sont faits (Morte di un giocatore) da "La vita alle spalle"
08. Schiuma feat. Francesca "Petramante" Dragoni da "Il rogo della vespa"
09. Storie di fango da "Da qui non si vedono le stelle"
10. Vinceremo! (un avvocato) da "Il lavoro più duro"
11. Mi parlano di te (Morte di un pigmalione) da "La vita alle spalle"
12. Gringo da "Da qui non si vedono le stelle"
13. Primo maggio (un sindacalista) da "Il lavoro più duro"
14. Ridere (un comico) da "Il lavoro più duro"
15. L'angolo del letto dall'EP "Quanto Sangue"
16. Il rogo della vespa (nuova versione, 2025)
Ruben Coppolella
Ruben Coppolella, Veronica Marchi, Francesca “Petramante” Dragoni, Carlo Poddighe, Andrea Poddighe, Carmelo Leotta, Pippo Guarnera, Michele Gazich, Carlo Cantini, Stefano Naclerio, Isaia Mori, Cek Franceschetti, Paolo Malacarne, Pippo Guarnera, Daniele Richiedei, Paolo Degiuli, Luca Tacconi
2025
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