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Ci sono città che parlano sottovoce, e altre che non smettono mai di vibrare. Nicosia è entrambe le cose: un respiro trattenuto tra i vicoli antichi e un battito costante che attraversa muri, confini, storie sospese. È una città che non si lascia afferrare, ma che rimane addosso, un rumore che non capisci se viene dal presente o da un ricordo lontano. Ed è da questo connubio di contrasti che prende forma Nābu Pēra, trio cipriota che della città ha fatto non solo ispirazione, ma materia viva.

 

 

Il loro debutto, Soundscapes of Nicosia, non si limita ad essere solo un disco, è una cartografia emotiva. Una mappa scritta con bendir, flauti, vibrafono, percussioni ed elettronica, dove ogni traccia è un punto cardinale e ogni suono una porta che si apre sul lato nascosto della capitale cipriota. Savvas Thoma, Natasa Hadjiandreou e Demetris Yiasemides non si limitano a raccontare un luogo, ma lo ricreano, lo decifrano e lo restituiscono come se fosse la prima volta che lo si ascolta davvero.

 

Perché Nicosia è l’ultima capitale divisa d’Europa, un mosaico di storie spezzate, tradizioni sovrapposte, identità che si sfiorano e si respingono. È un crocevia dove il Mediterraneo incontra il Medio Oriente, dove passato e futuro si guardano senza decidersi mai. E i Nābu Pēra si muovono proprio in quel varco sottile: tra antichità e contemporaneità, cercando nei suoi rumori quotidiani — passi, echi, richiami lontani, il fruscio elettrico della città — un modo nuovo di dare voce a ciò che resta invisibile.

 

 

Il disco scorre come un percorso sensoriale. Pithkia apre la strada con un’invocazione soffusa, quasi un richiamo ancestrale che prepara all’ascolto per poi proseguire con Daydream, brano che si muove come una nuvola leggera, intriso di mezzogiorni assolati e pensieri vaghi, affrontati con un certo ritmo energico. Omeriye, invece, sembra custodire le pietre antiche della città, unendo respiro e memoria in un viaggio che attraversa i secoli. E poi c’è Na bu pe ra?, traccia manifesto, domanda aperta e rituale sonoro che racchiude l’essenza del progetto: cercare, ascoltare, reinterpretare.

 

Prodotto dall’italianissima Zero Nove Nove (etichetta salentina con uno sguardo e un’attenzione rivolta anche a gruppi e artisti non italiani), registrato all’Hot Soap Studio di Larnaca, Soundscapes of Nicosia è il frutto di una ricerca intensa, quasi antropologica, ma sempre autentica. Distribuito in digitale sulle migliori piattaforme e in copia fisica in Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, la loro world music non è classificabile, perché non vuole esserlo: si nutre di improvvisazione, di contemporaneità classica, di ritmi mediterranei e di battiti elettronici che si insinuano come luci notturne sulla città.

 

I Nābu Pēra ci invitano a fare una cosa che mi ha sempre affascinato: rallentare. Prestare attenzione. Riascoltare il mondo che ci circonda, per ritornare a sentire il suo cuore pulsante. Soundscapes of Nicosia è l’occasione per ritrovarlo.

 

foto tratte dai profili social ufficiali del gruppo

 

Artista:
Nābu Pēra
Elenco Tracce:
01. Pithkias
02. Ohi
03. Daydream
04. Omeriye
05. The Calling
06. Na bu pe ra?
07. Sanctuary
Produzione Artistica:
Nābu Pēra
Musicisti:
Savvas Thoma (bendir, voce); Natasa Hadjiandreou (vibrafono, percussioni); Demetris Yiasemides (flauto, sylphyo, elettronica); Prodotto da Nābu Pēra & Zero Nove Nove; Registrato e mixato da Andreas Matheou c/o Hot Soap Studios - Larnaca (Cipro); Masterizzato da Yiannis Christodoulatos ℅ Sweetspot Productions Studio - Atene (Grecia); Artwork: Poise Design Studio; Photo by Antonios Charalambous and Yiannis Kourtoglou
Anno di Uscita:
2025