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Sangue bianco come centro di un’esplorazione poetica, quasi mistica del mistero della vita: è questa la nuova incarnazione della sensualità sacrale di gianCarlo Onorato, eclettico artista al suo quarto album da solista come musicista, dopo la militanza pluridecennale negli Underground Life.

In questa immersione in una sessualità rivestita di metafore rigogliose e delicate, i cori, molto frequenti nei brani e protagonisti unici di Elegìe del sangue, come soffi di vita e spasimi acuti simili a strepiti di colombe, sono un’epifania dell’Altro, come miraggio o corpo: tale rivelazione è generatore di una tensione meta-fisica ad uscire da sé, a liberarsi dalle barriere della materialità del corpo per sciogliersi, fuori di sé, nell’amante. Questi cori sottraggono materia, librandosi verso il cielo, alla gravità del piano, perentorio anche quando perde il fardello delle ombre, ma di contro si fa gravido di luce.

Pianoforte, wurlitzer, rhodes possiedono in queste canzoni una sacralità che si abbevera del silenzio in cui essi risuonano e affonda le sue radici in quel mistero «soave ed osceno» che i corpi custodiscono, eppure manifestano. Il suono di questi strumenti è spesso la vera voce solista dell’album, che per mano del «suonatore vampiro, […] l’incomprensibile che comprende e non sa dire» dà parola alla lingua muta della passione, anche al di là di quel lirismo fermo, sicuro che caratterizza ancora una volta i testi, i quali nella raffinatezza di seta di un’interpretazione misurata avvolgono ogni parola, vanificando qualunque convenzionale, moralistica distinzione tra “sublime” e “basso”.

Le chitarre elettriche invece sembrano segnare il passaggio dal tempo della poesia a quello della prosa, dal tempio della vita ad un inferno di morte ne Il carnevale dei morti (libero adattamento dell’omonima lirica di Anna Lamberti-Bocconi), che nelle parti strumentali è un tripudio ferino di distorsioni contro un basso plutonico, oppure, al contrario, accompagnano organo, synths, minimoog, celesta per ricreare un’ebbrezza onirica e visionaria.

Nelle sfumature cromatiche del tema madre, di traccia in traccia si passa dall’iniziazione maschile di Sasha, che si fa volo inebriante dell’immaginazione tra metafore di soffice candore, alla primigenia innocenza femminile, dissolta nelle chitarre slide e ne L’illusione di salvezza, ed alla contemplazione (con ritmo cadenzato e luccichio di mellotron) della beatitudine gloriosa dell’accensione dei sensi con focalizzazione sul corpo della donna ne Il tuo venire durante una «notte di luce, sangue bianco, sfinimento».

In Io ti battezzo (da una poesia di Paola De Benedictis), il luctus dell’abbandono, scandito da un piano cupo e solenne, determina l’atmosfera di una religiosità drammatica, anima di una preghiera dolorosa che soffia nelle anse regali di un violoncello sofferto. Ecco ancora nella struggente Un ragazzo speciale il bisogno di pace di un corpo femminile che voleva «essere altro» e scivola in una «danza nell’eternità», in fuga dal male additato in lei da chi non comprende.

Il nostro fiero canto descrive un’estasi che prolunga il suo incanto in una promessa di infinito e segue la passionalità disciogliersi nella dolcezza. Il binomio archi-piano infine assume un suono obliquo, nell’oscillare ambiguo di ombre sulla solitudine, tra i suoi desideri e le sue soluzioni, nella rasoiata Reginebambine, che firma la fine del disco.

In Sangue bianco, tra arrangiamenti di una semplicità accuratamente, magistralmente maestosa, il mistero della vita, tra fantasia e seduzione, corruzione e piacere appare feroce e vellutato. Come la devastante bellezza di questo album.

Artista:
Onorato
Etichetta:
Lilium/Venus
Elenco Tracce:

01. Sasha


02. Il carnevale dei morti


03. Else lied


04. L’illusione di salvezza


05. Il tuo venire


06. Io ti battezzo


07. Elegìe del sangue


08. Un ragazzo speciale


09. Il nostro fiero canto


10. Reginebambine

Produzione Artistica:

gianCarlo Onorato

Musicisti:

gianCarlo Onorato: pianoforte, chitarra elettrica Telecaster, acustica, percussioni, lastra plexiglass, organo crumar, harmonium, ritmica vocale, synth teremin, mandolino elettrico, voce

 

Ospiti:

Christian Alati: chitarra elettrica, acustica synth, ebow, lapsteel, sintetizzatore, wurlitzer

Laura Balbinot: violoncello

Davide Bonfanti: ghironda elettrica

Laura Carè: voci, voce solista in 07

Andrea Cavalleri: basso

Mario Congiu: chitarra elettrica

Felice Cosmo: violino

Beppe Facchetti: batteria e percussioni

Attila Faravelli: loop percussioni

Marco Franzoni: batteria, chitarra lapsteel, pianoforte, cori

Ombretta Ghidini: voci

Davide Mahony: chitarra Stratocaster e Telecaster slide su reverbero a nastro, batteria, cembalo

Lelio Maira: batteria

Gabrieel Mazzei: organo, sintetizzatore

Manuela Montalbano: voci

Franci Olmi: pianoforte

Maurizio Polsinelli: pianoforte solista in 06

Christian Rainer: pianoforte, partiture archi in 10

Massimo Rumiamo: hammond

Davide Tosches: harmonium, glockenspiel, tubo corrugato

Silvio Uboldi: campioni marimba e celesta

Isabella Vimercati: voci, pianoforti

Gabriele Zamboni: fisarmonica grave

Fabio Zuffanti: wurlitzer, rhodes, mellotron, minimoog, effetti sonori radio, generatore di frequenze

Anno di Uscita:
2010
Durata:
37:12