
Nel giorno di San Valentino, Willie Peyote regala a tutti gli innamorati (di musica) la riedizione di ciò che sui social definisce “più che un EP, la prima parte del disco”: Sulla riva del fiume, il terzo e ultimo capitolo della trilogia Sabauda, composta da “Educazione Sabauda” (2015) e “Sindrome di Tôret” (2017).
Un disco che inizia con Grazie ma no grazie, il suo brano in gara a Sanremo 2025 e termina con Mai Dire Mai (La Locura), singolo che gli regalò la sesta posizione del Festival nel 2021, oltre al Premio della Critica Mia Martini e un Disco di Platino.
Quest’anno lo troviamo con dieci posizioni in meno della precedente avventura nella città dei fiori, ma con un estremo simbolismo sul palco: il comico Luca Ravenna improvvisato corista e il Torino Football Club come grande amore, dalle coriste vestite in granata, ai mocassini con lo stemma del Toro, con tanto di supporto reciproco del club granata. D’altronde anche il titolo dell’album (omonimo di una delle tracce) richiama la sua città, riferendosi al Po, pur rilanciando in generale alla riva dei fiumi delle grandi città italiane e internazionali.
Willie Peyote (alias Guglielmo Bruno) risponde Grazie ma no grazie al qualunquismo e alla retorica da bar, alle frasi fatte su lavoro, vittimismo da censura, rimpatriate di classe, scioperi e manifestazioni; un distacco da chi dice “Questa gente non fa un cazzo, li mantengo tutti io con le mie tasse”. Non a caso la peculiarità di questo disco è il suo sarcasmo pungente, che evidenzia il mondo nella sua superficialità e nel suo stato di allucinazione (come quello che provoca la pianta a cui è ispirato il suo nome d’arte, il peyote).

Molto trattato anche il mondo (anzi, l’universo) delle relazioni: quelle sbilanciate (Cosa te ne fai), quelle ormai finite che sollevano dei Chissà, quelle che dovrebbero togliere della Polvere “da sopra i sentimenti”, quelle politiche (come quella tra una parte degli italiani e il Fascismo, in Giorgia nel Paese che si meraviglia). Altro tema cardine che ritroviamo nelle tracce del nuovo album è lo sguardo, tagliente e disincantato, della società, la ricerca continua di un difficile equilibrio che causa paura e ansia (Narciso), che fa sorgere la domanda “In cosa ci identifichiamo?” (Cowboy) e che incarna La legge di Murphy.
Un disco che non rinnega forti influenze stilistiche, che vanno da Paolo Conte (Buon auspicio) a Amy Winehouse (Piani), passando per l’auto-citazione in L’ultima lacrima (ripresa da Donna Bisestile, brano inserito nell’ album “Sindrome di Tôret”). Un album da consumare preferibilmente seduti accanto a Willie, Sulla riva del fiume; altrimenti Grazie ma no grazie.
(foto tratte dai profili social ufficiali dell’artista)

Willie Peyote
Turet / Universal Music Italia
01. Grazie ma no grazie
02. Cosa te ne fai
03. Sulla riva del fiume
04. Giorgia nel Paese che si meraviglia
05. Buon auspicio
06. Piani
07. Narciso
08. Chissà (feat. Ditonellapiaga)
09. Cowboy
10. L’ultima lacrima
11. Polvere
12. La legge di Murphy
13. Mai Dire Mai (La Locura)
Willie Peyote, Daniel Bestonzo, Danny Bronzini, Francesco Fudasca, Kavah, Stefano Genta, Victor Bomì
2025
42:05
