C’è modo e modo di fotografare la vita. C’è chi tenta di cristallizzare i momenti in un’immagine statica, chi la dipinge, e chi ne scrive. Poi, c’è Stefano Morelli, che, nel suo primo lavoro, Tales in a Bag, fa tutto questo insieme, e ci riesce benissimo. Perché le sue dieci canzoni sono altrettanti modi di condividere le fotografie emozionali di un’esistenza sempre in viaggio, in un’incessante ricerca che spinge più avanti la meta. L’autore, fotografo e agitatore musicale, ha maturato nel tempo un’idea precisa della musica come incontro, confronto, collaborazione, condivisione; viaggio, appunto, composto di varie tappe, in un mare di suoni e suggestioni, alla ricerca della bellezza.
Facciamoci quindi trasportare dall’itinerario disegnato dal cantautore, diventiamo piccoli, e infiliamoci nella borsa – che immagino una bisaccia da pellegrino – di queste canzoni, composte con una varietà tematica, linguistica (italiano, napoletano, inglese) e sonora che affascina. Il viaggio dentro sé, quello con un’altra persona, quello di partenza o di ritorno, sono tutti fotografati da Morelli con versi profondi e voce delicata, in punta di corde, sostenuta spesso da altre voci, a indicare che nessuno è mai solo nel viaggio della vita, anche se, come canta in Via da qui, “l’assenza è l’unica che resta, il vuoto si riempie di sé”.
Del resto, lo stesso autore definisce il lavoro come “un viaggio che nell’essere vissuto e poi raccontato fa sì che spazio, luoghi e tempo assumano un sapore astratto, indefinito”; e l’ascoltatore assapora proprio questo gusto indefinito, attraverso arrangiamenti eterei, impreziositi da tocchi raffinati, come la voce di Jenie Ranger in The other side, cantata in inglese, o quella del cantante mauritano naturalizzato francese Daby Touré, collaboratore anche di Peter Gabriel, che intreccia la propria voce a quella di Morelli, sorprendentemente – ma non troppo – in un brano in napoletano, Te vulesse, a ribadire il respiro ampio dell’ispirazione, con il sottofondo del violoncello di Chloè Mendola.
Internazionale è anche la costruzione del disco, registrato in casa a Napoli, in quel Vayu HouseStudio in cui il cantautore organizza house concert preziosissimi, mixato a Berlino e masterizzato a Marsiglia; per un artista che ha a lungo vissuto tra Barcellona e Berlino, è naturale aprirsi a influenze e collaborazioni, che possano esprimere al meglio la sua visione. Immergersi nel mondo di Morelli è davvero un viaggio che arricchisce e consola, musica medicina che cura e guarisce dalle ferite della vita, perché fa sentire meno soli, camminando in questo mondo che spesso ci priva di una mappa con cui orientarci. Ascoltare Train with wings, ad esempio, ci fa sentire anche noi su un treno alato, che sorvola lentamente il nostro quotidiano, con la forza gentile del santur e di voci che, delicate e armoniose, ci suggeriscono di viaggiare con la mente e con i sogni, per ritrovare le forze che rischiano di disperdersi. Ottimo viatico per la primavera alle porte.
Foto da comunicato stampa
Stefano Morelli
01. Reason
02. Te vulesse (feat. Dany Touré)
03. Un attimo di sogno
04. Mi lascio navigare
05. River (feat. Jenie Ranger)
06. Non ho paura
07. Via da qui
08. The other side (feat. Jenie Ranger)
09. Train with wings
10. Comme se fa
Stefano Morelli: voce, chitarra, piano, harmonium, santoor, frame drum - Jenie Ranger: voce - Daby Toure: voce - Facundo Flores: batteria - Gabriele Cernagora: clarinetto - Chloè Mendola: violoncello - Yoed Nir: contrabasso - Noah Fishman: contrabasso - Bruno Belardi: contrabasso - Vito Bazzicalupo: banjo
2024
41:00
https://linktr.ee/stemorellimusic
https://www.facebook.com/ stefanomorelli82
https://www.instagram.com/_stefanomorelli_?igsh=MXA3eXN4Z28zZ3BjZQ
https:// stefanomorellimusic.bandcamp.com
https://youtube.com/ @stefanomorellimusic? si=qzGpHI8sgZ_19PDJ
https://open.spotify.com/artist/6AKNWCAAbrWumZ82KyGICy?si=h25Nhy5_SUqhj0SJt2LeHQ
