Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

È figlio di un’Italia amante della musica Giorgio Penotti, che la musica la vive e la sente, da sempre, come qualcosa di intimo e profondo, come un luogo in cui potersi rifugiare e, insieme, dal quale uscire per raggiungere le mete del suo cuore. Originario di Alessandria e professore liceale di lettere, Penotti ha vissuto “la provincia” come un luogo dei desideri e non, come potrebbe spesso accadere per gli abitanti delle cittadine e dei paesi lontani “dalle grandi città dove tutto si compie”, come luogo dell’oblio.

 

 

Lui è un cantautore, polistrumentista, che però non si è limitato a scrivere utilizzando solo questa modalità di espressione artistica, la sua è una storia musicale ricca di passaggi che ne hanno alimentato il suo patrimonio artistico, rendendolo un musicista capace di calarsi in diversi mondi musicali. La sua ricerca ha camminato, nei vari momenti della sua attività artistica, nel mondo del folk e del rock, così come del jazz, della canzone popolare e in quella politica fino ad incursioni nella musica da banda, con flauti e percussioni a rallegrare varie piazze del Paese anche grazie ai suoi originali arrangiamenti. Questo a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, quanto la ‘provincia’ italiana rappresenti un vivaio di artisti, di musica, poesia e letteratura che innerva tutto l’humus culturale che vive nel nostro Paese.

 

È una storia minima (come avrebbe detto Jannacci…) quella che circonda Penotti, fatta di amicizie a kilometro zero e tanta passione ed amore per il proprio territorio. È proprio all’interno di questa passione non è secondaria l’attenzione “a chi sta sotto”, a coloro che hanno perso la speranza, che sono stati colpiti dal fulmine del destino avverso, a chi non riesce a vedere un futuro davanti a sé. Forse in questa visione di racconto degli “invisibili”, non è secondaria l’esperienza giovanile sviluppata con il Collettivo Dante Di Nanni (dal nome del combattente antifascista torinese, medaglia d’oro al valor militare, narrato dall’omonima canzone degli Stormy Six). Musica e cultura, musica e sguardo sul mondo reale, musica e insegnamento, musica e desiderio di bellezza poetica sono gli ingredienti della vita non solo artistica del professore alessandrino che, in questo suo EP, presenta cinque brani interessanti e ricchi spunti di riflessione (ma molti altri sono presenti nel suo cassetto “segreto”), molti dei mondi che si vorrebbero rappresentare.

 

Parafrasando il titolo di un film del 1970, ‘Cinque pezzi facili’, i cinque brani dell’EP ‘Un paese sorprendente’ scorrono con la chitarra che accompagna la voce di Penotti, melodica e descrittiva, a raccontare storie di perdenti, di borderline. Valzerider, brano che apre il lavoro, esordisce con una sonorità quasi da ninna nanna, con un delizioso suono di tastiere in sottofondo a sottolineare quanto la vita (die riders, magari…) sia una corsa difficile, impegnativa, rischiosa. I suoni sono delicati e la bicicletta diventa una sorta di paradigma del viaggio della vita. Un esile suono di armonica funge da sobrio accompagnamento dell’incedere finale del brano. La chitarra accompagna Gianni senza freno, la storia di un perdente, di un precario nel lavoro e nella vita, di una persona che rimbalza tra speranze di “gratta e vinci”, sigarette aspirate come una via crucis, con una famiglia a contorno e la consapevolezza di un futuro che non c’è. Il tutto per una presa d’atto che porta fino al tragico epilogo della storia.

 

Dicono di me ha un tocco lieve da bossa nova, con il suono di chitarra insinuante che richiama la storia di un fallito che non si assume le proprie responsabilità affidando, invece, alle sostanze l’ipotetica soluzione ad una vita che non riesce a esprimersi compiutamente nel mondo reale. Rischio di retrocessione racconta, in poco più di tre minuti, le delusioni di una generazione che sognava la rivoluzione ma che, invece, si è ritrovata “a rischio di retrocessione”. I sogni di un miglioramento della società, per i diritti e per elevazione socioeconomica, sono raccontati, nel loro fallimento, con arguzia lirica e con una buona dose di malinconia. Per ultimo arriva il brano Un cuore di sirena che propone la storia di un femminicidio. Un brano oscuro e pieno di sofferenza dove il verso “le stelle che si allontanano sempre di più” sarebbe piaciuto al grande Claudio Lolli. Un brano che richiama alla riflessione e alla repulsione assoluta per la violenza contro le donne.

 

Un buon lavoro questo Un paese sorprendente, che meriterebbe l’opportuna attenzione affinché l’artista alessandrino possa avere il desiderio di procedere con la pubblicazione di altri brani di sua produzione. Un lavoro “fatto in casa” con cura e passione e proprio per questo da ascoltare e valorizzare quale esempio di passione e amore per la musica e la voglia di comunicare emozioni.

 

Artista:
Giorgio Penotti
Etichetta:
Autoprodotto
Elenco Tracce:
01. Valzerider
02. Gianni senza freno
03. Dicono di me
04. Rischio di retrocessione
05. Un cuore di sirena
Produzione Artistica:
Giorgio Penotti
Musicisti:
Giorgio Penotti: voce, chitarra acustica, armonica, tastiere, sassofono, flauto, percussioni.
Anno di Uscita:
2025
Durata:
16:07