Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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Chiunque ci passi lo dice a gran
voce, e noi non ci asteniamo: a Villadose, provincia di Rovigo, il comune
organizza da undici anni a questa parte insieme ad Amnesty International un
festival chiamato Voci per la Libertà
dove si sta davvero bene. Per la musica (ogni anno un concorso per giovani
talenti che premia la migliore canzone sui diritti umani), per la cucina e
soprattutto per le persone. Il nord-est chiuso, musone e leghista? Semmai le
zanzare, aggressive e indomabili, ma la gente proprio no. Questo festival fa
cultura e fa pensare. O almeno ci prova, con la musica. Nella fase finale di
quest’anno (dal 16 al 20 luglio, con appendice il 21) dodici artisti in gara e
alcuni headliner a chiudere ogni serata (Giorgio
Canali
, Paolo Benvegnù, Makako Jump, Subsonica, D’Istantidistanti,
Revo e Lombroso). La finalissima del concorso è il 20 luglio, con i
Subsonica ospiti che si esibiscono in acustico e ricevono il Premio Amnesty Italia 2008 per il
miglior testo sui diritti umani (quello di Canenero,
che ispirandosi ad una pagina di “Dies Irae” di Giuseppe Genna tratta le
violenze sui bambini). In finale rimangono in sei:
Purautopia, Proxima Luna, Elena Vittoria, Terramaris, Ultimavera e Trois Fois
Rien. Ognuno porta due canzoni, una che affronta da una qualsiasi angolazione
il tema dei diritti umani e un’altra a scelta. Alla fine vince Elena Vittoria con Peacock, brano sulle violazioni del governo birmano nei confronti
dell’attivista Premio Nobel Ang San Suu Kyi e dei monaci buddisti. La
cantautrice bergamasca, già presente nel tributo a Giuni Russo “Unusual”, ha da
poco pubblicato un disco di brani in inglese e sta ultimando un nuovo lavoro
queste volta di canzoni in italiano. Dei sei finalisti è decisamente la
migliore, sia per la tenuta di palco (a molti ricorda la grinta sensuale di Ani
Di Franco) sia per la qualità del brano che propone, un folk-rock elettrico che
cresce piano piano d’intensità arricchendosi di steel e violino vagamente
lisergici. Il Premio della Critica va invece agli Ultimavera, artefici di un rock d’autore abbastanza debitore dei
Marlene Kuntz che spende un po’ troppa retorica nel brano in concorso (Spostamenti di massa) ma si riscatta con
Via Roma, 68, sorta di omaggio con
personalità ai Massimo Volume dotato di un testo che meriterebbe più di un
ascolto. Il livello degli altri finalisti
in gara – dall’ironia spuntata dei Purautopia, allo strano ibrido tra hard-rock
e world dei Trois Fois Rien, passando per l’etno-music un tantino disanimata
dei Terramaris ed il rock fin troppo canonico dei Proxima Luna (vincitori del
Premio della Giuria Popolare) – è  invece
piuttosto basso, ed è forse l’unico punto debole di un festival che si spera
non cambi mai la propria capacità di creare un’atmosfera amichevole,
gratificante, accogliente. In una parola: insuperabile.

Artista:
Voci per la Libertà 2008
Location Concerto:
Stadio del rugby, Villadose (RO)
Data Concerto:
20/07/2008