Venerdì 18 luglio, nella splendida cornice del Belvedere di Albugnano (Asti) luogo unico affacciato sulla meraviglia del Monferrato, sono saliti sul palco i Perturbazione, storica band indie rock rivolese che ha presentato la loro personale e appassionata rilettura del capolavoro di Fabrizio De André, La Buona Novella.
Progetto live nato nel 2010 in occasione dei 40 anni dall’uscita, con la collaborazione di Nada e di Alessandro Raina e pubblicato per la prima volta in cd e vinile nel marzo 2024, lo spettacolo era inserito nel ricchissimo programma del ‘Quadila Festival’, rassegna culturale ideata e realizzata dalla compagnia teatrale Lo stagno di Goethe e giunta alla sua 5ª edizione.

Pubblicato nel 1970, il concept album ispirato ai Vangeli apocrifi esplora l’incontro tra il divino – seppur rivoluzionario come è stata la figura di Cristo – e l’umano, che si intrecciano nel periodo più caldo della storia politica e sociale italiana che è stato quello dei movimenti di protesta del ’68, attraverso brani che danno voce a personaggi come Maria, Giuseppe e i ladroni.
Ed è proprio da una riflessione su quei movimenti e quegli anni e dopo un’intensa entrata in scena con il Laudate Dominum che Tommaso Cerasuolo, voce dei Perturbazione, accompagna il pubblico, folto e attentissimo, verso la coraggiosa, fedele ma allo stesso tempo in perfetta linea con la loro coerente cifra stilistica, riscoperta di questo capolavoro della musica italiana.
Il live speculare al disco del 1969, rispetta la tracklist dell’originale e inizia dunque con L’infanzia di Maria, dai toni malinconici in cui la musica si sposa con la parola in un’alchimia unica.
È un tempo sospeso quello che il pubblico vive in questa serata dove sembra davvero di essere altrove, accompagnati per mano, in questo viaggio, dalle parole di Faber. Viaggio che si snoda tra una dolcezza più acustica e successivamente in un maggior spazio per il suono della band, con quell’intreccio di potenza e melodia che contraddistingue da sempre i “Perturba”.
Così la narrazione de La buona novella fluisce con una grazia e una purezza che incanta, sostenuta da arrangiamenti intimi ed eleganti. Con Le Tre Madri, il racconto del dolore senza conforto della resurrezione delle madri di Tito e Dimaco e di quello di Maria, si raggiunge un momento di altissima emozione. Il Testamento di Tito, con cui ci si avvia alla conclusione di questo viaggio, è un crescendo coinvolgente e la forza dell’insieme emerge potente. Band e pubblico, in una condivisione umana rara.
“Non voglio pensarti figlio di Dio Ma figlio dell’uomo, fratello anche mio” in Laudate hominem, ultima traccia dell’album, descrive perfettamente questa sensazione di sospensione tra divino e umano, tra terra e cielo. Quel cielo così vicino al Belvedere di Albugnano, quella terra così solida delle colline del Monferrato.

Ma i Perturbazione non si potevano congedare senza regalarci un pezzetto prezioso della loro storia, iniziata nel 1998 con centinaia di concerti in giro per la penisola e soprattutto con canzoni che sono diventate un punto di riferimento fondamentale di una generazione.
Con Le storie che ci raccontiamo, tratta dal disco omonimo del 2016, a conclusione di una serata che è stata un condiviso e profondo racconto perché è proprio vero che è “meglio un racconto di una lezione”.
E poi Agosto, canzone poetica e malinconica. Indiscutibilmente una delle più belle canzoni italiane degli ultimi vent’anni, così come “In circolo”, l’album del 2002 da cui è tratta. Impossibile non conoscere e quindi cantare, leggermente sottovoce, “Agosto è il mese più freddo dell’anno”.
Quindi grazie ai Perturbazione. A Tommaso Cerasuolo alla voce, Cristiano Lo Mele alle chitarre, Alex Baracco al basso e cori e Rossano Lo Mele alla batteria per questa serata di un caldo luglio sotto le stelle che, con assoluta certezza, tutti quelli che hanno avuto la fortuna di esserci porteranno nei loro ricordi più belli per molto tempo.

Perturbazione
Quadila Festival – Albugnano (AT)
18/07/2025
