Arisa è uno degli idoli della sala stampa. L’allegria e la
leggerezza della sua Sincerità,
insieme ad un look eccentrico e piacevolmente vintage, hanno conquistato i
favori di giornalisti e fotografi, che salutano la cantante con un applauso
appena varca la soglia dell’ampia struttura del Palafiori dove lavorano gli
addetti ai lavori di radio, tv e siti web. E lei, vero nome Rosalba Pippa,
vincitrice insieme a Simona Molina di SanremoLab, ringrazia con quella
semplicità che contraddistinguerà tutta la conferenza stampa. Pare aver fatto
centro Arisa dopo l’esibizione di ieri sera, e se qualcuno già prospetta alla
sua canzone sorti da tormentone lei preferisce parlare di quanto le importi
essere in Riviera ma di come allo stesso tempo affronti l’esperienza con la
necessaria lucidità: «Questo Festival per me significa molto, lo sto aspettando
da ventisei anni. Mi è accaduto di venirci oggi perché doveva accadere così,
quindi credo di avere la maturità per affrontarlo senza idealizzarlo troppo». Qualcuno
si chiede se la Sincerità di cui parla
nel suo pezzo è la stessa del suo aspetto particolare («sono tutta vera, non c’è
nulla di costruito, e spero di poterlo dimostrare»), mentre sull’onestà nei
rapporti d’amore la sua idea è chiara: «conviene dirsi tutto da subito, perché poi
quel tutto prima o poi verrà fuori». Con lei in conferenza stampa ci sono gli
autori del pezzo Giuseppe Anastasi, Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina,
che insieme ad Arisa hanno lavorato al disco, in uscita domani. E staserà sarà
sul palco col padrino Lelio Luttazzi: «Lelio suonerà il piano, ho ricevuto questo
regalo di potermi esibire con lui, che è un pezzo di storia della musica e
della televisione italiana». (Luca Barachetti)
