Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:
Malika Ayane apre la giornata di conferenze stampa in compagnia
della sua discografica Caterina Caselli e di Ferdinando Arnò, autore di tanti
dei brani del disco d’esordio uscito nei mesi scorsi ripubblicato oggi in
occasione di Sanremo. Si comincia secondo copione dall’esperienza al Festival: «Mi
sto divertendo moltissimo e penso che l’aver pubblicato già un disco sia
servito ad avere un percorso più solido dietro di me e di sentirmi più sicura
nell’affrontare un palco così importante». Come
foglie
è una delle cose migliori sentite nelle tre serate dell’Ariston e il
merito è anche dell’interpretazione della cantante italo-marocchina, la cui
intensità l’ha forse penalizzata un po’ nella prima serata dandole però una
marcia in più nel duetto di ieri sera con Gino Paoli: «Io parto della teoria
che per il canto bisogna usare una sorta di metodo Stanislavski che
generalmente tento di applicare a tutte le interpretazioni. In particolare per
questa canzone credo conti molto anche l’affinità che si è creata con Giuliano
Sangiorgi che l’ha scritta. Siamo entrambi animi molto sensibili e votati alla
malinconia ed è quindi stato facile incontrarci
nel brano». Ma non è solamente una cantante “di voce” Malika, e nelle due
esibizioni sul palco sanremese si è visto bene: «Sono una persona che ha
bisogno di esprimere se stessa anche al di là della voce e la gestualità, della
mani soprattutto, mi aiuta molto sul palco, anche a tenere la giusta
modulazione dei suoni». Facile dunque, viste le premesse e la direzione presa
dal suo disco d’esordio, indovinare i suoi riferimenti musicali: voci
(femminili) dall’animo forte «come Billie Holiday, Bessie Smith, ma anche Joan
As Police Woman e Feist». E nel disco che esce nuovamente oggi sono tante le
sorprese: «ci sarà Come foglie ma
anche una rilettura di Over the rainbow
e un altro inedito che è una versione realizzata da Alva Noto di un brano del
disco. Ho incontrato Noto due anni fa ad un festival organizzato da Ferdinando
e gli abbiamo chiesto di smontare a rimontare a modo suo una traccia del disco,
quello che ne è venuto fuori è sorprendente». Una collaborazione di prestigio
quella col grande musicista elettronico, che fa il paio con le parole
gratificanti che Caterina Caselli spende per Malika: «La prima cosa che mi ha
colpito di Malika è la voce, che è la sua prima peculiarità, ed io sono
particolarmente sensibile alle voci. E dopo la voce ho scoperto di lei tante
cose importanti: la sua musicalità e soprattutto il suo modo di approcciarsi a
quello che accade. Ieri sera ad esempio mentre cantavano le altre Proposte lei
era vicino a me e sapeva dirmi un aspetto positivo di ognuna. E in quest’ambiente
non è così facile trovare persone simili. Malika è una talento, ma anche una
persona con cui è bello stare». (Luca Barachetti)