E’ la Banda Elastica Pellizza, con l’ospite Antonio Marangolo al sax, ad aprire l’ultima serata del Premio
Tenco 2008. Tocca poi a Davide Van De
Sfroos con tre brani (Missisipi, Il costruttore di motoscafi, Lo sciamano), in acustico come il tour
che partirà nei primi mesi dell’anno prossimo, e quindi a Moni Ovadia che propone un brano dal suo spettacolo “La bella
Utopia”, uno dal disco dei Pan Brumisti e uno di Wysotsky nella versione
originale in russo. Frankie Hi Nrg
chiude la prima parte della serata con un set serratissimo nelle ritmiche e nel
flow, che include Potere alla parola e
Disconnetti il potere. Le canzoni di
Wysotsky tornano poi durante l’esibizione di Eugenio Finardi e l’ensemble Sentieri
Selvaggi, una delle migliori di tutta la manifestazione, mentre Stefano Bollani si presenta per la
prima volta su un palco come cantautore, eseguendo due traduzioni di Bardotti
da Djavan e Veloso (Il bene mio e Gli argonauti) e un brano che paròdia
alla perfezione l’immaginario delle canzoni di Fred Bongusto (Mafalda). Jimmy Villotti riceve da Ellade Bandini il Premio “I suoni della
canzone” e si esibisce con lui (rullante e spazzole) in una breve jam che
anticipa l’ultimo artista invitato al Premio, Roberto Vecchioni. Il Professore mancava al Tenco da due anni e
dopo I miei vecchi (ripresa anch’essa
dal disco dei Pan Brumisti) spiega il perché di tale assenza cantando commosso Le rose blu e chiudendo con Il violinista sul tetto. L’edizione 2008 del Premio Tenco si chiude con l’immagine di
Antonio Silva che ringrazia abbracciando simbolicamente la platea e tutti i
musicisti. (Luca Barachetti)
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