Avere
l’occasione di conoscere Laura Trent dal vivo ci ha permesso di
scoprire una persona estremamente solare e disponibile e,
soprattutto, un’artista che fa della sua passione la sua forza e la
sua ragione per vivere.
Con
“Wish
me well”,
il suo disco d’esordio, ci presenta infatti il suo manifesto
programmatico, un lavoro ricco di sonorità che spaziano dal rock al
pop, strizzando l’occhio al blues, ricco delle influenze che da
sempre l’hanno circondata, provenendo dalla somma di due culture
diverse quali quella italiana e quella americana. “Augurare
sempre il bene, e sentire che gli altri lo fanno con te, è quello
che esprimo in continuazione tra le tracce del mio lavoro. E in
realtà è quello che spero quando invece mi rendo conto che non
sempre il mondo va così, anzi spesso prende la direzione totalmente
opposta, ed è quello che canto in “Shame
on you””,
ci dice parlando del suo album.
Nata
a Chicago da genitori italiani ci racconta che fin da piccola ha
conosciuto allo stesso modo sia i pezzi di Dyane Warwicke che “O
sole mio”, che ci canticchia appena può durante questo nostro
incontro; e ha continuato ad amare a tal punto le contaminazioni che
oggi ama Cesare Cremonini perché, a suo dire, “è una persona
autentica, immediata, che canta quello che ha dentro, senza pensare a
quello che piacerà al suo pubblico”.
Ha
le idee chiare anche sull’attuale crisi della discografia, quando
dichiara che probabilmente i discografici non hanno saputo sfruttare
le risorse di internet, demonizzandole come il nuovo male del secolo.
Si sofferma soprattutto sulle differenze tra Italia e resto del
mondo, non capacitandosi di come qui non ci si renda conto delle
esigenze del pubblico, non le si ascolti, e si continuino a proporre
gli stessi prodotti allo stesso prezzo (più alto di molto che
altrove), senza considerare l’esistenza di nuovi supporti e nuove
forme di fruizione.
Un
vero fiume in piena Laura, coinvolgente sia per la passione che ci
mette in quello che ama fare sia nelle parole che dice, toccando ogni
argomento. Alle spalle ha una lunga carriera, un’ottima produzione
e una grande forza d’animo; davanti a sé ci auguriamo (noi a lei
questa volta) abbia tanto bene.
