Tra le centinaia di canzoni che
l’arte di Fabrizio De Andrè ci ha
regalato, Bocca di Rosa è forse la più nota, una sorta di passaporto per
l’universo di personaggi del cantautore genovese, tutti emblemi delle varie
sfaccettature di un mondo spesso spiazzante e ipocrita.
Dietro un testo accessibile, ma quasi
svuotato di senso dall’uso/abuso che se ne è fatto in quarant’anni di vita, si
cela un reticolo di riferimenti e contestualizzazioni da cui un’opera al
contempo universale e figlia del suo tempo non può prescindere, un reticolo che
Andrea Podestà ci aiuta a scoprire con
questa agile “guida” pubblicata per i tipi Zona, intitolata Bocca
di Rosa: scese dal treno a Sant’Ilario. E fu la rivoluzione. .
L’intento dell’autore è
dichiarato fin dall’inizio: rendere giustizia a Bocca di Rosa, su cui è già
stato detto fin troppo e troppo a sproposito. Da qui, Podestà intraprende un
percorso che lo porterà a Barbara, Nancy, Jamin-a, e persino al Pescatore
e Gesù, insomma a tutti quei
personaggi emarginati dal Potere perchè ancora puri nella loro capacità di
amare, esattamente come Bocca di Rosa. Segue poi una succosa ricostruzione
storica del contesto socio-culturale in cui il brano fece capolino, e che il
brano stesso, con la sua evidente dirompenza, andava ad attaccare. L’autore
però batte anche altre piste, in particolare quella “accademica”, con
un’analisi stilistico-retorica del testo, e quella “investigativa”, con
ritrovamento di citazioni e ispirazioni del testo di De Andrè, per poi chiudere
con segnalazioni sui vari omaggi e filiazioni che questa figura fondamentale
dell’immaginario musicale italiano ha generato.
d’analisi: il lavoro è ispirato da una sincera passione, che spesso offusca
l’occhio critico e “blasè” dello studioso, per sostituirlo a quello un po’
romantico del fan. È comunque una debolezza che si fa presto perdonare, vista
la completezza e l’attrattiva dello scritto.
Andrea Podestà
Zona/Le Canzoni della Nostra Vita
2009
128
