Ottava edizione del festival diretto da Mauro Pagani, manifestazione nata
citando il titolo di una sua deliziosa e profumata canzone del 1978 (trent’anni
tondi – auguri) e con la convinzione che gli artisti si possano, vivaddio,
“trovare d’accordo”. Una quattro-giorni fra musica e danza, generi e
generazioni, che negli anni ha saputo coinvolgere grandi e diversi nomi
italiani e internazionali, mantenendo l’intento di offrire serate irripetibili,
e non i soliti “semplici” concerti da cartellone di tournèe; sparpagliando
nell’aria qualità e input, e ricevendo la risposta di decine di migliaia di
spettatori. Pelle portata a casa (egregiamente) anche
stavolta: la prima sera alla femminilità decisa di Cristina Donà e Nada, la
seconda come sempre le due compagnie di danza senesi Francesca Selva e Motus
Danza, la terza con le giovani band locali vincitrici del concorso “Siena in
Rock” organizzato dall’Associazione Diapason (gli Yes, Express! e i Merry go
round) seguiti dagli headliner Marta
sui Tubi, e infine il concertone conclusivo con Vinicio Capossela. Serate condite qui e lì dalle improvvisazioni
del direttore Pagani, chiamato a gran voce da tutti sul palco senza possibilità
di scampo. Fil rouge di quest’anno è “la voce”, al
crocicchio fra canzone d’autore e rock, e ogni artista invitato ne dimostra una
possibilità, a suo modo e alla grande: Cristina Donà ogni volta migliore, Nada
a lanciare sempre un amo nelle viscere sue e di chi l’ascolta, l’energia
contorta dispari tracimante dei Marta sui Tubi, e la radiolina infinita e
giostrante di Vinicio Capossela, il cui percorso negli anni, fra storie
progetti e figuranti, a guardare bene si va impreziosendo forse proprio a
cominciare dall’attenzione per la voce. Protagonisti dall’ottima resa live, che non han
deluso le attese e probabilmente hanno piuttosto conquistato nuovi estimatori –
che è poi uno dei più bei meriti e propositi per un festival che, nelle
incantevoli cornici di una città magnifica e densa come poche, porta la gente
gratis in piazza come se la portasse per mano, di anno in anno, di proposta in
fiducia, di fiducia in nuova curiosità. E se è vero che i festival si fanno non solo
degli spettacoli sul palco ma prim’ancora, tutt’intorno, dei luoghi e delle
persone all’ingranaggio, il consiglio di andare a Siena per “La Città
Aromatica” va girato a chiunque voglia farsi come minimo meravigliare, sedotto
dal fascino di una città che oltre al mitico Palio, alle mostre e alla musica
colta, nel 2001 ebbe in dono dal proprio sindaco Maurizio Cenni l’occasione
(battagliera!) per aprire i suoi scrigni architettonici e favolistici alla
musica popular: al rock, all’etnica, alla canzone d’autore…Lunga vita a Siena, “La Città Aromatica” fra le cui fortune e vitalità, ormai, per
dovere e con sorriso, va annoverato un pifferaio magico venuto di lontano che
in questi otto anni ha partecipato alla valorizzazione di un luogo unico e di
un festival di conseguenza. Per questo Vinicio Capossela, che quest’Estate
non era in tour, è scollinato in Piazza del Campo forgiandole apposta un
concerto medievale e rurale, con tanto di bombarde, trombe araldiche e
ghironde. Se non credete a noi, be’ ecco, credete a lui.
La Città Aromatica
Siena
29/08/2008
