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Esistono progetti musicali che portano il concetto di “meticciato” non come un manifesto politico da sbandierare, ma come un’esigenza biologica, un modo naturale di respirare l’aria del proprio tempo. I CousCous a colazione, quintetto ravennate nato nel silenzio sospeso del 2020 dall’incontro magnetico tra la cantante italo-mozambicana Wilma Fatima Matsombe e il produttore Mattia Mennella, appartengono a questa rara categoria.

 

Dopo aver destato l’attenzione degli addetti ai lavori con l’EP “Luce” (2023) e aver macinato chilometri e palcoscenici prestigiosi (dal Barezzi all’Arezzo Wave), la band torna sulla lunga distanza con Alma, un LP di nove tracce che segna la definitiva maturità artistica di una delle realtà più atipiche e affascinanti del nostro panorama indipendente.

 

foto di Martina Platone

Dalla Luce all’Anima: l’evoluzione del Groove

 

Se “Luce” esplorava i calori della world music e le radici africane ed europee dei suoi componenti, Alma (che in portoghese significa, appunto, “Anima”) sceglie di fare un passo indietro verso l’interno. È un disco notturno, intimo, a tratti malinconico, che non ha paura di mostrarsi vulnerabile per estrarre la sua forza più autentica.

 

L’architettura sonora della band – completata da Gioele Cangini (chitarra), Antonio Casalino (batteria e pad) e Giacomo Cortesi (basso e synth) – si rivela qui in una veste maniacale ma epidermica. Non c’è freddezza nella loro elettronica; al contrario, i layer di sintetizzatori fungono da cuscino per arrangiamenti nu-jazz e R&B di altissima scuola.

 

Tra le tracce chiave dell’album – se vogliamo entrare in un territorio Pop-urban contemporaneo – troviamo Lentamente e Sempre solə, brani dal ritmo sincopato, carichi di contrasti chiaro-scuri; se invece ascoltiamo Arco-íris allora quella cassa dritta soffusa quasi ti avvolge in un ipnosi da dancefloor. Da segnalare anche Vent’anni, un ascolto che diventa introspezione geometrica, respiro black, portandoti verso atmosfere Nu-Jazz internazionale, mentre Traz e leva, così come Una vita a tre, brani suadenti ed eleganti, si muovono su un cantautorato electro-soul, quasi cinematografico.

 

La Fragilità come Superpotere

 

Il vero fulcro del disco è la capacità di far coesistere la complessità tecnica con l’immediatezza emotiva. In brani come Secoli o nella stessa title-track, la voce di Wilma Fatima Matsombe fluttua su linee di basso profonde e groove avvolgenti che ricordano l’eleganza trip-hop dei primi Delta V, ma con una freschezza melodica tipicamente contemporanea.

 

La collaborazione internazionale con il polistrumentista londinese David Mrakpor (Blue Lab Beats) nella splendida Vent’anni non fa che confermare la statura del progetto: i CousCous a colazione non stanno giocando nel campionato del pop italiano standard; guardano a Londra, a Parigi, alle contaminazioni globali dell’afro-fusion e del soul digitale.

“Alma è un viaggio dentro quei momenti in cui si riesce ad ascoltarsi davvero, riscoprendo la forza necessaria per affrontare la superficie del mondo”

 

In conclusione, questo primo disco a lunga durata dei CousCous a Colazione è un album intenso, sofisticato (da intendere come raffinato, ricercato) e terribilmente magnetico. Ha il pregio di non assomigliare a nient’altro che stia uscendo in Italia in questo momento, fuggendo l’omologazione algoritmica attraverso una ricerca meticolosa del suono e della parola.

Un ritorno di classe che consolida il gruppo come una splendita certezza della nostra musica, un ritratto spaziale del Nu-Jazz italiano.

 

 

foto tratte dai canali ufficiali del gruppo

 

Artista:
CousCous a Colazione
Etichetta:
Costello's Records / Artist First
Elenco Tracce:
01. Lentamente
02. Sempre solə
03. Arco-íris
04. Vent’anni
05. Alma
06. Noi
07. Secoli
08. Traz e leva
09. Una vita a tre
Produzione Artistica:
Mattia Mennella
Anno di Uscita:
2024

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