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Il Premio Botteghe d’Autore giunge alla sua diciottesima edizione e diventa maggiorenne. Lo scorso 7 agosto, nella piazza che è il cuore pulsante di Albanella, che dalle morbide colline cilentane sorveglia e si gode il profilo caro agli antichi greci della riviera di Paestum, si è svolta l’edizione 2024 di Botteghe d’Autore, momento di confronto per la ricerca di nuovi talenti della canzone d’autore da proporre al pubblico e agli addetti ai lavori. Una manifestazione canora che, passo dopo passo, si è guadagnata negli anni il prestigio e la reputazione che merita, grazie alla competenza e all’infaticabile impegno del direttore artistico Ivan Rufo, e dei componenti l’Associazione Botteghe d’Autore che ne cura dalle origini la realizzazione, con il patrocinio del Comune di Albanella.

Che sia un palco ormai accreditato di ottima reputazione artistica lo testimonia una rapida scorsa al suo Albo d’oro: qui hanno vinto artisti come Piji, Erika Boschiero, Simone Avincola, Carlo Mercadante, Francesca Incudine, Sara Marini, musicisti che sono poi riusciti ad affermarsi nel mondo della canzone significante, e anche quest’anno le esibizioni dei nove finalisti (il decimo, Francesco Sbraccia, ha dovuto dare forfait) hanno mostrato valori e qualità artistiche molto apprezzabili, segno che il nuovo avanza comunque, pur fra le mille difficoltà di un mercato musicale dominato dai like, che non valorizza e spesso anzi brucia il frutto dei giovani artisti.

Sia come sia, i nove concorrenti che hanno calcato questo palco, nella torrida serata agostana, sono piaciuti al pubblico e ci hanno regalato buona musica. Poi, va da sé, un premio è un premio, ed esige un vincitore assoluto, che nel caso di specie si è sostanziato nella persona di Ivo Mancino, in arte Mancino (qui nella foto il momento della premiazione da parte di Ivan Rufo), giovane cantautore dei Campi Flegrei, col brano Colpa del mondo, tratto dal suo secondo album, “L’allergia alle cose che ho amato”. Una canzone fresca e al contempo riflessiva, di impronta folk-pop, ben interpretata, con uno stile che riporta al primo Daniele Silvestri. Un ragazzo intelligente ed espansivo, intonato, che non strascica le parole e che ascolta Piero Ciampi di questi tempi è merce rara, e non si può che augurargli ogni fortuna.

La giuria ha inoltre premiato con la menzione per il miglior testo il brano Terra di Massimo Donno, una ballata imperniata sugli elementi naturali, ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, mentre il riconoscimento per la migliore interpretazione se l’è aggiudicata Devil A con Le strade della mia città, un pezzo pop ben congegnato, ed infine Enea, con una band di cinque virtuosi musicisti si è visto assegnare il premio per il miglior arrangiamento, per l’energia rock del brano Daisy.

Si sono esibiti in gara Alessandra Nazzaro con Overture, i Bros Buskers con Il cannone, Chiara D’Auria con Uardò (un folk davvero ben fatto, in dialetto lucano), Dirlinger con Shalom, Mela Indie con Lucio Dalla. I “magnifici nove” sono stati preceduti, in apertura di serata, fuori concorso, da un giovane artista rap di Albanella, Giovanni Lamberti, alias Giovanni Elle. La serata è stata condotta con grande maestrìa da Concita De Luca, che ha dialogato con artisti ed ospiti, allietando e cucendo con garbo e stile gli avvicendamenti sul palco.

Se i concorrenti sono da sempre il cuore di questa bella manifestazione, gli ospiti, dopo il rito della premiazione, ne sono il sale: è il momento di Patrizia Cirulli, cantautrice milanese che sta girando l’Italia col suo ultimo lavoro, “Fantasia. Le poesie di Eduardo in musica.” (Squilibri Editore) che ha proposto due splendidi brani, musicati sui testi originali in lingua napoletana del grande Eduardo De Filippo: Fantasia e Si t’o sapesse dicere, fra gli applausi del pubblico entusiasta.

A seguire, insieme alla conduttrice, l’interessante incontro con Duccio Pasqua, giornalista musicale, e voce di Rai Radio 1, autore insieme a Foffo Bianchi e Francesca Gaudenzi del libro ‘Storie di straordinaria fonia. Dagli studi Rca alle grandi produzioni live’ edito da Bertoni. Sono stati snocciolati aneddoti e curiosità della musica italiana da una prospettiva laterale: quella di Rodolfo ‘Foffo’ Bianchi, musicista, produttore e ingegnere del suono, preludio al trionfale ingresso sul palco del super ospite della serata. E per questa edizione targata 2024 Ivan Rufo non si è risparmiato, ha fatto le cose in grande, chiamando a concludere la diciottesima edizione del Premio Botteghe d’Autore Rosalino Cellamare, in arte Ron, valido testimone della miglior canzone d’autore italiana, cinquant’anni di musica, da Pa’ diglielo a Ma’, del 1969 ai giorni nostri: nel suo set Piazza Grande, Il gigante e la bambina, Vorrei incontrarti tra cent’anni e questa sera per Albanella, Una città per cantare. E Albanella, stasera, tutta Albanella, ha cantato. Sipario.

Artista:
Botteghe d'Autore
Location Concerto:
Albanella (Sa)
Data Concerto:
07/08/2024