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In un contesto musicale sempre più diviso in compartimenti stagni un disco come Città Futura di Bassolino appare come una ventata di aria fresca in una giornata di calura. Il cognome evidenzia chiaramente l’origine di Dario, napoletano doc, così come il suono, ispirato da gruppi come Napoli Centrale e dal Napule sound che tanto ha regalato alla musica di tutto il globo. Il suono di Bassolino non è però da legare esclusivamente al suono partenopeo, anche per le istanze sociali che hanno spinto la ricerca non solo musicale di Bassolino. E’ interessante a questo punto, prima di addentrarci nei solchi del disco, capire la genesi di Città Futura, album nato nel periodo pandemico, quando il tempo era dilatato e ci si poteva permettere di impegnarsi per intere giornate a ricerche approfondite su tematiche di interesse. Ed è così che Bassolino parte da una storia dimenticata, quella di Pino Mauro: cantante e attore, pioniere di quel filone dei gangster movies che raccontava storie di contrabbandieri su musiche all’incrocio fra disco-funk e tradizione melodica napoletana, antagonista – nella vita e nei film – dell’idolo popolare Mario Merola. Bassolino si imbatte poi nel film del 1978 di Sergio Corbucci La mazzetta, colonna sonora di Pino Daniele. “È a questo punto che la realtà e la fantasia iniziano a fondersi e comincio ad immaginare un nuovo personaggio, inventato, ma che sarebbe potuto esistere in questo ambiente. È così che ho iniziato a scrivere una sceneggiatura di getto, impersonificandomi nel mio protagonista. Così sono nate tutte le canzoni del disco” racconta Bassolino. “Era il periodo in cui eravamo obbligati a stare chiusi in casa. Il mondo contemporaneo iniziava a starmi stretto. Ho avuto tantissimo tempo libero e ho iniziato ad approfondire uno dei periodi più oscuri della Repubblica Italiana che aveva generato un orizzonte culturale irripetibile, con intellettuali come Pasolini e registi come Marco Ferreri, per citarne soltanto alcuni. Nel frattempo le domande aumentavano e le trame si intrecciavano: la P2 di Licio Gelli, il Patto Atlantico, la Mafia, Calvi e il Banco Ambrosiano, Andreotti e il delitto Pecorelli, le Stragi, la questione Meridionale, Gramsci.”

Moltissimi e varie le fonti di ispirazione: da Hermeto Pascoal ai Goblin, da Tullio De Piscopo a Franco Califano, passando per Lucio Battisti e Airto Moreira.  Tornando al disco è evidente fin dalle prime note la ricchezza e la fantasia, stimolate da molteplici fonti, del suono, che si espande in sfumature diverse a seconda delle tracce. Dario Bassolino è pianista, compositore, produttore che con questa sua prima uscita ha voluto dare vita ad una sorta di colonna sonora di un ipotetico film ambientato nella sua Napoli, chiassosa, odorosa, saporosa e popolato idealmente da personaggi caratteristici e tipici. E’ un disco che parla al popolo con la voce stessa del popolo, e questo trasuda dal groove prima che dalle poche parole cantate nel disco. Alcune di queste sono affidate alla fantastica voce di Linda Feki (LNDFK), che rende straordinaria la seconda traccia, E parole. Il primo brano invece, Napoli visionaria, è stato ispirato da Processione sul mare di Toni Esposito del 1976 (album e canzone), mentre il titolo della canzone è stato preso da un libro dello scrittore napoletano Luigi Compagnone. La terza traccia Oro di miele (cantato da Bassolino) è un effluvio di suoni, tornano i sax, le voci si incrociano, le atmosfere si fanno oniriche mentre le tastiere rendono il brano un florilegio di suoni divertenti e saporiti, che si allungano rendendo senza tempo la canzone. Lo stesso avviene con la composizione successiva, Malavita, dall’umore arabeggiante, un funk arricchito da archi e sussurri napoletani, con la voce principale affidata a Gennaro Canaglia.

La quinta canzone è la title track, Città futura, altro pezzo fuori dal tempo e probabilmente il brano più rappresentativo del disco, tra richiami morriconiani (i cori vaporosi) e le divagazioni jazz che si incrociano con le percussioni e le tastiere incalzanti, sospiri da commedia italiana, e un’idea di blues metropolitano che incarna come si diceva all’inizio il sentimento meridionale più che quello solamente partenopeo. L’album si conclude in maniera intrigante con Fuga finale, titolo misterioso che rimanda al tipico suono delle colonne sonore, un po’ à la James Bond, infarcito però di divagazioni funk e nu jazz. Brano strumentale che chiude con un finale aperto questo primo intrigante album di un nuovo cantautore originale, che si porta con sé la matrice napoletana e quella “sudista” proiettandole in una dimensione assolutamente globale.

Un disco eccellente, che lancia Dario Bassolino, già noto in ambito nu jazz, nel panorama dei nuovi cantautori italiani, a guidare un folto gruppo di artisti le cui radici affondano nella vivacissima scena partenopea contemporanea.

Città Futura

Artista:
Bassolino
Etichetta:
Jakarta Records / Periodica Record
Elenco Tracce:
01. Napoli visionaria
02. E parole feat. LNDFK
03. Oro di miele
04. Malavita
05. Città futura
06. Fuga finale
Produzione Artistica:
Dario Bassolino e Paolo Petrella
Musicisti:
Dario Bassolino: Yamaha Cp70, Fender Rhodes, Farfisa Synthorchestra, Korg Sigma, voce, arrangiamenti - Paolo Petrella: basso elettrico, chitarra acustica, arrangiamenti - Andrea De Fazio: batteria - Alessio Pignorio: chitarra elettrica, chitarra acustica - Linda Feki: voce su E parole, Napoli Visionaria, Oro di Miele, Città Futura - Chicca Iavarone: flauto, voce su Malavita e Napoli Visionaria - Alice Villa: voce su Città Futura - Pietro Santangelo: sax tenore - Riccardo Sala: sax tenore su Città Futura - Paolo Batà Bianconcini: percussioni - Gennaro Apuzzo: voce su Malavita e Napoli Visionaria - Caterina Bianco: violini - Luigi Scialdone: mandolini
Anno di Uscita:
2024
Durata:
37:28