Nel maggio scorso è uscito per Carocci ‘Musica e parole, breve storia della canzone d’autore in Italia’, un testo concentrato e prezioso, scritto dal critico musicale, insegnante, docente formatore e direttore artistico, Paolo Talanca. Si tratta di una ricognizione storica sul campo della canzone d’autore, un racconto che parte dalla canzone napoletana della seconda metà dell’Ottocento e arriva fino, praticamente, a ieri mattina. Talanca riesce, con lucidità e precisione, a distillare questa guida alla comprensione del concetto di ‘canzone d’autore’ in modo narrativo, coerente da un punto di vista teorico e gradevolmente scorrevole. Tre sono gli aspetti fondamentali del lavoro svolto dall’autore: l’individuazione dei punti cardinali di poetica e realismo; il peso dato alla dimensione storica; l’idea di canzone d’autore come campo culturale e non come genere. Quest’ultimo aspetto è quello che racchiude gli altri.
Talanca infatti, in questo caso, dopo aver in passato scritto dense e importanti pagine – tra le più accurate in Italia – sull’idea di canzone d’autore come genere, e nello specifico come una delle forme possibili di espressione della canzone d’arte (Cfr. Il canone dei cantautori italiani, Carabba 2017), amplia la riflessione, supera le sole questioni estetico-formali, e istituisce, come unici strumenti indispensabili per provare a circoscrivere il campo della canzone d’autore, il rapporto col contesto storico e i “valori” di poetica e realismo. Il lettore troverà dunque ogni capitolo introdotto da alcune righe di contestualizzazione storica, attraverso le quali comprendere le scelte, l’audacia, l’importanza, l’apporto innovativo dei cantautori analizzati. Ad ognuno di essi sono dedicate riflessioni sintetiche e puntuali che ne riassumono la poetica, la chiave di lettura del mondo, lo stile. Quanto al realismo, esso emerge dalle pagine di Talanca come termine che racchiude una tendenza alla scrittura, tanto di parole quanto di musica, che rifugge le pose, le mode, i cliché.
Gli artisti raccontati dunque hanno, all’origine del canto, l’esigenza di esprimere e raccontare qualcosa, ciascuno secondo la propria poetica, che sempre si colloca in modo particolare nei contesti storici che essi attraversano. Il testo è veramente versatile, una lettura adatta ad appassionati, studiosi, artisti, studenti di popular music, insomma, a chiunque desideri comprendere meglio il concetto di canzone d’autore secondo una ormai indispensabile prospettiva diacronica.

Un lavoro, una ricerca, un’operazione di studio e divulgazione, che però non si esaurisce nelle pagine. Trovo infatti importante sottolineare che Talanca ha una concezione del lavoro di critico e divulgatore sfaccettata e completa. È infatti un po’ riduttivo oggi pensare di contribuire concretamente ad una battaglia culturale di valorizzazione di una disciplina artistica, limitandosi a scriverne. Così Talanca porta avanti il suo lavoro almeno su altri due fronti fondamentali; le performance e i social. Le pagine di Talanca, specialmente quella Facebook, sono un vero e proprio spazio di dialogo, che accende e mette in moto il confronto, stimola alla riflessione e invoglia ad approfondire. Sul piano performativo poi, è facile trovare Talanca in giro per l’Italia coi propri spettacoli nei quali racconta questo campo culturale, proponendo quasi una guida all’ascolto, sempre accompagnato da musicisti (tra le collaborazioni più ricorrenti si segnalano quelle con Andrea Mirò e Giovanni Block) che interpretano dal vivo i brani. ‘Musica e parole’ è dunque un tassello importante del più ampio mosaico di una battaglia culturale volta alla valorizzazione di un certo modo di pensare l’oggetto canzone, che si porta con sé una visione di cultura obliqua, al tempo stesso colta e popular. Un qualcosa di cui abbiamo più bisogno di quello che crediamo.
Paolo Talanca
Carocci Editore
2024
204
22
