C’era una volta, tanto tempo fa, il bel ‘Pop – Rock d’autore’ e la parola “Pop” non era una parolaccia (non aveva ancora davanti preposizioni come “it-” o “hyper”). C’era, allora, una famiglia ben nutrita di nobili musicisti che portava avanti una difficile crociata fatta di chitarre elettriche e buon gusto; volendo rimanere in Italia, parliamo di formazioni puramente anni ’90 come i Perturbazione, Moltheni, Mao e La Rivoluzione, ovviamente La Crus, i purtroppo meno ri- conosciuti Virginiana Miller e questo solo per fare qualche nome. In quei tempi (che alcuni definivano “troppo talebani”) l’unica preposizione accettata davanti al genere musicale era quella di “Alt-” poiché tante di queste band citate possedevano un passato, ma soprattutto un’attitudine, molto “Alternative”.

Con queste nobili radici nasce l’albero dei Sequoia, formazione lombarda formata da musicisti di già grande esperienza, che debutta sulla scena musicale italiana con un primo album dal nome La Terra Santa. L’opera prima della band è un ottimo esordio, caratterizzato da un cantautorato maturo, con chitarre dal sapore retrò e un pianoforte intenso che spesso conduce la melodia. Le atmosfere sono ricercate, cercando la follia nobile delle ‘Murders Ballads’ dei Bad Seeds, ma rimanendo, come direbbe Flaiano, con i piedi “saldamente appoggiati sulle nuvole” sul versante del songwriting più “brit”: quello di Keane, Travis per esempio, fino a spingersi, a volte, in passaggi più ricercati e profondi, dal sapor di “The Divine Comedy”.

La Terra Santa, ovvero la title – track del disco, si affranca della collaborazione affettuosa e illustre di Mauro Ermanno Giovanardi (qui nella foto) che immaginiamo ‘commosso’ dall’impeto d’amore sincero di questa formazione verso quella stagione anni ’90, tra alternative rock e cantautorato, di cui lo stesso Giovanardi è, ed è stato, uno degli interpreti assoluti. La Terra Santa racconta, già dal titolo, il concept del disco, fatto di viaggi letterari e poetici, di personaggi ‘alla ricerca’, dove il percorso conta più dell’arrivo. Spesso l’attitudine cantautorale dei brani è cinematografica e le parole, come una telecamera, stringono sui personaggi per poi disperdersi in dei bei campi lunghi; in questo gioco di prospettive si costruiscono questi dieci capitoli; percorsi erranti in cerca di una casa.
Quest’album, insieme ai protagonisti delle sue canzoni, è un lavoro che sta ricercando la sua ‘via maestra’, per porsi in modo originale nel panorama musicale italiano, senza dover pagare dazio a nessuno, tantomeno al mercato musicale di oggi, perché ricorre quella sana utopia in cui la musica d’autore è di nuovo protagonista.
Noi, dal nostro canto, un po’ di nostalgia l’abbiamo per quei tempi forse troppo radicali in cui il nostro paese non era ammaliato da uno sconfortante leggerissimo indie-pop e il pop-rock d’autore trovava una sua dimensione, sperimentando, nelle venature alternative della migliore musica italiana indipendente.

Sequoia
Costello's Records - Cassis Publishing / The Orchard
01. Codice
02. Bellamerica
03. Aspetto te
04. Cattedrale
05. Autunno ‘91
06. Angelo
07. Vlora
08. La Terra Santa (feat. Mauro Ermanno Giovanardi)
09. Crinale
10. Singapore sling
Marco M. Colombo; Mattia Frenna; Andrea Giambelli; Gabriele Prada; Muddy Brambilla; Matteo Cantaluppi
2024
31:17
