Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Siamo già al settimo disco per Erica Mou, la cui carriera iniziata nel 2009 ha avuto un andamento fortunato, rapido e costante che le ha permesso di costruirsi un affezionato seguito e avere non pochi riconoscimenti da parte della critica.

La cantautrice ha sempre puntato a raccontarci qualcosa di vivido, di vissuto e anche di strettamente privato. Riconferma la sua propensione anche in Cerchi, il nuovo lavoro edito da Maremadre lo scorso novembre 2024. Parliamo di un concept album imperniato sul tema della “circolarità” nella prospettiva della crescita personale; avvenimenti o persone che ritornano, il ripetersi di eventi che abbiamo già vissuto in passato e che, quando ritroviamo sulla nostra strada, riaffrontiamo in maniera diversa se nel percorso di maturazione abbiamo cambiato il punto di vista. Si torna da dove si è partiti percependosi cambiati, tenendo sott’occhio le orme tracciate nella propria storia. Le sonorità che ascoltiamo seguono lo stesso criterio di veridicità dei testi; registrati in una dimensione live, i brani restituiscono l’atmosfera della loro composizione, amplificandone l’aspetto spontaneo e autentico.

 

 

Il leit motiv del nuovo disco, quindi, sembra essere principalmente lo scorrere del tempo in una circolarità che non chiude mai i “cerchi” ma che dà, piuttosto, vita a nuovi inizi. Questo concetto è ben esemplificato in Madre, la canzone che apre il disco attraverso una confessione a cuore aperto e senza filtri. La cantautrice descrive il primo incontro con sua madre, in un immaginario ricordo che le permette di riavvolgere il nastro del loro rapporto dopo la sua scomparsa. Il dolore della perdita viene in qualche maniera metabolizzato attraverso la scoperta di un diario materno che ha permesso a Erica, anche se in età adulta, di riequilibrare il legame madre-figlia e di rivivere un sentimento con delle chiavi di lettura in più.

 

Un altro esempio di cerchio non chiuso lo troviamo ne La festa del Santo, ovvero la valorizzazione delle proprie origini dopo averne preso la giusta distanza. La festa patronale come iconico momento di riaggregazione di una piccola comunità.  Belle le metafore delle giostre per descrivere le dinamiche relazionali.

 

In Complici è disegnata una circolarità geografica oltre che emotiva: la fuga da casa (in un’ampia accezione semantica) che sovente può apparire una gabbia ma che con la maturità può essere gestita e goduta come risorsa. La voglia di un ritorno alle radici, in un contesto piccolo ma con un “bagaglio” più grande.

 

Si ritorna sui nostri passi per metterci alla prova, per farci comprendere se rispetto a taluni argomenti siamo rimaste le stesse persone o se nel nostro percorso di crescita c’è stata un’evoluzione; e ci si accorge anche che, benché si cerchi di dare una precisa direzione alla nostra vita, c’è sempre qualcosa che sfugge al nostro controllo per condurci ad una crescita anche spirituale.

Una scrittura musicale che bilancia canzone d’autore e un pop curato nei dettagli, in cui si evidenzia l’evoluzione artistica della cantautrice. La presenza fissa della chitarra con la quale Erica Mou si accompagna è il prolungamento che scandisce l’andamento ritmico e umorale. Un disco che ha preso forma all’interno del Teatro Petrella di Longiano e che merita certamente l’ascolto live; dimensione in cui emergono improvvisazioni e sporcature che sottolineano l’interazione estemporanea con il sentire del pubblico.

Un lavoro che è nato sul palco e al palco deve tornare.

Artista:
Erica Mou
Elenco Tracce:
01. Madre
02. Mani d’ortica
03. Sedimenti
04. La festa del santo
05. Complici
06. Parlare coi cani
07. L’alfiere
08. Genesi
09. Piccola vita
10. Muta
11. Canzone per la me che sono stata
Produzione Artistica:
Erica Mou, Flavia Massimo e Molla
Anno di Uscita:
2024