Con il concerto di Lucio Corsi si è conclusa lo scorso 12 giugno nel modo più entusiasmante (e con il tutto esaurito) la rassegna ‘Bissuola live 2025’ organizzata da Arteven in collaborazione con il Comune di Venezia. Lo spettacolo dell’artista toscano ha coronato una quattro giorni di musica di qualità che ha visto nelle sere precedenti sul palco allestito al Parco Bissuola Albanese nell’ordine Alice, Raf ed Ermal Meta e che ha richiamato (e soddisfatto) il pubblico numeroso giunto da tutto il veneto per il tradizionale appuntamento estivo.

Lucio Corsi, acclamato come rivelazione di questo 2025 e in realtà apprezzato dalla critica e dal pubblico più attento già da diversi anni, ha dato il via proprio in questa occasione al tour estivo, organizzato da Magellano concerti, che lo porterà ad esibirsi in una trentina di date nei festival italiani più interessanti e che si concluderà il prossimo 7 settembre all’Ippodromo di San Siro a Milano. Per il pubblico veneto la prima data del tour è stato un mondo tutto da scoprire. Se è vero che a ridosso dell’uscita dell’ultimo album il cantautore toscano si era già esibito poco distante, all’Hall Club di Padova lo scorso 28 aprile, la grande maggioranza dei presenti non aveva mai partecipato a un
suo concerto in una dimensione così ampia, che ha visto una grande affluenza di persone di ogni età (tra cui molti giovanissimi fans accompagnati dai genitori) che si sono lasciate totalmente coinvolgere dall’atmosfera quasi magica del live proiettandosi nel vivo del suo immaginario fantastico.
Il concerto di Lucio Corsi è infatti uno spettacolo da vivere con stupore ed emozione, per assaporarne a pieno invenzioni e poesia, lasciandosi incantare da chi racconta di gira-dischi volanti, ragazze trasparenti, bambini che spariscono in altalena o lepri che con un balzo arrivano alla luna. I musicisti sul palco, Filippo Scandroglio e Carlo Troller alle chitarre, Filippo Caretti al basso, Marco Ronconi alla batteria, Giulio Grillo alle tastiere e Iacopo Nieri al pianoforte, sono davvero preparati e in totale sintonia (accompagnando Corsi da sempre) nel costruire il tappeto sonoro del live, che naturalmente negli arrangiamenti spesso si discosta dalle versioni originali dei brani in studio. Tutto è rigorosamente e assolutamente eseguito dal vivo, non c’è traccia di campionatura o effetti speciali, e qualche piccola inevitabile sbavatura rende totalmente “umana” e vera l’esibizione. Il pubblico apprezza, acclama, canta e balla (ci sono bimbi sulle spalle dei papà che ondeggiano a tempo) durante tutto il concerto nonostante il caldo africano della serata, mentre alcune coppiette o famigliole si siedono di lato sui teli portati da casa, per apprezzare la musica un po’ più in tranquillità rispetto alla folla sottopalco. Tutto si svolge in un’atmosfera di festa bellissima e condivisa, permeata di gentilezza, di sorrisi, di rispetto per la musica, i musicisti e il pubblico.

Lucio Corsi si muove sul palco come un elfo esile ma incredibilmente carico di energia, davanti al fondale dominato da due enormi amplificatori e una tastiera dipinta che sale verso l’azzurro del cielo, destreggiandosi con grande agilità tra musica e parole (a volte moltissime parole, anche 1270 – così dirà lui stesso – per un talking blues intitolato… Senza titolo). Fantasista ed autentico animaletto da palco come pochi, Corsi è un artista che visibilmente ama suonare dal vivo, che si dona al pubblico senza alcun timore, sempre a proprio agio nel saltellare come un folletto tra chitarra, pianoforte e armonica (suonati anche contemporaneamente a volte) e cambi di look in scena. Spesso balza dal palco sulle casse sottostanti, e in più occasioni scende verso il pubblico, scansando i fotografi e spiazzando la security, buttando alle spalle il microfono con il filo (a dispetto di tutte le diavolerie tecnologiche di cui potrebbe disporre) con la stessa naturalezza con cui a Sanremo se l’era infilato sotto l’ascella anziché sull’asta, fino a salire con i piedi in equilibrio sulla transenna, sostenuto per le gambe solo dalla presa affettuosa dei fans.
Il tutto naturalmente continuando imperterrito a cantare e suonare!

Ma torniamo all’inizio: il concerto inizia un minuto prima delle 21 e dura circa due ore, con momenti di diversa intensità, tensione musicale ed espressiva. Il primo blocco è energico e tiratissimo, con brani molto rock tratti dall’album La gente che sogna del 2023, come La bocca della verità, Danza classica e la più nota Radio Mayday, per continuare poi con canzoni più lievi e poetiche quali Amico vola via e Trieste, entrambe sul tema affascinante del volo e del vento (che si trasforma “da ostacolo a spinta, basta girarsi di spalle”, spiega l’artista presentando il brano).
Ampio spazio è naturalmente dedicato all’ultimo album, intitolato come la hit sanremese che sarà cantata in coro dal pubblico (e farà pigiare il tasto video su migliaia di telefonini), del quale saranno eseguiti tutti i brani alternati, in acustico o con la band, ad altri pezzi della storia musicale di Corsi dal 2015 in poi. Interessante la cover di Short people di Randy Newman che, letteralmente tradotta in italiano, diventa La gente bassa (non ancora incisa) anticipata da un accenno di Hai un amico in me (You’ve got a friend in me) interpretata da Cocciante per la colonna sonora di Toy Story 2 a cui segue, dopo un rapido cambio d’abito, un altro set acustico di grande intensità. Con il frac color panna e il cappello da cow boy, Lucio interpreta fra le altre al pianoforte Orme e La Ragazza trasparente, quest’ultima con una introduzione di armonica da pelle d’oca.

Altro cambio d’abito (via la giacca e il cappello e su il basco verde) e torna la band al completo per l’amatissima Volevo essere un duro e l’ultimo singolo Situazione complicata, quindi ancora un altro blocco bello carico che comprende brani come Magia nera, Francis Delacroix velocizzata al massimo e Let there be Rokko, per poi lasciare nuovamente spazio a brani d’atmosfera soft come Nel cuore della notte eseguita da solo al piano (rimasto nel frattempo a torso nudo con i lunghi capelli a coprire le spalle) per oltre 6 minuti di pura e delicata bellezza, Tu sei il mattino e Altalena boy, la storia del bambino che fece il “giro della morte” vestito da Zorro. Il pubblico sembra non voler più scendere da questo mondo fluttuante e onirico, così dopo la celebre Astronave giradisco Lucio è richiamato a gran voce, e torna in scena con la band per regalare un’altra versione (“la versione C”, dice, decisamente più lenta) di Francis Delacroix, ormai celebre omaggio allo stralunato amico fotografo e alle sue improbabili storie.

Sembra essere “caduto sulla terra” (e il richiamo al film di Bowie non è casuale) da chissà quale altro pianeta, Lucio Corsi, con le sue spalline gialle imbottite che indossava all’Ariston e all’Eurovision Song Contest, il rossetto rosso e il viso imbiancato un po’ come Renato Zero alla fine degli anni ‘70, o forse è uscito da un bel cartone animato, con il suo cappello da cow boy e la gamba ripiegata sotto di sé in modo del tutto innaturale sul seggiolino del pianoforte. Oppure più realisticamente, nonostante in lui si possa ritrovare anche una specie di Piccolo Principe alle prese con la Volpe ed il proprio fantasioso Bestiario musicale (Il Lupo è uno dei brani in scaletta tratto da questo suo primo album, molto gradito dal pubblico così come La Lepre), con il suo basco verde, gli occhiali appariscenti e gli stivali col tacco che richiamano alla mente l’ Elton John dei tempi migliori, Corsi è un artista che ama citare, giocare, mischiare le carte, inventare e reinventarsi continuamente senza comunque perdere mai di credibilità, purezza e autenticità. Tutto accade infatti senza retorica e ridondanza, con quel (bel) po’ di incoscienza che ha chi affronta il palco divertendosi evidentemente un mondo e si lancia giù dal palco e ci risale quando gli va di farlo (e lo fa più volte del corso del concerto) interagendo in ogni momento con il pubblico entusiasta e affettuoso.
Un concerto da vivere e godere appieno in tutte le sue poliedriche sfumature quello di Lucio Corsi, che consigliamo vivamente di non perdere (parecchie date sono già soldout), perché tante sono le buone emozioni che un tale spettacolo lascia impresse. Cercare di catturarne qualcuna con la macchina fotografica oltre che con la penna per L’Isola, è stata un’ulteriore esperienza appassionante nonché decisamente divertente (anche se solo per i primi tre brani, quelli di solito consentiti ai fotografi sottopalco).

Scaletta del 12 giugno 2025
Freccia Bianca
La bocca della verità
Danza classica
Radio Mayday
Questa vita
Amico vola via
Trieste
Sigarette
Hai un amico in me/La gente bassa (cover di Randy Newman)
Il re del rave
Orme
La ragazza trasparente
La lepre
Senza titolo
Volevo essere un duro
Situazione complicata
Francis Delacroix
Magia nera
Let’s there be Rokko
Il lupo
Nel cuore della notte
Tu sei il mattino
Altalena boy
Astronave giradisco
Francis Delacroix (versione blues)
Servizio fotografico a cura di Valeria Bissacco
Si ringraziano Arteven, Magellano concerti e Fiabamusic per la gentilezza e la disponibilità.
Lucio Corsi
Teatro del Parco Bissuola Albanese - Mestre (VE)
12/06/2025
