Stefano Saletti è il ‘musicista viaggiante’ per antonomasia. Ogni suo lavoro, in solo o in combo, è un’incredibile traversata in territori sonori di grande fascino e ricercatezza. Valore e profondità non mancano mai negli album che realizza. Anche il nuovo non fa eccezione. Già l’unione nel titolo tra Mediterraneo e Anima lascia intendere l’idea alla base dell’opera, composta da otto brani cantati in sabir, lingua franca di tutti i porti del Mare Nostrum, più uno in dialetto sabino. Saletti è un abile e talentuoso navigante, polistrumentista multietnico e compositore ispirato, capace di creare un racconto seducente fatto di suoni, ritmi e voci perfettamente amalgamati tra loro, una sorta di Omero musicante. Il viaggio, seppur immaginario, non tralascia la bellezza di cui il Mediterraneo è stato generatore lungo il corso dei secoli, ma neanche dimentica i tragici episodi del nostro tempo.

I nove momenti originali del disco attingono forza da miti, leggende, filastrocche, melodie, cantigas e ballate popolari a sottolineare la pluralità di storie, influenze e legami culturali che hanno attraversato questo bacino, importante crocevia di genti e popoli. Tante le sirene chiamate a raccolta per elevare il loro canto in questo racconto fantastico e appassionante, voci meravigliose di donne, tutte smisuratamente brave, unite per esprimere all’ennesima potenza quella mediterranima plasmata da una miriade di sentimenti, a volte divergenti e contrastanti, che la rendono speciale ed eterna.
Resistar, la traccia che apre il lavoro, è il manifesto dell’intero progetto, in cui brillano – cantati dalla voce fiera di Ginevra Di Marco – i versi immortali del Sommo Poeta tratti dal canto XXVI dell’Inferno: «fazir non star a vivir da bestia ma per segouir virtute y conoschir» seguiti dall’ardimentoso motto «resistar, restar, amar, conoschir sementza di voi». Il brano, di cui è stato realizzato un ‘video animato‘ curato da Sergio D’Innocenzo, è una dedica «a chi ancora oggi nel Mediterraneo resta a difendere la sua terra, la sua dignità, la sua libertà».

Mediterranima è stato pubblicato negli store digitali simbolicamente il 25 aprile, Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, mentre dal 30 maggio il CD è stato distribuito ufficialmente in Italia e in molti paesi d’Europa; inoltre ha portato a casa un terzo posto alla finale delle Targhe Tenco 2025 nella sezione “Miglior Album in dialetto”. Nel frattempo Saletti, coinvolto in vari progetti musicali, da parecchi mesi è impegnato in un ricco tour in lungo e in largo per l’Italia, seguendo sempre la rotta di quel mare amato e celebrato che dimora dentro sé.

Stefano Saletti
Materiali Sonori
01. Resistar
02. O Pireas
03. Marjan
04. Y suzar la noché
05. Mujalasa
06. Mediterranima
07. Il filo infinito
08. Saltarello de lu core
09. Al di là del cielo e della terra
Stefano Saletti
Stefano Saletti: voce, bouzouki, oud, saz baglama, tzouras, chitarre, chitarra battente, saltzouki, percussioni; Giovanni Lo Cascio: batteria, daolla, riq, bodhran, davul, canjira, daf, tamburello e Arragiamenti; Mario Rivera: contrabbasso, basso acustico; Arnaldo Vacca: darbouka, tamburello, riq, bodhran, canjira, tammorra, shaker, crotali; Gabriella Aiello: voce (7); Eleonora Bordonaro: voce (6); Ginevra Di Marco: voce (1); Lucilla Galeazzi: voce (8); Elena Ledda: voce (3); Fabia Salvucci: voce (5); Yasemin Sannino: voce (2, 4, 9); Nando Citarella: marranzano (5, 6); Gabriele Coen: sassofono (1), clarinetto (2, 5, 6); Pasquale Laino: ciaramella (8); Rita Marcotulli: pianoforte (2, 4) Marwa: voce araba (6); Eugenio Saletti: basso pedale (2), chitarra elettrica (5), bouzouki (7), basso (9); Antonello Salis: fisarmonica (1, 5, 8); Pejman Tadayon: kemenche (2, 3, 7, 9), ney (7, 9); Riccardo Tesi: organetto (3, 6); Renato Vecchio: duduk (4), chalumeau (7).
2025
44:51
