Un tentativo delicato di far depositare la realtà nella memoria, come la sabbia sui sedili di Stampalia. Punti che si uniscono di Bastiano respira così, con linee che convergono e si separano, con crepe che diventano disegni da seguire. Luca Bastianello, artista vicentino, abbandona la veste di bassista per farsi cantautore, e lo fa con pudore, lasciando che la voce resti in equilibrio tra confessione e osservazione.

Stampalia apre l’album come una cartolina sbiadita: c’è il mare, il vento, una stanza d’hotel e due corpi che si sfiorano senza più bisogno di spiegazioni. Il tono è già lì — dolce, ruvido, sospeso — e ti accompagna fino all’ultimo respiro di Umane deviazioni, dove il mare torna a chiudere il cerchio. Tra i due estremi, Bastiano disegna un percorso di consapevolezze. Il monologo è una resa amara, la voce di chi parla a sé stesso per ritrovare lucidità — “se solo avesse avuto un senso”, Dimmi cos’è è invece un’indagine sulla fragilità, quella che nasce nei silenzi, tra i lampioni spenti e i riflessi sull’asfalto. È forse il cuore del disco, quello che si sincronizza col battito di chi ascolta.
A metà lavoro troviamo Siamo di passaggio, brano che dà forma al titolo, un cammino caduco ma con la certezza di una Lei che funge da Virgilio — “fino all’ultimo paesaggio mi farai da guida”. L’immagine dell’equilatero, “dove pascolare le coscienze più ammaccate”, è la chiave di tutto: c’è geometria nel caos, c’è misura anche nella stanchezza. In Luogo comune Bastiano si interroga su quanto costi la felicità, e la domanda resta sospesa — come un ritornello che non cerca risposta. Proseguendo nell’ascolto incontriamo Falangi, dove c’è la delicatezza di un gesto che conforta, come chi ti dice piano di non smettere di crederci. Una guarigione che parte anche solo da una scusa, da un odore, da una vecchia canzone. Poi arriva Panda, un diversivo ironico e disilluso, una corsa notturna senza freni né pretese. È il brano che alleggerisce e, insieme, svela la parte più autentica dell’autore, quella che si concede di ridere di sé, anche dentro il caos. “senza lodi né difetti, solo pregi e sentimenti”.
Chiude Umane deviazioni, che dà senso all’intero viaggio — un viaggio dove aleggia costante la gentilezza. Ritorna il profumo di mare, Bastiano guarda le imperfezioni come un pugno di colori sparsi in tasche vuote e, tra le righe, si legge Svevo. Nel frastuono generale, Bastiano preferisce parlare piano, con la voce di chi ha qualcosa da sentire più che da dire. Nel rumore delle cose sceglie la delicatezza, e in quella quiete trova la sua verità.

Bastiano
Autoprodotto
01. Stampalia
02. Il monologo
03. Dimmi cos’è
04. Siamo di passaggio
05. Luogo comune
06. Falangi
07. Panda
08. Umane deviazioni
Alberto De Rossi
Autori: Luca Bastianello, Alberto De Rossi; Compositore: Luca Bastianello; Batteria: Alessandro Lupatin Fotografia: Luca Condorelli
2025
31:51
