Tra riferimenti Garibaldini (ma non solo), vestiti vintage e abilità vocali anni 70, Elisa Pucci, in arte Mille, pubblica un album assolutamente attuale e contemporaneo. Reduce da un percorso che ha portato la sua band Moseek alle semifinali di X Factor con una proposta in lingua inglese, Elisa ha sentito il bisogno e l’urgenza di esprimersi nella sua lingua madre e ha creato il personaggio Mille, un po’ amante di Garibaldi dicevamo, un po’ “riottosa” come i suoi seguaci già da bambina, un po’ riassunto di diverse e variegate personalità che convivono dentro di lei.
Dopo alcuni singoli e l’EP Quanti me ne dai, a metà settembre è uscito Risorgimento, titolo anch’esso dalle diverse sfaccettature, dall’universale bisogno di riprendere un attimo una strada che vada avanti e non indietro, al tragitto personale che lei stessa ha affrontato negli ultimi anni. 9 canzoni, un duetto d’eccezione, tutte le (Mille) personalità che emergono e dispensano un talento non ordinario e decisamente da seguire.
Così come si prestano a diverse interpretazioni il suo nome d’arte ed il titolo del disco, i testi di Mille hanno diversi piani di lettura e meritano un ascolto attento, perché nascondono messaggi profondi ed importanti. Partiamo dalla fine, da Tour Eiffel, che chiude il disco con il duetto insieme a Rachele Bastreghi dei Baustelle; “la nostra vita che cos’è? Un romanzo dentro a un foglio Excel”. La frenesia, la freddezza dei rapporti, la spersonalizzazione della quotidianità, dipinti in una riga, che meraviglia! La desolazione dello spirito, davanti alla quale i protagonisti del brano decidono di “bersi tutto il bar”, consapevoli che nessuno noterà questo uscire fuori dai margini. Benvenuti nel millennio dell’intelligenza artificiale, dove le emozioni sono un calcolo, una formula e nulla più. Ci ritorna sù Mille, durante Gli Amanti, dove dipinge uno spaccato di realtà se possibile ancora più sconfortante: “Faremo un figlio coi codici sconto, coi meeting e le lotterie”, ma ribadisce che alla fine sia l’amore a contare più di ogni altra cosa, ripetendo i suoi “nonostante tutto” come un mantra salvifico.

La voce di Mille è un miracolo, che si rinnova ad ogni canzone. Un miracolo che evoca nomi importanti come Caterina Caselli (citata trasversalmente quando afferma che “non è l’età per amarsi”), Nada, Anna Oxa, Ornella Vanoni e la stessa Mina, con rispetto parlando. Un cantato viscerale, esteso e caldo, con il quale raccontare storie intrise di ironia e sarcasmo molto taglienti. Innocenza e provocazione, sbuffi di tulle e quei ricci rossi che trasudano malizia e peccato.
Testi di grande attualità, su una base musicale che ricorda gli anni 80, con un uso sapiente dell’elettronica e con un ritmo incalzante, che non deve però farci sottovalutare le parole che Mille declama, riuscendo a non banalizzare mai concetti e discorsi che sono molto presenti nel nostro oggi musicale. In primo luogo chiaramente i rapporti personali e tra uomo e donna (vuoi fare l’amore? Sei in forma campione!) sui quali il già citato sarcasmo scorre abbondante, ma i continui e sfrontati richiami al sesso, si accavallano a riferimenti più duri, a partire dai problemi

di cocaina nei bagni di Milano (Gli Amanti) e come in Artiglieria Pesante, con i suoi accenni ai manganelli a carnevale e ad una scuola elementare che potrebbe essere la Diaz di Genova nel 2001 (incostituzionale e niente più, conclude lei). Sempre lo stesso brano ci ricorda la definizione di fortuna per chi “è maschio, bianco ed in cima alla lista”, (ma andate a scoprire il gioco di parole tra “pronome” ed il “presidente bravo con la lingua”), mentre in C’est fantastique (era dai tempi di Plastic Bertrand che non sentivo un titolo del genere) si prende la briga di riassumere lo stato delle cose dicendo che “la gente è stanca, non scopa, non dorme, arriva scema al 27” e chiedendo applausi per tutti, chi sta bene e chi sta male; non so voi, ma io un po’ mi sono sentito fischiare le orecchie. In Video Hard citando forse un Gigi Proietti d’antan, si fa portavoce e ambasciatrice di umanità, chiosando con “Amici miei vi abbraccio; pieni di cazzi più di un porno. Generazione di fenomeni paranormali” e dipinge un altro affresco dolceamaro, ipotizzando un ennesimo Natale dove i francobolli per impersonali biglietti d’auguri saranno utili eventualmente per dimetterci, da non si sa bene dove.
Un disco che è un manifesto di indipendenza ed intraprendenza, declinate ovviamente al femminile, tra vestiti fuori moda e voglia di ballare come Raffaella Carrà, mezz’ora dove riesce impossibile non muovere a tempo il piedino, ma che ad ogni ascolto svela un regalo in più. Per citare il brano che apre l’album, dopo averla scoperta non possiamo che augurarle di trovare, almeno musicalmente parlando, un Maledettissimo Posto Migliore, dove brillare come merita.
Foto di Silvia Piva

Mille
TAIGA / ADA Music Italy
01. Risorgimento
02. UMPM (Un maledettissimo posto migliore)
03. Il tempo, le febbri, la sete
04. Due di notte
05. C'est Fantastique
06. Gli amanti
07. Una lama
08. Video Hard
09. Artiglieria Pesante
10. Tour Eiffel – con Rachele Bastreghi
MILLE e Unbertoprimo
2025
30:17
