Paolo Pieretto, cantautore brianzolo e pavese di adozione, arriva con questo nuovo lavoro La gente vuole pezzi semplici al suo terzo album, segnando così il ritorno sulle scene a dieci anni dal suo ultimo disco “Ancora desidero”.

Paolo Pieretto non è solo un bravo cantautore, ma nel tempo ha sviluppato e affinato anche una forte predisposizione come operatore culturale, organizzando eventi, concerti, rassegne, tour, mettendo in relazione artisti, addetti ai lavori e pubblico in dibattiti e incontri su argomenti e problematiche legate al mondo della musica ma anche su tematiche sociali di forte attualità.
Non fosse sufficiente questo elenco di impegni che hanno contraddistinto il suo ultimo decennio, ha gestito per otto anni locali come ‘Da Trapani’ (PV), divenuto luogo di culto tra gli appassionati di folk-rock-blues americano e canzone d’autore e, dal 2017, ha aperto e gestisce lo ‘Stand Bike Café’ di Borgarello (PV), che ospita ogni anno concerti ma anche serate di stand-up Comedy. Nel 2019 ha rilevato anche ‘Spaziomusica’, storico locale di Pavia. E citandolo, è impossibile non ricordare Daniela Bonanni, fondatrice e anima storica insieme al marito Bruno Morani (purtroppo scomparso nel 2002), che ancora oggi è in prima fila, determinata a non far morire quell’esperienza per quel che può. Poi però nel 2020 è arrivata una brutta vicenda burocratica che ne ha sancito la chiusura. Pieretto, rimanendo ancora titolare del brand, non si è arreso a far entrare nell’oblio quel ‘nome’ e così, appena riesce, organizza concerti con finalità benefiche, in attesa di una nuova casa dove portare “Spaziomusica”, ovvero un luogo dove cultura e condivisione tornino ad andare a braccetto.
Ma per finire questo quadro biografico di chi è Paolo Pieretto, non si può dimenticare che dal 2015 è il direttore artistico dell’etichetta Maremmano Record, importante realtà discografica ed editoriale indipendente che ha messo al centro delle proprie attività la valorizzazione della canzone d’autore emergente o comunque non mainstream.

Ma il richiamo della canzone ‘scritta’ di proprio pugno e non solo difesa, valorizzata, fatta conoscere, ospitata, è tornata di nuovo prepotente. Ed è lui stesso a descriverci questa sua nuova avventura: “Così una canzone è venuta a buttare giù la mia porta e mi ha trascinato a pensare a un nuovo disco, che però prende le distanze dal cantautore che sognavo di essere da ragazzo per lasciare il posto a qualcosa che sta a metà strada tra il monologhista satirico e il canzonettaro”.
Quel che ne esce è un album a suo modo “politico”, dove nei nove brani, interamente scritti e suonati da Paolo Pieretto (con influenze riconducibili ad artisti come Bennato, Rino Gaetano, la scuola milanese di Jannacci e Gianfranco Manfredi), ci sono una serie di immagini impietose, amare, ironiche e politicamente poco corrette, della società e delle sue derive. Come ad esempio quella riferita alla discografia, dove Pieretto denuncia senza troppi giri di parole il ‘nuovo’ modo di fare discografia oggi, dove “incidere e stampare un disco da indipendente è un gesto eroico a perdere, nella mia situazione avrei dovuto chiedere ad amici musicisti di lavorare gratuitamente e non ho trovato etico farlo”.
E allora proviamo ad addentraci nella scaletta dell’album, cercando di coglierne i punti nodali senza però perdere di vista la profonda ironia che permea l’intero lavoro.
L’iniziale Questa vita in mezzo ai denti è forse la canzone più intima ed autobiografica in cui l’autore si mette veramente a nudo, a cui segue Singolo (La gente vuole pezzi semplici) con la partecipazione di Laura Formenti, brano scritto ad inizio carriera e mai inciso prima d’ora, ripreso e rivisto oggi è maledettamente uno sguardo lucido, ironico ed amaro sull’attuale mondo della musica. In Buonanotte Zombie, dove è chiara l’influenza di Edoardo Bennato, uno dei suoi autori preferiti, emerge che siamo un popolo incapace di reagire e che non ha neanche più bisogno di essere ucciso, in quanto è già morto, ripensando a quanto aveva ragione Carmelo Bene a definirci degli zombie.

Schwa, titolo insolito che si riferisce a un suono vocalico medio, sembra un brano anni ’80 di Vasco Rossi, tra conflitti di vedute e incomprensioni tra vecchi boomer e la nuova umanità. A meta album troviamo invece Braies, brano in cui si affronta la grande rivoluzione dei social che hanno cambiato definitivamente il modo di comunicare, esprimersi, informarsi, socializzare, ma che hanno portato anche ad un nuovo conformismo e tanta solitudine. Faccio solo il mio lavoro è un atto di accusa verso quelle persone che, pur coinvolti in fatti aberranti, se ne lavano le mani dicendo “non è colpa mia, ho solo eseguito, non avevo scelta, ho fatto solo il mio lavoro”, e dove “non possiamo più permetterci l’ignoranza e l’indifferenza”. Basta soffermarci un attimo su queste parole e sono molte le persone che ci vengono in mente… Il Fannullone tocca il tema del (non) lavoro, Bambini & Co. primo singolo e accattivante brano pop, è un vero tormentone sui bambini e, a chiudere, troviamo Magari domani, brillante monologo intriso di speranza per le persone, intese come singoli individui ma anche come società, verso un sistema pieno di contraddizioni, problemi ed ingiustizie.

Abbiamo più che mai bisogno in questi tempi bui di cantautori sinceri, onesti, veri artigiani della canzone che ci mettono amore e passione per quello che fanno. Ogni album come questo è un grido di protesta, una richiesta di riflessione, di risveglio culturale e sociale, diventando anche, come si definisce Paolo Pieretto, “un predicatore di canzoni attraverso comizi musicali”. Un album quindi che porta in dote la volontà di confronto, di verifica reciproca tra musicista e ascoltatore. Anzi, di più. Chiudiamo infatti questa recensione con le parole di Pieretto stesso, che su questo tema ha le idee molto chiare: “non si può scegliere di iniziare a scrivere canzoni e non si può scegliere di smettere di farlo: si può solo decidere se tenere tutto nel cassetto o condividerlo con gli altri e poi stare a vedere se le proprie emozioni, visioni, idee, creano un terreno comune con altre sensibilità”.
La seconda che hai detto Paolo, la seconda. Poi accada quel che accada.
La gente vuol pezzi semplici? Vero, ma per fortuna qualcuno in quel panino vuoto ci mette anche del companatico.

Paolo Pieretto
Maremmano Records / IRD
01. Questa vita in mezzo ai denti
02. Singolo (la gente vuole pezzi semplici) feat. Laura Formenti
03. Buonanotte Zombie
04. Schwa
05. Braies
06. Faccio solo il mio lavoro
07. Il fannullone
08. Bambini & Co.
09. Magari domani
Paolo Pieretto
Scritto, prodotto, arrangiato, suonato, registrato da Paolo Pieretto. Laura Formenti : voce in traccia #2 Mixato e masterizzato da Franco Cufone Fotografie del libretto: Mamo Loati
2025
32:26
