“La guerra è una dimensione dalla quale l’umanità non si è mai veramente liberata. Un luogo in cui la distruzione e l’annientamento si intrecciano con altri aspetti della vita: l’amore, la nascita, la fame o la sete”.

Ma il bisogno primario di ogni uomo non dovrebbe essere la violenza per la sopravvivenza, ma la convivenza. E Pippo Pollina, cantautore dal percorso ricco e denso di scelte spesso controcorrente, lo ribadisce in ogni suo disco, a maggior ragione in questo Fra guerra e pace, urgente ed emozionante, composto in un tempo in cui la guerra sembra tornare a essere l’unico “strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, con buona pace (appunto…) del nostro amatissimo Articolo 11 dell’altrettanto amata Costituzione. L’urgenza compositiva si avverte in ognuna delle undici canzoni, che dipingono altrettante situazioni, tutte legate dal filo rosso, di sangue e di amore, della guerra e della resistenza umana alla sua violenza.
Pollina può definirsi a buon diritto un cittadino del mondo; vive fuori dall’Italia, pur rimanendo legato alle proprie radici siciliane, e, con la sua band, porta ovunque le sue canzoni, seminando emozioni e una bellezza senza tempo, profondamente intrisa della lezione dei cantautori, da De André a Fossati, e immersa in sonorità ricercate e contemporanee.
Ascoltare, ad esempio, La notte dei cristalli, dedicata a un momento storico che rischia pericolosamente di riproporsi, con le voci di Pippo e dei due figli, due generazioni a intrecciarsi in un solo anelito, è insieme rassicurante e sorprendente: rassicurante, perché la linea melodica è orecchiabile e classica, mentre l’arrangiamento è ricco di rimandi jazz, grazie a musicisti di grande valore. Un altro momento intenso è Questo tempo insieme, una sorta di manifesto poetico a quattro voci, la sua e quella di tre artisti palermitani, Marcello Mandreucci, Alfonso Moscato, Raquel Romeo, sorrette da una chitarra elettrica, ma dolcissima: “La parola nasce giovane sul palato fa felice la rima di un terzinato. Bagna gli occhi se colpisce dritta al cuore poi scompare nell’immenso senza far rumore.”
Nota di merito agli arrangiamenti, che si aprono a parti strumentali quasi sinfoniche, come in Vigolais, in cui la voce, intensa ed energica, dialoga con gli archi, lasciando loro ampio e arioso spazio; oppure ne Il volo del colibrì, che invece fa intrecciare chitarra e tastiera; o in Fra i petali del girasole, ispirata all’Ucraina e composta insieme al cantautore Luigi Mariano, in cui è l’elettrica a dominare l’impianto rock; o ancora nei suoni sudamericani in Lava la pioggia.

Momenti preziosi, da cogliere al volo e fare nostri, insieme a pensieri profondi, che danno voce ai milioni di oppressi e di ultimi della Terra, da Gaza (Free Palestina!) all’Uruguay (Hasta siempre, emozionante dedica a Pepe Mujica), fino ai resistenti di ogni tempo, incarnati, nella canzone in punta di armonica Rosabianca, da Sophie Scholl, la giovane impegnata nel movimento nonviolento della Rosa Bianca, uccisa dai nazisti.
Il cantautore ci regala non una sola Piccola canzone per noi, ma undici spunti di riflessione, cantati con la convinzione di chi da sempre è stato pacifista senza compromessi, dai tempi in cui era obiettore di coscienza, fino a quelli più recenti, e con la coerenza di chi non insegue mode musicali effimere, né facili guadagni; infatti il suo disco è reperibile solo in formato fisico, per consentire a tutti un ascolto non frammentato, ma completo e meditato.
Il suo lunghissimo tour, già iniziato tra Germania, Austria e Svizzera, in Italia avrà due fasi, una in primavera, una in autunno, e si chiamerà ‘La vita è bella così com’è’. E, se Pollina scrive “Questo tempo insieme non ritornerà, ma conosce l’amore e quello che fa”, bisogna credergli; perché l’unica risposta, alla conclusione del disco, sembra proprio essere questa: amare, vivere, resistere.
(foto tratte dai profili ufficiali dell’artista)

Queste le date primaverili.
28 aprile FIRENZE FIESOLE Teatro di Fiesole
29 aprile ASTI Teatro Politeama
30 aprile MILANO BOLLATE Teatro Le Bolle
02 maggio ROMA Auditorium Sala Petrassi
03 maggio BOLOGNA Chiesa San Filippo Neri
04 maggio BERGAMO Teatro Sociale
Pippo Pollina
Jazzhaus Records / Storiedinote
01. Vigolais
02. Il volo del colibrì
03. Fra i petali del girasole (scritto in collaborazione con Luigi Mariano)
04. La notte dei cristalli (feat. Julian Pollina ‘FABER’ e Madlaina Pollina)
05. Free Palestina
06. Lava la pioggia
07. Questo tempo insieme (con Marcello Mandreucci, Alfonso Moscato, Raquel Romeo)
08. Il fiume
09. Hasta siempre
10. Rosa bianca
11. Piccola canzone per noi
Pippo Pollina e Martin Kälberer
Pippo Pollina (voce); Julian 'Faber' Pollina e Madlaina Pollina (voci in "La notte dei cristalli"); Marcello Mandreucci, Alfonso Moscato e Raquel Romeo (voci in "Questo tempo insieme") Archi: Lenka Bonaventurova (viola) Daniel Frankenberg (violino) Jonas Moosmann (violino) Stefania Verità (violoncello) Martin Kälberer (pianoforte, tastiere, fisarmonica, harmonium) Daniel Stelter (chitarra acustica ed elettrica) Alex Klier (basso elettrico) Sven Faller (contrabbasso) Roberto Petroli (sassofono, clarinetto, clarinetto basso) Alessandro Presti (flicorno) Marcio Robino (flauto) Tommy Baldu e Martin Kälberer (Batteria e percussioni) Martin Kälberer (duduk, mandolino, mandola) Werner Schmidbauer (armonica) Daniel Stelter (mandolino e oud)
2025
