Nasce una nuova Rubrica su L’Isola che non c’era, “Musica in Aula”, uno spazio che vuole far incontrare due mondi solo apparentemente lontani, quello della Scuola e quello della Musica. Siamo convinti (non solo noi, ma moltissimi operatori di entrambi i settori) che oggi la “canzone”, i testi delle canzoni, possono essere (sono?) potenti mezzi di comunicazione, veicoli capaci di accorciare le distanze tra un docente e un alunno, tra un contenuto teorico e una realtà vissuta sulla propria pelle.
Saper leggere, interpretare, ascoltare le canzoni a scuola, significa offrire agli studenti una lente in più per decifrare la società in cui vivono. Possiamo, forzando un po’ la mano, chiamarla anche un’operazione di avvicinamento tra generazioni, che viene fatta usando uno strumento molto amato dai giovani, anche se sappiamo bene che la Musica è trasversale per vocazione.
Un percorso lungo, certo, che necessita anche di docenti preparati ad affrontare questa sfida. L’ISOLA offre quindi un luogo dove poter fare rete, dove far dialogare docenti con altri docenti, dove gli studenti potranno trovare idee da proporre magari nel proprio Istituto. Uno scambio di esperienze che arricchirà due mondi, Scuola e Studenti, che nelle canzoni potranno trovare un nuovo punto di incontro.
Andrea Podestà firma la prima puntata, dedicata a “Taccuini Musicali di Alfredo”, una splendida realtà nata da poco più di anno ma che ha già tracciato un segno profondo e positivo.
(Francesco Paracchini)
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Alfredo Galluzzo è un ragazzo.
Ha una passione smodata per la musica, soprattutto italiana. Come tutti i ragazzi, però, non si cristallizza ad ascoltare un genere, perché a quell’età forse neppure ti soffermi sui generi, ma sulle emozioni che la musica ti trasmette. Come non tutti i ragazzi della sua età, però, Alfredo è anche curioso di ascoltare la musica che ascoltavano i suoi genitori.
E così passa, senza soluzione quasi di continuità, dalle canzoni del nuovo Festival di Sanremo agli album capolavoro di Lucio Dalla. Ma non è solo passione da ascoltatore. Alfredo ama scrivere di musica. Tiene dei taccuini in cui appunta, sottolinea, analizza, esprime pareri. Il venerdì, in particolare, è il giorno “sacro”, quello in cui recensisce un nuovo disco. Alfredo ha anche un sogno, non tanto quello di portare la musica nelle scuole, ma piuttosto quello di creare “scuole di critica musicale”, perché sa che quella che è una sua passione può trasformarsi nella passione di decine di suoi coetanei.
Poi… poi succede che Alfredo se ne va dannatamente troppo presto, ad appena 15 anni, e quel sogno, come tutti i sogni di un quindicenne andatosene troppo presto, sembrano destinati ad evaporare, a restare sospesi e irrealizzati (e irrealizzabili).

C’è una landa desolata che nessun genitore dovrebbe mai attraversare. Quella attraversata anche da Ungaretti e che lo portava a chiedersi (in Giorno dopo giorno): “Come si può ch’io regga a tanta notte?…”. È però in questa landa desolata, che la famiglia Galluzzo (mamma Angela, papà Francesco e il figlio più piccolo Liborio, qui insieme nella foto in alto) trova, tra le macerie della ferita estrema, un barlume che faccia se non finire, almeno illuminare la notte. Sono proprio i taccuini di Alfredo.
E così la Galluzzo Family si mette all’opera, cercando fondi per creare un’associazione che porti il nome del figlio (Taccuini Musicali di Alfredo) e di quel figlio ne realizzi soprattutto il sogno, portare appunto la critica musicale nelle scuole. O, se non vogliamo già chiamarla “critica”, visto che parliamo di un adolescente, diciamo che Alfredo aveva già capito che si può ascoltare musica avendo e costruendo una propria consapevolezza, che la musica può essere svago ma può lanciare spunti di riflessione importanti, che offrire delle chiavi di lettura di un brano ad un tuo coetaneo è una cosa affascinante. E così, quello che sembra una mera utopia, un po’ per volta si trasforma in straordinaria realtà. Papà Francesco, con la gentilezza che lo contraddistingue e quasi scusandosi per l’impertinenza, contatta diversi giornalisti e artisti.

Il primo a rispondere entusiasta è Stefano Senardi, ex-discografico e da molti anni Operatore Culturale a tutto tondo. Quindi un po’ per volta arrivano adesioni su adesioni. Il progetto di portare la critica musicale a scuola può partire (su questo tema ci sarebbero da scrivere libri e libri, visto che sono anni che ci si sta muovendo in questa direzione e forse ci stiamo arrivando…), anche grazie al patrocinio del Comune di Milano e nello specifico al forte interessamento dell’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e il suo staff. Vengono così coinvolti sette Istituti di Istruzione Superiore milanesi e alcune realtà aggregative della città. Il percorso si sviluppa attraverso incontri formativi nelle scuole, dove giornalisti e critici musicali guidano gli studenti alla scoperta degli strumenti della critica e dell’ascolto consapevole. A queste lezioni si affiancano, quindi, due cineforum dedicati al racconto della musica nel cinema, a cui partecipa Stefano Senardi (curatore di due splendidi docu-film, uno su Franco Battiato ed uno su Pino Daniele), e alcune giornate di masterclass, guidate da Franco Mussida e ospitate dal CPM Music Institute.

La conclusione del progetto è affidata agli studenti, che devono creare un elaborato che abbia come tema “La musica e gli ultimi”, valutato da una “giuria” di giornalisti (“giuria” scritto tra duemila virgolette…). Quello che era un sogno quasi utopistico diviene una realtà concreta e bellissima. Perché, al di là della possibilità di parlare (finalmente) in modo consapevole della musica a scuola, ciò che emerge è la bellezza, la capacità critica che i ragazzi dimostrano. Certo, com’è naturale che sia, scrivono molto dei loro idoli giovanili, ma lo fanno spesso affiancandoli a mostri sacri della canzone d’autore. Così c’è chi si immagina un dialogo tra Sfera Ebbasta e Franco Battiato e chi accosta la canzone Tikibombom di Levante ad una poesia di Alda Merini. Nei loro scritti c’è tanto rap e trap (Caparezza, Nayt, Ernia, Kid Yugi), ma anche pop contemporaneo (Elodie), rock (Vasco Rossi) canzone d’autore storica (Rino Gaetano, Francesco De Gregori, Fabrizio De André). Una vera sorpresa per chi crede che i nostri ragazzi siano ormai ‘scatole vuote’ chiusi nei loro telefonini! Certo, nessuno nasconde una realtà che troppo spesso ci porta a pensare questo, ma quando ci sono squarci di vitalità è giusto sottolinearla.
Il progetto, durato parecchi mesi, si è concluso con successo in un magnifico evento-concerto, tenutosi sabato 14 marzo al Teatro Pime di Milano.

L’apertura, emozionante, è stata affidata a Liborio Galluzzo, fratello minore di Alfredo, che dopo i saluti e i ringraziamenti ha lasciato la conduzione alla bravissima Martina Martorano (Rai Radio2), che ha saputo districarsi bene nel compito non facile di tenere a bada la commozione che aleggiava, palese, tra gli ospiti e il pubblico, formato in gran parte da studenti e docenti. La serata ha visto l’alternarsi sul palco di giornalisti e critici musicali che avevano animato gli incontri con gli studenti durante l’anno scolastico.
Non poteva mancare, ovviamente, la musica. Ospiti d’onore sono stati Renzo Rubino, che ha inaugurato il suo set con La sera dei miracoli di Lucio Dalla (ultima canzone ascoltata da Alfredo in un suo concerto) e Anna Castiglia, fresca vincitrice della Targa Tenco per l’album d’esordio “Mi piace”, che ha proposto anche un brano inedito. A sorpresa, la chiusura è stata affidata a Giulia Vecchio, nota al grande pubblico per il programma ‘GialappaShow’ (è lei l’irresistibile Milly Carlucci o l’irruenta Iva Zanicchi) e per la sua partecipazione nella serie ‘Blanca’ (oltre che nel cast di molte altre fiction), ma questa sera apprezzata interprete di Ornella Vanoni, svelando un talento da cantante oltre quello di attrice e imitatrice.

L’evento ha avuto anche un momento istituzionale, con la premiazione dei migliori elaborati presentati dalle scuole. Prima di fare i nomi, però, giusto sottolineare che tutti quelli che hanno potuto leggere gli elaborati arrivati dagli Istituti di Istruzione Superiore coinvolti, concordano con un dato preciso: la qualità intrinseca dei lavori, tutti con una loro identità. Altro aspetto positivo dell’operazione nata con Taccuini Musicali è la scelta di alcune classi che hanno voluto operare in gruppo e non come singoli (era una libera scelta). Non pochi infatti gli elaborati presentati da un gruppo di 4, 5, 6 o anche più studenti, ragazzi che si sono messi insieme ad ascoltare musica per poi farne sintesi, mettendo nero su bianco le emozioni e le riflessioni nate da quel mix straordinario che sono “musica e parole”. Una cosa non scontata e che ha colpito positivamente per quel senso di condivisione che in un’epoca che spinge sempre verso l’individualismo regala una boccata d’aria fresca.
Ricordiamo che la scelta dei brani da ascoltare/valutare era riferita ad un tema preciso: “La musica e gli ultimi” e gli studenti hanno potuto attingere a delle playlist suggerite da una manciata di giornalisti e operatori culturali, alcuni dei quali presenti anche alla serata (qui sotto nella foto, insieme alla presentatrice, Federico Pucci, Silvia Danielli e Nur Al Habash), lasciando comunque massima libertà nell’individuare altri brani. Un lavoro di sintesi a cui hanno contribuito fattivamente anche Massimo Iondini, Patrizia De Rossi, Andrea Silenzi, Paolo Talanca, Francesco Paracchini e Andrea Podestà.

Un progetto importante quello dei Taccuini di Alfredo, perché si muove nella direzione tanto auspicata da diversi insegnanti e giornalisti: quella di far diventare la critica musicale vera materia scolastica. A proposito, a breve uscirà un importante volume per le scuole curato dal Club Tenco che già dalle premesse si preannuncia imprescindibile per sviluppare questa tematica. Ne parleremo nella prossima puntata della Rubrica “Musica in Aula”.
Sarà un’opera importante perché, in un’epoca dove gli insegnanti sembrano aver perso autorevolezza e prestigio sociale, pone la Scuola come centro formativo e culturale del nostro paese. E se qualcuno storcerà il naso nel vedere accostati Leopardi e De André, Moravia e Tedua, be’ se ne farà una ragione, perché i ragazzi hanno ancora necessità di cultura, poesia, bellezza. E conoscere meglio gli strumenti della canzone può essere il mezzo giusto proprio per riavvicinarli alle altre forme artistiche.
Alfredo Galluzzo ne sarebbe stato contento.

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Questo l’elenco degli Istituti che hanno preso parte alla prima edizione di “Taccuini Musicali di Alfredo”:
Educandato Emanuela Setti Carraro dalla Chiesa; Istituto Europeo Leopardi; Liceo Classico Tito Livio; Liceo Classico Alessandro Manzoni; I.I.S. Schiapparelli Grasci; Liceo Gaetana Agnesi; I.I.S. Nicola Moreschi
Qui di seguito il momento delle premiazioni per le prime tre posizioni, le cui motivazioni sono state lette dalla giornalista e conduttrice radiofonica Patrizia De Rossi. Al terzo posto c’è stato un ex-aequo.
- Primo posto: La musica e gli “ultimi”: due brani…a confronto di Greta Caccetta, Lucrezia Cassetti, Lea Penelope Gioffré De Marco, Bianca Lassini, Alessandra Latella, Giorgia Mazzariello, Elena Rizzi e Carolina Zuppini del Liceo Classico Manzoni che ha preso in considerazione Via del Campo di De André e Sindrome depressiva da social network di Marracash.

- Secondo posto: Sofia Ciampolini, Giorgia Cibra, Arianna Frattesi, Martina Melgrati, Rebecca Piran e Camilla Rubin dell’Istituto Educandato Emanuela Setti Carraro dalla Chiesa con un lavoro dal titolo “La vita in musica”, che nella loro analisi hanno preso in considerazione una canzone di Levante, di Antonello Venditti e di Ultimo.

- Terzo posto (ex aequo): Eleonora Morelli del Liceo Scientifico Moreschi con “La macchina del tempo”, un viaggio immaginario tra Franco Battiato e Sfera Ebbasta, due mondi apparenementi lontani che trovano punti in comune e ”Nikolas Baborsky del Liceo Classico Tito Livio con un lavoro dal titolo “Il rovescio della medaglia”, dove ha analizzato 4 brani, rispettivamente di De Gregori, Fossati, Battiato e Bennato.
LEGGI IL TESTO DI ELEONORA MORELLI – LEGGI IL TESTO DI NIKOLAS BABORSKY

Taccuini Musicali di Alfredo
