Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Vale forse per questo libro l’antico adagio secondo cui i piccoli vasi custodiscono gli unguenti più preziosi. ‘Mina è. Le storie dentro le canzoni’, curato da Renato Tortarolo e Gabriele Sanlazzaro, è un volume agile nelle dimensioni ma curato nella forma e nella sostanza, pubblicato da Rizzoli. L’idea è semplice: leggere Mina attraverso le sue canzoni, evitando sia la biografia tradizionale sia l’ennesimo racconto centrato sulla sua assenza dalle scene.

 

Duecento brani diventano così una mappa per attraversare oltre sessant’anni di musica italiana, tra costume, trasformazioni sociali e scrittura musicale. Ne emerge un ritratto che sposta il focus dal mito alla sostanza dell’opera. A raccontarne la genesi sono i due curatori, Renato Tortarolo e Gabriele Sanlazzaro.

 

 

 

Mina è spesso definita “inclassificabile”. In che modo avete cercato, nel libro, di restituire questa sua natura sfuggente e multiforme senza ridurla a un semplice ritratto celebrativo?

Renato Tortarolo: “Mina è estremamente classificabile. Nel senso che è tutto un mondo a sé. Non è per nulla sfuggente, perché le sue storie, anzi le storie delle donne protagoniste delle sue canzoni, sono lineari. Da ormai mezzo secolo ci si interessa più alla sua assenza dalle scene che alla straordinaria produzione discografica e letteraria. Il che è uno sbaglio clamoroso: Mina è l’interprete della storia italiana più moderna che si sia mai vista nella canzone. Le sue donne sembrano disegnate oggi, quando in realtà percorrono tutto il tempo che passa dal suo addio ai palchi sino ad oggi. Perlopiù, sono molto più misteriosi ed evanescenti tanti nobilissimi cantautori. Mina è tangibile non solo per la voce ma soprattutto per le sue protagoniste”.

 

La voce di Mina è insieme perfetta e imprevedibile. Qual è, secondo voi, l’aspetto più innovativo o irripetibile del suo modo di cantare che continua a renderla così attuale e unica?

Gabriele Sanlazzaro: “Mina ha una fortuna naturale: una voce potente e duttile che copre quattro ottave. Non è da tutti, ma non è questo che la rende unica. Semmai la capacità, questa sì rarissima, di intuire con la sua intelligenza musicale in pochissimo tempo il senso profondo delle parole che canta. È noto, infatti, che Mina entri in studio e registri in uno o due take i suoi brani, a dimostrazione di questo particolare istinto. L’ascoltatore, soprattutto davanti a cover famosissime, spesso rimane affascinato da nuovi colori, sfumature emotive inedite, che Mina riesce a far emergere anche da versi ascoltati mille volte. E questo la rende sempre attuale”.

 

 

Mina non è solo una voce, ma un’idea di libertà artistica. Quanto ha contato la sua consapevolezza nel costruire il mito, più ancora del talento vocale?

Renato Tortarolo: “Più che di libertà artistica, innegabile, dobbiamo parlare di profonda visione del mondo femminile e, di conseguenza, del suo rapporto con la realtà. Che sia sentimentale, di rapporti sociali o con la Storia. Di nuovo, si tende a commettere un errore e a riprodurlo all’infinito: Mina che canta sé stessa. Mina fa tutto tranne che cantare sé stessa. Dà voce alle urgenze delle persone comuni. Non le interessa il mito, anche perché altrimenti non avrebbe la più ricca produzione discografica al mondo. Si diventa miti sottraendo, Mina ha fatto esattamente il contrario: ha moltiplicato tutto quello che era possibile in termini di partecipazione alla vita attiva del Paese, proprio con i suoi dischi. Se noi, per uno strano e fortuito caso del destino, smettessimo di considerarla un mito e una diva inaccessibile, riusciremmo finalmente a capirne la grandezza. Mina è unica perché c’è sempre, non perché non c’è”.

 

Nel libro emerge una Mina poliedrica, capace di spaziare tra generi e linguaggi diversi mantenendo sempre una forte identità. Come avete deciso di raccontare questa molteplicità senza perderne il filo centrale?

Gabriele Sanlazzaro: “Se si ascolta Mina è impossibile perdersi. È vero, nella sua carriera, iniziata nel 1958, ha affrontato molti generi, stili e lingue diverse, ma c’è sempre una costante: la ricerca instancabile che non ammette autocompiacimento. Mina si è sempre messa in gioco, dall’esercizio virtuoso di Brava alle bossa nova di Jobim, ai canti sacri dell’album “Dalla terra”, perché gli artisti più influenti fanno così: non si guardano mai indietro, non si accontentano di ciò che hanno già conquistato. Non dimentichiamo, poi, che Mina è stata ed è ancora una grandissima scout di talenti: ne ha lanciati molti e ha contribuito alla fortuna di altri, da Gino Paoli a Fabrizio De André. Raccontarla attraverso le sue canzoni era la scelta più giusta, perché in ciascuno dei suoi personaggi c’è qualcosa di lei. Chi leggerà il nostro libro la ascolterà con una prospettiva diversa”.

 

 

Da decenni lontana dalle scene, Mina rimane un punto di riferimento assoluto. Qual è, secondo voi, il segreto della sua perenne presenza, anche nell’assenza fisica?

Renato Tortarolo: “Mina non è mai andata via. Dobbiamo fare questo sforzo di astrazione e accettare che noi semplicemente non la vediamo su uno schermo televisivo o su un palco, ma in realtà è l’artista più presente della storia della musica italiana, se non fosse altro per il numero di canzoni pubblicate. Se noi perdessimo meno tempo in riflessioni sulla sua assenza, capiremmo molto meglio che la realtà è esattamente l’opposto. Mina ci fa compagnia esattamente da mezzo secolo, anche se apparentemente è più lontana perché non la vediamo tutti i giorni. Il segreto però, specie nell’arte, è vedere i talenti per quello che continuano a esprimere e non per quello che vorremmo noi da loro. In questo senso, non è affatto strano che l’ammirazione per lei non si sia mai affievolita: vediamo in Mina quello che vorremmo essere o desideriamo cambiare. Solo che non ce ne rendiamo conto immediatamente, perché vivendo nel mondo dell’immagine non riusciamo a concepire una presenza impalpabile alla vista. Il che è assurdo perché tutta la grande letteratura, ad esempio, si basa proprio sul pensiero di un autore e non sul fatto che ne possediamo solo poche foto sbiadite”.

 

 

Per le foto si ringrazia Mauro Balletti Archivio PDU Music&Production

Artista:
Mina
Editore:
Rizzoli
Anno:
2026
n° Pagine:
368
Prezzo:
25
Codice ISBN:
9788891847669

Ti potrebbe interessare anche...