Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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Non si dica che il paragone sia avventato: un giovanissimo cantautore di 22 anni da un lato, Il Genio del jazz di tutti i tempi dall’altra. Non è nell’abilità, nella competenza o nella capacità di composizione ed esecuzione che si consuma il confronto che andrò a disquisire, per carità, ma è l’effetto terapeutico e maieutico che la Musica è riuscita, nei due casi, ad espletare, similmente ma diversamente.

 

A metà degli anni ’90, a Keith Jarrett gli fu diagnosticata una malattia che lo costrinse a un isolamento totale e gli impedì di suonare in pubblico per circa tre anni: viveva rinchiuso nella sua casa nel New Jersey, in sola compagnia della sua seconda moglie Rose Anne e di un pianoforte gran coda Steinway. Solo nel 1998 riuscì a comporre il capolavoro “The Melody at Night, with You”, sette canzoni popolari e brani della tradizione americana, suonati a volume bassissimo, non per essere pubblicati, ma pensati per una sola persona, creando quell’atmosfera ovattata e confidenziale. Ed una dedica in copertina: “For Rose Anne, Who heard the music, Then gave it back to me” (Per Rose Anne, che ha ascoltato la musica, e poi me l’ha restituita).

 

 

Vincenzo Lovino, classe 2004, per due anni si è chiuso in camera in segreto, in silenzio, senza il bisogno di essere visto, quando si conclude un’esperienza personale intensa che gli lascia dietro conseguenze profonde. Uniche compagne di stanza una scheda audio, una chitarra, una tastiera. Ma la Musica non arriva subito: è abitato solo dal silenzio, dalla riflessione, e dall’elaborazione del lutto. Quella arriva dopo come un rifugio, una terapia: canzoni disordinate, imperfette, irregolari, fatte non per essere pubblicate, senza tecnica, storte. Nel 2025 a qualcuno capita di ascoltare quella poltiglia imperfetta e la trova, appunto, perfetta così. Vincenzo le spolvera un po’, si convince a pubblicare Camera solo, ed anche lui ci mette una dedica: “Di me ti rimane solo qualche canzone, mentre tu mi hai lasciato tutta quanta la Musica”.

 

Ancora una volta, quindi, la Musica come dono d’amore, che poi ritorna inevitabilmente indietro come forma di salvezza.

 

Sei canzoni delicate, sussurrate, che profumano di atmosfere jazz, arpeggi leggeri, passaggi di basso. percussioni e rumori di fondo in presa diretta lasciati sporchi, tastiera ad aggiustare il tutto. Sei testi, tre dal cuore e tre dallo stomaco, per provare a raccontare da dove arriva Vincenzo Lovino, senza metriche sonore scontate o partizioni e strutture musicali post prodotte per rincorrere il mainstream. Canzoni che sembrano schizzi, bozze, appunti riportati sui tovaglioli dei bar scritti dai flâneur ottocenteschi all’ora tarda della chiusura, stretti dentro i loro paletot.

 

Tutto è appena accennato, sfuggente, anche il ricorso a metriche rap, come in L’odore della Pioggia, o l’assolo finale di chitarra rock di Tuffo, come se tutto fosse stato architettato per schivare ad ogni catalogazione.

 

cover singolo “Tuffo”

 

“L’amore è carte da decifrare, e lunghe notti e giorni per imparare” recita Ivano Fossati in uno dei suoi capolavori: a 22 anni Vincenzo ha spalancato la porta della sua cameretta, ha decifrato il suo dolore, lo ha trasformato in musica ed ora è destinato a non smettere di ricercare e di interrogarsi su quale sia la sua vera strada musicale e, se ne esiste una, a percorrerla tutta, affinché le sue domande, legittime, di giovane adolescente trovino risposte all’interno di un “Ordine, dal pensiero al cuore”.

 

Artista:
Vincenzo Iovino
Elenco Tracce:
01. Tuffo
02. L'ultima lettera
03. L'odore della pioggia
04. L'impossibile
05. C'è ordine
06. L'amore accade di notte
Produzione Artistica:
Vincenzo Iovino
Musicisti:
Vincenzo Lovino (voce, chitarra, tastiere); Juan Carlos Rondón (basso)
Anno di Uscita:
2026
Durata:
36:13