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Abbiamo aspettato un tempo giusto per scrivere dell’ultimo disco di Colandrea. Un tempo che serviva per masticare tutta la strada scritta e descritta in Due, progetto appassionato, (arrivato soltanto sei mesi dopo Uno) vivido, così vero, da venir fuori dagli occhi e dalle orecchie, senza possibilità di contenimento alcuno. Si percepisce già da subito, in apertura di disco, tutto il desiderio di appigliarsi con le mani alle mani e le mani alle caviglie di una vita di fianco, mantenendo una lucidità di intenti e al contempo una tenerezza disarmante che ha lingua per parlare e dita per sfiorare. Un manifesto che parla chiaro, mette in guardia chiunque abbia intenzione di camminare in questa nostra esistenza con criterio, lasciando una manciata di istruzioni utili a non deragliare, sapendo già che il destino è un via vai, è riconoscersi sotto a una pergola. Non è rassegnazione, ma un credo. Dice, ti mozzica le chiappe, ti lascia pensare e poi va ad aprire i nuovi cassetti del disco.

 

Due

 

Alla base del tutto, un’idea vincente: proporre, con un ingranaggio narrativo davvero unico, dieci canzoni, sviluppando però solo cinque testi. Una dualità, appunto, che offre larghezza di prospettive, punti di vista, intenzioni e creativa linfa di approccio, tanto da sviluppare due binari sonori per lo stesso testo, moltiplicando l’operazione per due (col resto di Uno). E allora ci si ritrova, dopo le prime cinque tracce, ad ascoltare pezzi totalmente vestiti di nuovo, ma che parlano con le stesse parole dei fratelli di sopra. Queste le due facce di cinque medaglie, che sommate fanno dieci; questi i percorsi da fare con cura, scegliendo il lato preferito, lo spigolo più consono: Tutta la vita di fianco/Stai attento, Leda/La sola cosa che conta, Bentornato settembre/Caro settembre, Non mi abbracciare/ Verde militare, Né in cielo né in terra/Anime di contrabbando.

 

«DUE sono 5 testi ma 10 brani, ogni testo due canzoni diverse – racconta Emanuele Colandrea. Se UNO voleva essere in qualche modo tutta la vita davanti, DUE vuole essere tutta la vita di fianco, un modo per non sentirsi schiavi, nemmeno delle canzoni.
Credo che a questi testi faccia piacere avere due vie di casa, due ombre, due destini.
È un esperimento sociale se vogliamo, una specie di sliding door, ognuno sceglierà da quale parte andare, quale mettere nelle cuffie. Se mi va bene sceglierà di non scegliere e le ascolterà tutte a occhi chiusi senza neanche accorgersene
».

 

Un disco bellissimo, che ha piedi per andare e testa per pensare. Un disco scritto, suonato, arrangiato, registrato, mixato e masterizzato da Emanuele. In un mondo di emozioni trattenute, parole smozzicate, cortesie per gli ospiti e salotti di cattivo gusto, Colandrea prende per mano la sua coscienza e con un corpo da uomo e un cervello da donna, sconfigge la paura, il male di questo secolo, arrivando alla meta con il risultato sperato tra le mani: La sola cosa che conta.

 

Due

 

Foto da Ufficio Stampa Chiara Giorgi

Artista:
Emanuele Colandrea
Etichetta:
29Records / Artist First
Elenco Tracce:
01. Tutta la vita di fianco
02. Leda
03. Bentornato settembre
04. Né in cielo né in terra
05. Non mi abbracciare
06. Stai attento
07. La sola cosa che conta
08. Caro settembre
09. Verde militare
10. Anime di contrabbando
Anno di Uscita:
2025
Durata:
31:61