Esce oggi “Live in Blue Note Milano”, il nuovo disco di Luca Jurman,
poliedrico artista milanese che dopo aver raggiunto credibilità, rispetto e
fama tra gli addetti ai lavori a livello internazionale, solo ultimamente
riesce a mettere a segno un altro aspetto del “successo”, la popolarità.
Certo, le trasmissioni televisive Amici
e prima ancora Operazione Trionfo
hanno raggiunto lo scopo di farlo conoscere ai giovanissimi e anche se spesso
il suo carattere non ha fatto rima con simpatia, le doti artistiche-tecniche di
Luca sono indiscutibili. È pur vero che quel tipo di ambiente porta ad
imbruttirsi un po’… (dentro l’animo, intendiamoci) e per chi ha modo di vederlo
in altri contesti il giudizio cambia completamente.
Questa sua nuova fatica discografica è il frutto di due serate live che
lo scorso settembre Jurman ha tenuto al Blue Note di Milano, il raffinato
locale posto in zona Isola, una delle più “musicali” di tutta la città. Un
luogo dove Jurman si trova a suo agio, intriso com’è di jazz, di professionisti
sul palco e fuori dal palco, visto che al Blue Note, quando si suona, la gente
ascolta e se deve parlare cerca di farlo “senza disturbare” troppo i musicisti
che ha di fronte. Salvo le solite eccesioni…, ma almeno qui sono eccezioni, in
altri ambienti purtroppo è la regola.
Ora Jurman ritorna nel locale milanese (la data è quella del 19 dicembre)
e proporrà i brani presenti nel nuovo disco, brani che raccontano degli stili,
delle atmosfere care a Jurman. Qualche titolo per darne un’idea: Georgia
on my mind (evergreen mondiale
scritta negli anni Trenta e portata al successo da Ray Charles) , I believe
I can fly (colonna sonora del film Space Jam, scritta da R. Kelly), With
or without you (splendido brano degli U2), No woman no cry (manifesto
della poetica di Bob Marley) fino a toccare il suolo natio con E
penso a te, capolavoro Battistiano che nei suoi tre minuti di testo – taglienti
come rasoi – lascia spazio a una coda
strumentale che emoziona ogni volta. Ci piace pensare che (anche) grazie a Luca
Jurman e a questo suo nuovo lavoro che lo contiene, questo brano (diciamo
minore rispetto alla visibilità che hanno altri brani di Battisti più famosi ma
non per questo più belli) possa essere conosciuto ed apprezzato anche fuori
dall’Italia.
I compagni di viaggio che accompagnano Luca in quest’avventura sono Dino D’Autorio (basso), Luca Meneghello (chitarra), Carlo Palmas (tastiere), Daniele Comoglio (sax), Daniele Moretto (tromba), Tommaso Graziani (batteria) oltre alla
presenza di tre coriste Chiara
Mariantoni, Nadia Biondini
e Sandy Chambers.
Da segnalare rimane solo il fatto che questo disco segna un’importante
apertura del Blue Note verso la “musica italiana”, visto che si tratta del
primo album che potrò utilizzare il marchio storico Blue Note, nato molti anni
fa a New York e oggi simbolo di qualità applicata alla musica live.
