Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

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Il modo di fruire musica negli ultimi anni è in continuo mutamento. L’Isola che non c’era inizia con l’intervista a Marco Argenti, manager del sito DADA.net, una serie di incontri con le diverse realtà che nel nostro Paese stanno sperimentando nuove modalità (legali ma economiche) di vendere canzoni e promuovere artisti. DADA da alcune settimane rende disponibile migliaia di canzoni scaricabili legalmente in modo facile e veloce, con un vastissima possibilità di scelta grazie ad un catalogo in continuo aggiornamento e soprattutto in formato MP3 senza DRM. Il tutto all’interno di uno spazio in rete in cui i giovani artisti possono esprimere e condividere le proprie passioni musicali.

DADA si pone come leader
nei servizi di comunicazione ed intrattenimento. Come è nata?

Dada
è una società che nasce a Firenze nel 1995 come uno dei primi internet service
provider in Italia, fondata da un gruppo di architetti fiorentini tra cui il
presidente Paolo Barberis. Nel corso degli anni la società ha cominciato ad
avvicinarsi ai servizi di intrattenimento su web e su mobile e abbiamo avuto
una crescita molto forte in termini di utenti e di ricavi. Intorno al 2005
abbiamo unito i servizi di community a quelli di mobile creando Dada. net che si
pone l’obiettivo di offrire ai propri utenti una varietà di servizi intorno
all’intrattenimento e download di contenuti su pc e cellulare.

 

Quale può essere la difficoltà di
fornire contenuti multimediali al passo con i tempi in un mondo che da un
giorno all’altro si evolve dal punto di vista tecnologico?

A questo noi abbiamo risposto con la
tecnologia stessa, il cosiddetto “content server”, in grado di ospitare al
proprio interno decine di formati audio adattati per tutti i nuovi terminali.
Al momento del download facciamo indicare all’utente qual è il terminale in suo
possesso e il nostro server fornisce il contenuto che meglio si adatta ad esso.
Per quanto riguarda il download su pc, una delle più grandi barriere tecnologiche
artificiali a limitarne lo sviluppo è stata la complessità dei meccanismi di
protezione, i cosiddetti DRM. Essi 
creavano difficoltà di trasferimento da un dispositivo all’altro, per
questo motivo abbiamo preso la decisione in accordo con le major di offrire i
nostri contenuti senza vincoli di protezione, con il cosiddetto DRM free.
Permettiamo quindi ai nostri utenti di scaricare brani in mp3 assolutamente
liberi da vincoli e in grado di funzionare essenzialmente su tutti i
dispositivi che supportano il formato mp3.

 

Il vostro servizio offre la possibilità di scaricare brani  legalmente. Cosa ne pensa del sempre
più diffuso fenomeno del peer to peer? Pensa che, come dicono alcuni, possa
essere un modo per promuovere la musica, gli artisti e le etichette musicali?

Il problema del peer to peer è che
permette di scaricare essenzialmente qualsiasi brano in maniera illegale. Se da
un lato alcuni artisti hanno trovato un veicolo di promozione nella
condivisione dei files tra utenti, dall’altro esso ha causato il calo della
vendita di musica e di cd in generale.  
Tuttavia oggi si sta cercando di preservare l’effetto benefico della
promozione, compensando al tempo stesso gli artisti; la musica va pagata e
vanno trovate forme di pagamento per retribuire chi la musica la produce di
professione. Il modo con cui noi abbiamo cercato di combattere il fenomeno del
peer to peer è stato quello di creare un sistema di download di musica legale
all’interno di una community, che è un valido stimolo per portare alla scoperta
di novità. .

 

Con il vostro servizio entrate in un
settore, quello della musica a pagamento, già ampiamente esplorato. Ad un primo
sguardo potrebbe sembrare una scelta rischiosa. Quali sono le ragioni che vi
hanno spinto verso tale scelta?

Dal nostro punto di vista il settore
non è stato tanto esplorato; sino ad ora le uniche alternative per scaricare
musica legale erano siti con un catalogo molto limitato oppure pesantemente
legati ad una piattaforma o ancora al cosiddetto DRM. Il fenomeno della musica
scaricata legalmente è in forte crescita, ci sono degli studi, tra cui uno
studio di Nielsen, che indicano come nei prossimi anni ci sarà una forte
sostituzione del supporto fisico con quello digitale. Il problema di oggi è che
la maggior parte della musica viene scaricata tramite sistemi peer to peer,
quindi illegalmente. E’ un fenomeno che stiamo cercando di sconfiggere tutti
insieme, a partire dagli artisti, dalle case discografiche e dai service
provider. E’ necessario trovare un modello percepito come equo dal consumatore,
fornire la musica ad un prezzo giusto. Il nostro posizionamento vuole trovare un
alternativa legale e low cost al fenomeno del “gratis a tutti i costi” .

 

La musica in download si rivolge
soprattutto ai giovani. Come viene vissuta oggi la fruizione musicale rispetto
anche solo ad una decina di anni fa?

Oggi i giovani ascoltano centinaia
di brani diversi all’anno, mentre una volta si ascoltava un numero inferiore di
brani singoli, in quanto le uniche sorgenti erano l’acquisto di cd e la radio.
Sono presenti tantissime sorgenti di input, per cui la musica è diventata molto
più pervasiva rispetto ad un volta. Tutto ha un sottofondo musicale: dai
giochi, ai computer, ai telefonini, la musica è presente quasi ventiquattro ore
al giorno. La presenza di grossi cataloghi online ha permesso di creare una
nuova profondità di ascolto, è facile trovare artisti poco conosciuti, fare music discovery più facilmente,
frammentare l’ascolto su moltissimi artisti piuttosto che solo su quelli più
noti.

 

Pensa possa essere un modo valido
per stimolare i giovani all’ascolto di musica di qualità quello di creare una
social community interamente dedicata alla musica?

Gli ascolti si sono democratizzati:
una volta l’utente tendeva a subire quello che qualcuno riteneva musica di
qualità, ciò che passava alla radio o ciò che veniva proposto nei negozi, oggi
invece le classifiche nascono dal basso. Nascono artisti sulla rete ed in poco
tempo  riescono ad emergere, è quindi il
gusto delle persone che determina il successo degli artisti. Molti artisti sono
nati completamente dalla rete. Cambia così il concetto di qualità, non più come
valore assoluto ma come vicino ai gusti della persona.

 

Proporre la propria musica su
internet agli ascoltatori e alle etichette è senza dubbio un’opportunità, ma
non ci si apre forse anche a proposte eccessivamente dilettantistiche?

Noi stiamo lanciando un programma di
promozione di artisti emergenti all’interno della community, ci sono però dei
criteri di entrata, devono essere dei minimi requisiti di professionalità . Il
vero filtro è comunque la community stessa: in un catalogo di milioni di brani,
l’artista emergente che non riesce a ritagliarsi una nicchia in una parte della
community non emerge. Al di là dei filtri a monte, quello che fa la differenza
sono i gusti della community ed i suoi meccanismi di voto, che generano una
specie di classifica virtuale.

 

La vostra nuova offerta propone la
costruzione di un Emotional Network,
che è la parola chiave del vostro servizio. Come può un network di condivisione
musicale creare un’esperienza emotiva in chi lo utilizza?

Noi
pensiamo che ci sia una forte correlazione bidirezionale tra la musica ed il
proprio stato d’animo. Quando mi sento in un particolare stato d’animo ascolto
una determinata musica, ma spesso è una certa musica a farmi entrare in uno
stato d’animo. Nel nostro player è possibile settare la canzone che si sta
ascoltando come proprio stato d’animo, spesso un brano musicale dice molto di
più di quanto potrebbero dire le parole. E’ l’affiancare la persona con le
canzoni che ascolta, il fatto che le persone siano legate da vincoli di
amicizia, a far diventare la community un Emotional
Network
.

 

Un tale network permette di creare
maggiori contatti tra artisti e fans. Secondo il suo parere questa relazione è
produttiva, gli artisti cercano in qualche modo di rispondere alle richieste
dei propri sostenitori?
Si, noi siamo partiti da poco ma
abbiamo già esempi interessanti in questo senso, ogni artista ha il suo spazio
personale entra in contatto diretto con gli utenti, può così comunicare con
loro in maniera molto agevole. La musica diventa “portabile” esce
dall’ambiente esclusivamente familiare di utilizzo, la ritroviamo praticamente
ovunque, dai lettori mp3, ai cellulari, ai computer, addirittura come
sottofondo nei supermercati. Secondo lei la musica sta perdendo la sua
caratterizzazione artistica acquisendone una di puro intrattenimento?
Io non ho mai creduto
alla musica di elite come espressione d’arte, secondo me la musica rimane una
componente essenziale della vita, una trascinatrice di emozioni collettive.
Rimane comunque difficile dare una definizione di cosa sia arte. Dal mio punto
di vista più la musica raggiunge le persone, più esse esprimono opinioni, più
la musica ha la possibilità di rinnovarsi e creare nuove forme artistiche.
Quando è imposta da concetti di marketing o editoriali, diventa più business
che arte.

Artista:
DADA.net