Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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La sessione di Laurea di luglio all’Università degli Studi di Torino, Corso di ‘Laurea in Comunicazione e culture dei Media’, ha visto tra i laureati il Dott. Davide De Palo, giovane appassionato di musica di Albenga (SV), membro dell’Associazione Culturale Zoo e musicista innamorato del cantautorato italiano del nuovo millennio.

La tesi proposta ha un titolo molto interessante:

Segni in musica: Percorsi semiotici tra cantautorato e indie nella canzone italiana contemporanea’.

L’ISOLA non si occupa spesso di lauree e tesi, ma questa ha per noi un valore speciale, perché siamo stati compresi tra le fonti alla base del lavoro ed ovviamente ne siamo orgogliosi.

 

Di cosa parla quindi il Dott. De Palo? Parte da un assunto importante, cioè che la musica non sia solo una forma di intrattenimento, ma ben altro. È uno spazio in cui si costruiscono significati e si comunica. Eppure, non tutti i significati di un testo e di una melodia sono univoci e interpretabili in una sola maniera ed è questo proprio il bello della canzone: evoca emozioni diverse, legate a nostri momenti di vita, legati a contesti, alla cultura, alla semiotica.

De Palo si propone, partendo da una definizione il più possibile univoca di “semiotica”, di capire come questa si possa innanzitutto applicare alla musica e in secondo luogo di provare parzialmente a rispondere ad alcune domande: come si può definire un certo genere? Dove iniziano e dove finiscono i suoi confini?

 

Il cantautorato e l’indie italiano sono stati scelti proprio per questo motivo, sono due generi che si intrecciano, che hanno dei punti in comune, ma che compiono strade diverse.

Nel corso della tesi quindi troviamo un paragone tra De André e Ghali, non tanto nel modo di fare musica, quanto nel trattamento delle tematiche e in ciò che vogliono comunicare con le loro canzoni; un confronto, partendo da una tematica specifica ma non del tutto esaustiva per descrivere la musica di quegli autori, di coppie di cantanti. Si scoprirà come molti codici siano gli stessi, seppur usati in maniera diversa, e provochino una certa sorpresa nel vedere associati nomi come Fossati e Venerus, Bennato e Willie Peyote, Tenco e Gazzelle.

 

 

De Palo vuole provare inoltre ad immaginare come si possa muovere il mondo musicale dell’indie italiano in un nuovo spazio-tempo con il focus su tre artiste emergenti che usano parole, melodie e riferimenti che fanno al caso di questo lavoro: Emma Nolde, Anna Castiglia e Giulia Mei.

 

Proprio in riferimento ad Emma Nolde, L’Isola viene citata tra le fonti, partendo dall’articolo sul concerto da lei tenuto a Torino a marzo scorso.

‹‹Emma Nolde mette in scena uno show energico, che riesce però a commuovere e a creare momenti di forte intensità; non è così usuale, in mezzo a quattrocento, cinquecento persone, sentire che dal palco si stiano rivolgendo proprio a te e questa caratteristica, marcata su disco, rende i suoi live ben più di una semplice esibizione. Non penso che aspiri a diventare portavoce della sua generazione, ma di certo Emma Nolde la sa raccontare e cantare come pochi altri e questo tour la renderà sicuramente una voce credibile ed autorevole››

(Nuovo Spazio per un Nuovo Tempo – L’isola che non c’era, marzo 2025, leggi qui la recensione)

 

De Palo ed Emma Nolde

Conclude il neo-laureato: In un’epoca segnata da trasformazioni culturali rapide, discontinuità generazionali e crisi identitarie, la musica continua a offrire uno spazio privilegiato per la narrazione del sé, per il confronto con l’altro e per la costruzione di comunità. Per questo, lo studio della canzone come oggetto semiotico si rivela oggi più che mai necessario.

 

Complimenti al Dott. Davide De Palo da parte di tutta L’Isola della Musica Italiana!

Artista:
Davide De Palo