Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
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Parafrasando il nome stesso del Premio,

la 23ª edizione è stata vinta da Cecilia (Lasagno)

L’ARPISTA CHE NON C’ERA.

 

Un gioco di parole che racconta bene la particolarità della proposta dell’artista torinese, capace di trasformare l’arpa in un elemento centrale della propria identità musicale. Una performance elegante, intensa e fuori dagli schemi, che ha convinto la Giuria presente e le ha consegnato la vittoria.

 

Il momento della premiazione con al centro CECILIA (foto di Nicola Lutrelli)

 

Questi i nomi degli artisti/gruppi giunti in finale:

 

Sez. GENERALE

 ALICE CARONNA, BANDIT, CECILIA,

EDDRA, GABRIELE SPIRA, GIORGIO NIELOUD, IANEZ,

MAGMA, MATTEO TRAPANESE, NULARSE, ZEBRA TSO

 

Sez. STRUMENTALE

 vincitori: YUGEN

 

Una giornata intensa, fatta di ascolti, storie e linguaggi musicali profondamente diversi tra loro, a conferma della vocazione del Premio: raccontare la musica italiana nelle sue forme più personali e meno scontate. O, almeno, ci si tenta.

L’ambiente è quello ormai storico per la finale de L’Artista che non c’era, l’Auditorium/Teatro del CPM Music Institute di Milano, la prestigiosa Accademia di Musica fondata da Franco Mussida nel 1984.

Le esibizioni iniziano nel pomeriggio, ma la giornata comincia molto prima.

Fin dalle prime ore del mattino i corridoi si riempiono di strumenti, custodie, cavi e voci che si rincorrono tra una prova e l’altra. C’è chi arriva da Napoli, chi da Venezia, chi dal confine tra Abruzzo e Molise, da Torino, da Firenze, da Brescia. Qualcuno gioca praticamente in casa, molti hanno attraversato mezza Italia per essere lì.

 

E basta osservare il susseguirsi dei soundcheck per capire quanto sia difficile trovare un filo comune. Si passa dal piano e voce al quartetto rock, dal cantautorato più essenziale alle formazioni numerose, fino a esibizioni ridotte all’osso, dove una voce e un’arpa bastano a riempire l’intero spazio. Un piccolo mosaico che restituisce bene la varietà della musica indipendente italiana contemporanea e la complessità del compito affidato ai giurati.

 

Intorno alle due del pomeriggio il CPM cambia nuovamente volto. Agli artisti, ai tecnici e allo staff si aggiungono i giurati, accolti e coordinati dal nostro caporedattore Francesca Bignami per la consegna delle schede di voto. Alla fine saranno quaranta i professionisti chiamati a esprimere il proprio giudizio nella finale della ventitreesima edizione.

 

ELENCO GIURIA LIVE

(le immagini sono in ordine alfabetico)

 

AIDA SATTA FLORES (Artista), ALBERTO BAZZURRO (Rivista Musica Jazz), ALDO PEDRON (Scrittore e free lance), ALESSANDRO BALZANI (Locale ‘Garage Moulinski’ – Milano), ANDREA BOLOGNINI (Locale ‘Osteria delle Dame’ – Bologna), ANDREA FURLAN (Off Topic.it sito musicale), ANDREA SAMMARTANO (responsabile piattaforma EVENTI IN BUS), ANNA CASTIGLIA (Artista – vincitrice L’Artista che non c’era 2021), ANNA PRADA (Direttore artistico ‘Circolone’ di Legnano – MI), CARLO LECCHI (Presidente A.V.I. Assoc. Vinile Italiana), DANIELE CALDARINI (Musicista, arrangiatore, produttore), EUGENIO CABRINI (Parole e Dintorni), FABIO RICCI (Free Lance e Videomaker), FEDERICO SIRIANNI (Artista), FRANCESCO GALLUZZO (Associazione Taccuini d’Alfredo), FRANCO FASANO (Artista), GIORGIA CRIMI (Avvocato specializzato nei diritti d’autore), GIUSEPPE PRIVITERA (operatore culturale), LEONARDO FOLLIERI (caporedattore JAM TV), LORENZO NINIANO (musicista, arrangiatore), LUCA NOBIS (direttore didattico CPM), LUCA VARANI (direttore di Affari Italiani Roma e di Ealixir Media), MARIAN TRAPASSI (Artista e direttore artistico Rassegna “Because the Night”), MASSIMO POGGINI (Direttore Spettakolo.it, scrittore, direttivo Slow Music), MATTEO BOSSI (Il Buscadero), MICHELE GAZICH (Artista), MONICA PASSONI (Ufficio stampa e Comunicazione), MORENO DELSIGNORE (Vocal coach), NICO DONVITO (direttore Recensiamo Musica!, scrittore), PAOLA CONFORTI (Agenzia Casi Umani), PAOLO BALDIN (Tnvento.it), RENATO MARCONI (Teatro EcoTeatro di Milano), RICCARDO GRANDINI (docente Istituto Musicale G. Verdi di Milano), ROBERTO ‘BOB’ ALESSI (Direttore artistico locale Ecosteria di Cormano), SARA VELARDO (Artista e organizzatrice rassegna “Fare Musica” di Seregno), SAVERIO GLIOZZI (Artista – Vincitore sez. Strumentale con i Khora Quartet 2016), SILVANO BRAMBILLA (Il Popolo del Blues), VERONICA SBERGIA (Artista) e VINCENZO COSTANTINO ‘CINASKI’ (Poeta e scrittore)

 

Per entrare nel vivo delle esibizioni, è necessario ripercorrere il susseguirsi degli artisti sul palco, seguendo l’ordine della scaletta. A guidare questa 23ª edizione del Premio, nel ruolo di presentatore, è stato Andrea Podestà.

 

 

A rompere, anzi, a sciogliere il ghiaccio ci pensa tutto il calore mediterraneo di Magma (Florinda Venturella), che porta sul palco due anticipazioni del suo primo album in lavorazione. Un viaggio ancora in divenire, dove la dimensione cantautorale incontra atmosfere come l’alternative rock. È la formazione più corposa tra quelle in gara, con sei musicisti sul palco.

 

Segue Nularse (Alessandro Donin) che chitarra al collo accompagna il pubblico dentro il suo universo interiore con due brani tratti dall’ultimo album “Ospiti”. La sua musica è il momento esatto in cui il cielo cambia colore prima della tempesta: l’aria si carica di tensione, l’elettricità cresce e ogni suono sembra pronto a esplodere.

 

Bandit (Paolo Bandirali) scuote e percuote la coscienza sociale con due pezzi tinti di rosso, attraversati da una vena graffiante e da un equilibrio particolare tra sensibilità e provocazione. Una miscela personale in cui la riflessione incontra una ruvida energia da palco.

 

 

La vittoria della sez. Generale va a Cecilia, artista torinese che trasforma l’arpa in uno strumento capace di raccontare il presente, accarezzandola graziosamente. La sua esibizione conquista la giuria grazie a un equilibrio raro tra eleganza e intensità: le corde dell’arpa diventano il punto d’incontro tra atmosfere folk, suggestioni cameristiche e una sensibilità pop contemporanea.

Un mondo sonoro personale, sospeso tra immaginari letterari, paesaggi alpini ed epiche lontane, che lei stessa definisce con ironia e originalità harp-core.

 

Dall’atmosfera eterea di Cecilia, da sola con la sua arpa, è la volta di Ianez (Andrea Iannone)che sale sul palco accompagnato dalla sua band (quattro musicisti in classica formazione rock: chitarra, basso, batteria e voce) e porta un sound potente, sostenuto da una scrittura attenta e incisiva. Si passa dalla tagliente ironia di Analisti ne abbiamo? alla dimensione più emotiva di Ghiaccio, brano nato dopo la perdita del padre.

 

Eddra (Noemi Tommasini) porta alla finale la ricerca di un’identità sonora nuova, nata dall’incontro tra delicatezza e rabbia. Un suono contaminato, figlio anche dell’esperienza berlinese, capace di muoversi tra fragilità e tensione.

 

Alice Caronna (per gli amici della Giuria, “in arte Alice Caronna”) sceglie invece la dimensione più intima del chitarra-e-voce. Canzoni-riflessioni che nascono dal confronto con gli altri e dalla necessità di mettere in dialogo esperienze e sensibilità differenti.

 

Arriva poi un altro chitarrista, Gabriele Spira, accompagnato da un secondo musicista che contribuisce anche nei cori. Gabriele rappresenta la parte più luminosa dell’indie-pop, muovendosi con naturalezza tra grandi interrogativi e momenti di leggerezza, senza perdere profondità.

 

Torna ad alzarsi la temperatura al CPM quando salgono gli Zebra Tso. Conquistano il palco con una presenza scenica fuori dagli schemi: una strumentale impeccabile, un immaginario visivo immediatamente riconoscibile e il carisma del loro frontman, Ivan Schiavina, capace di trasformare l’esibizione di un trio in una vera performance.

 

Giorgio Nieloud si presenta in quartetto e conferma la sua caratteristica più evidente: l’autenticità. Una qualità che emerge dalla voce, dai testi, dagli strumenti scelti e dalle tematiche affrontate. La sua scrittura, radicata nel tessuto sociale torinese, unisce profondità e solidità musicale, trasformando ogni brano in un racconto vivo del presente. Sul palco emerge la forza di un artista che unisce profondità dei testi e solidità musicale, con una voce immediatamente riconoscibile

 

Matteo Trapanese, napoletano doc, chiude il percorso della Sezione Generale con una scrittura raffinata e una notevole padronanza del pianoforte. Le sue parole si appoggiano su armonie solide, creando immagini evocative. Particolarmente intensa la versione acustica di Canzone di una stanza: un’introduzione strumentale eseguita con sensibilità e precisione che ha aperto lentamente la strada a un testo ricco di sfumature.

 

 

Come da tradizione, ai vincitori della Sezione Strumentale viene garantito l’inserimento dei due brani presentati al Premio all’interno dell’Audioteca Nazionale del progetto CO2, una realtà preziosa nata con l’obiettivo di portare sollievo nella popolazione carceraria e, più in generale, in tutte quelle situazioni segnate dal disagio emotivo.

 

Dopo una breve introduzione di Francesca Bignami, che ha ricordato il valore e il ruolo centrale di questa sezione all’interno del Premio, è salito sul palco Leonardo Parisi di Altafonte Italia, distributore dell’ultimo disco degli Yugen, Picture #2, per ritirare l’attestato CO2 consegnato da Leonardo Cucinelli, che all’interno del CPM segue più da vicino questa iniziativa nazionale.

 

 

 

Agli Yugen, così come a Cecilia, vincitrice della Sezione Generale, va inoltre l’opera realizzata dal designer Paolo Baldin dello studio Tnvento di Vicenza. Una struttura pensata e creata appositamente per i due vincitori de L’Artista che non c’era: un’opera in plexiglass con al centro uno spazio dedicato all’inserimento di una copia del proprio vinile, trasformando così il riconoscimento in un oggetto capace di custodire anche la dimensione fisica della musica.

 

Ricordiamo anche che al vincitore della sez. Generale L’ISOLA – in collaborazione con EVENTI IN BUS –  garantisce un mini-tour di 5 date in 5 diverse città italiane, con un rimborso omnicomprensivo di 500 euro per ogni singola data.

 

 

 

Un momento particolarmente significativo della giornata è stato quello dedicato ai ringraziamenti del nostro direttore Francesco Paracchini ai giurati. Divisi in tre momenti distinti, hanno rappresentato un’occasione per sottolineare il valore di un lavoro collettivo che, anche quest’anno, ha coinvolto una rete ampia di professionisti della Musica.

 

E, come da tradizione, la giornata si è conclusa nel modo più naturale possibile: condividendo, belle parole e buon cibo. Il buffet finale è diventato un ultimo momento di incontro tra artisti, collaboratori e addetti ai lavori. Volti finalmente associati ai nomi, conversazioni nate spontaneamente, nuove connessioni e possibili future collaborazioni. Perché anche questo, in fondo, è uno degli obiettivi più preziosi de L’Isola che non c’era: creare occasioni perché la musica possa continuare a pulsare.

 

Servizi fotografici live a cura di Giuseppe Verrini e Andrea Furlan

 

 

 

 

 

 

 

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Giugno 2026

Dopo quasi quattro mesi di ascolti e selezioni siamo arrivati alla fase finale, la scelta dei finalisti della Sez. Generale e al Vincitore della sez. Strumentale. Un lavoro iniziato dalla redazione de L’Isola che non c’era, portato avanti con tutto il resto dei collaboratori e corrispondenti sparsi in tutta Italia fino al coinvolgimento di una giuria di qualità esterna alla rivista e agli ex-vincitori del Premio stesso.

 

ELENCO DELLA GIURIA 2026

 

Un lavoro di coordinamento e di ascolto che alla fine ha visto coinvolte oltre 250 persone,

dove con ascolti e riascolti hanno definitivo i finalisti della sezione GENERALE (per la prima volta in assoluto saranno 11 anzichè 10) e il vincitore della sezione STRUMENTALE.

 

La giornata finale si terrà VENERDI 03 LUGLIO al CPM Music Institute di Milano.

 

 

Confermato anche quest’anno per l’artista/gruppo vincitore sez. ‘Generale’ l’organizzazione

di un mini tour  – 5 date in 5 diverse città –  con un rimborso totale di 2.500 Euro,

più vari bonus per tutti i finalisti

e al Vincitore della ‘Strumentale’

 

 

 

Partner di questa edizione è EVENTI IN BUS,

la piattaforma di mobilità condivisa per i concerti in tutta Italia

 

Al vincitore della sez. Generale e a quello della sez. Strumentale
verrà consegnata anche un’opera unica, realizzata dal design Paolo Baldin dello studio TNVENTO di Quinto Vicentino (VI), una teca in plexiglas personalizzata per contenere la copia di un vinile o di un cd della propria discografia.

 

La finale VENERDI 03 LUGLIO 2026 al CPM Music Institute di Milano

 

 

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Febbraio 2026

 

Quest’anno sarà un’edizione speciale per L’Artista che non c’era, uno dei più longevi e conosciuti Premi nazionali. Nel 2026 si celebrano infatti i 30 anni di storia de L’Isola che non c’era, realtà da sempre dedita alla valorizzazione della musica italiana, anzi, degli artisti italiani, indipendentemente dalla lingua e dal genere proposto e che nel 2004 ha fatto nascere il Premio. Una ricorrenza significativa che darà ulteriore visibilità anche al Premio stesso.

 

Le sezioni in cui ci si potrà iscrivere sono sempre due:

la “Generale” (riservata a chi canta in italiano, dialetto o lingua internazionale) e la “Strumentale”, dedicata appositamente ai tanti compositori talentuosi di cui l’Italia è piena e che non utilizzano un testo per esprimere la propria creatività.

 

 

Il percorso di ascolti e selezioni si è ormai consolidato da anni e rappresenta quanto di più attento e trasparente possa offrire un Contest.

Si parte con l’ascolto di tutti gli iscritti da parte della redazione de L’Isola, che una volta individuati i 50 progetti più interessanti (40 per la sez. Generale + 10 per la Strumentale) li condividerà con tutti i redattori, corrispondenti e collaboratori della rivista. Il nuovo gruppo di ascolto così ampliato, individuerà i semi-finalisti, 20 artisti/gruppi per la sez. Generale + 5 per la Strumentale.

 

Da quel momento il percorso si fa ancora più interessante e certamente unico in Italia. Infatti, il materiale dei 20+5 sarà inviato ad un Giuria di Qualità esterna alla rivista e a tutti gli ex-vincitori del Premio, che avranno due settimane di tempo per indicare i nomi che riterranno più validi, sia per la Generale che per la Strumentale. Si verrà così a formare un corposo gruppo di ascolto formato da circa 200 tra artisti e addetti ai lavori che per professione, collaborazioni, esperienza, rappresentano al meglio la filiera del settore musicale. Ed è da questo insieme di professionisti che verranno scelti i 10 finalisti che suoneranno live al CPM + il vincitore della sez. Strumentale.

 

Ecco i nomi della Giuria di Qualità 2026:

ELENCO GIURATI

 

 

Anche per questa 23ª edizione, all’artista/gruppo vincitore della sez. Generale viene garantita la partecipazione al TOUR DE L’ISOLA, un’iniziativa che quest’anno prevede 5 date in 5 diverse città, garantendo un contributo (omnicomprensivo) di Euro 500 per ogni singola data. Un’iniziativa nata da L’ISOLA e da una serie di locali sparsi in giro per l’Italia, uniti per dare voce e spazio al vincitore del Premio. Una cifra totale di 2.500 euro che ha come obiettivo quello di far circuitare l’artista/gruppo portandolo fuori dai contesti territoriali e farlo così conoscere meglio in altre zone d’Italia.

 

PARTNER DEL TOUR DELL’ISOLA È

EVENTI IN BUS,

piattaforma di mobilità condivisa per i concerti in tutta Italia

 

 

Venendo invece alla sezione “Strumentale”, anche quest’anno per l’artista/gruppo vincitore L’Isola si attiverà per garantire occasioni in cui presentare il proprio progetto.

Le location saranno scelte ovviamente dopo aver individuato il vincitore e di conseguenza le situazioni più indicate per presentare ed esibirsi con le proprie caratteristiche.

 

 

Inoltre, i due brani presentati entreranno di diritto nella prestigiosa Audioteca Nazionale del progetto CO2 (www.co2musicaincarcere.it), l’iniziativa del CPM Music Institute che, in collaborazione con Siae e Ministero di Grazia e Giustizia, ha lo scopo di educare all’ascolto e dare sollievo all’interno delle carceri italiane e in alcune realtà attive nel recupero psico-fisico delle persone.

 

Con i vincitori, ma anche con tutti i finalisti (sia della sez. Generale che Strumentale) viene confermato l’impegno fattivo a trovare occasioni per farli partecipare a showcase, presentazioni, partecipazioni live in rassegne e festival, come ad esempio alle varie iniziative preparate per festeggiare il trentennale de L’Isola che non c’era, che troveranno il loro culmine nella Milano Music Week 2026, a metà novembre.

 

Novità importante: ai due vincitori andrà anche un’opera unica, realizzata dal design Paolo Baldin dello studio TNVENTO di Quinto Vicentino (VI), una teca in plexiglas personalizzata per contenere la copia di un vinile o di un cd della propria discografia.

 

Ivo Mancino, vincitore sez. Generale, con la redazione de L’Isola (foto a sinistra) – Max Trabucco, vincitore Sez. Strumentale, premiato da Franco Mussida e al centro Francesca Bignami

 

Edizione dopo edizione, L’ISOLA ha dato la possibilità agli artisti di far conoscere il proprio progetto tenendo in forte considerazione, nella valutazione di ognuno, oltre al valore intrinseco dei due brani presentati anche l’originalità, la capacità di scrittura, l’interpretazione e il potenziale impatto nelle performance live. Facile dedurre che nonostante il lavoro quotidiano teso a conoscere e valorizzare nuovi (e meno nuovi…) artisti una volta all’anno, tutti gli iscritti al Premio hanno la certezza di far ascoltare due brani ad un ampio gruppo di redattori e collaboratori contemporaneamente, cosa oggettivamente più complicata in altri momenti dell’anno.

 

 

Accompagnato dall’intensa attività editoriale che L’Isola ha portato avanti fin dal 1996 – prima con una rivista cartacea (qui sopra alcune copertine) e poi con un sito aggiornato quotidianamente (www.lisolachenoncera.it e vari social collegati) – il Premio ‘L’Artista che non c’era’ è una manifestazione in cui è difficile inquadrare la tipologia di artisti/gruppi che si iscrivono.

 

Il motivo è da ricercare nella forte simbiosi che si rispecchia nei contenuti creati nell’attività quotidiana. Grazie ad un gruppo di collaboratori coeso e ramificato in tutta Italia L’Isola recensisce e intervista artisti, gruppi, addetti ai lavori che spaziano dal rock al blues, dal pop al jazz, dalla popular music alla musica strumentale, oltre a tutte le nuove forme di contaminazione di cui si è arricchita la canzone d’autore.

 

E lo stesso discorso vale un po’ per l’età media, perché scorrendo l’Albo d’Oro dei vincitori, dei finalisti e semifinalisti, ci si rende subito conto che non si tratta di nomi “emergenti”. Anzi, molto spesso troviamo artisti e gruppi che hanno già una buona discografia alle spalle e che trovano nel percorso di ascolti e selezioni de L’Artista che non c’era un’occasione per farsi conoscere meglio da tutta la squadra dell’Isola e, per chi passerà in semi-finale, anche da un ampio numero di professionisti del settore. Detto questo, è pur vero che in alcune edizioni la vittoria è andata ad artisti giovanissimi/e, come ad esempio Veronica Marchi (23 anni nel 2006), Erica Mou (19 anni nel 2009), The Crowsroads (due fratelli, di cui uno diciasettenne e l’altro poco più, nel 2016) o Anna Castiglia (23 anni nel 2021), giusto per dirne alcuni.

 

ALBO D’ORO “L’ARTISTA CHE NON C’ERA

(2004 – 2025)

 

 

L’idea di far nascere un Premio all’interno delle attività de L’Isola che non c’era è figlia di una sincera voglia di condividere il talento che si muove nel bosco e sottobosco della musica italiana e che ha bisogno di spazi nuovi per respirare.

 

E anche per il 2026 si riparte, più curiosi e determinati di prima. Per la 23ª volta.

Il costo di iscrizione è lo stesso da ormai cinque anni, 60 euro per chi si iscrive la prima volta e 40 euro per chi si è già iscritto negli ultimi tre anni (2022-2025). Tutti i dettagli nel Regolamento.

 

La finale si svolgerà al CPM Music Institute di Milano
VENERDI 03 LUGLIO 2026

 

Per info:

redazione@lisolachenoncera.it   

334 7381383

 

SCARICA IL MODULO DI ISCRIZIONE 2026

SCARICA IL REGOLAMENTO 2026

 

 

Le iscrizioni si chiudono definitivamente a mezzanotte di 

MERCOLEDI 22 APRILE

 

 

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Artista:
Premio L'Artista che non c'era