Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

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Torna a Roma Ron con il suo nuovo spettacolo teatrale ‘Al centro esatto della Musica. Seguo Rosalino Cellamare da molti anni, credo di ricordare di averlo visto per la prima volta dal vivo nell’estate del 1982. Da lì tanti appuntamenti live, la fortuna di averlo incontrato diverse volte per interviste, presentazioni (c’è anche uno special su Ron redatto dal sottoscritto quando L’Isola che non c’era era ancora una rivista che veniva stampata, uscito sul n. 8 del gennaio 1998…) e poi serate, dischi, canzoni, mutamenti che si sono succeduti, eppure la mia stima nei suoi confronti è rimasta sempre immutata.

 

 

In questo nuovo tour teatrale Ron sceglie di raccontarsi come in un recital, snocciolando tra le varie canzoni aneddoti della sua lunga e significativa carriera. Racconti e lucidi ricordi soprattutto delle sue esperienze vissute con Lucio Dalla, la tanta strada fatta insieme e le canzoni scritte a quattro mani. Ad accompagnare il cantautore pavese sul palco Roberto Di Virgilio alle chitarre, Giuseppe Tassoni al piano e tastiere (curatore anche di tutti i nuovi arrangiamenti dei brani), la new entry Pierpaolo Giandomenico al basso, e la bravissima cantautrice Stefania Tasca ai cori, voce e percussioni.

 

Si parte con l’arpeggio indimenticabile del suo primo grande successo, Una città per cantare, e già si veleggia in un climax di grande entusiasmo. Si susseguono l’ipnotica Il mare e il suo tramonto e poi Cambio stagione in duetto con Stefania Tassa, pezzo formidabile scritto insieme a Carmen Consoli. Ron è completamente a suo agio sul palco, imbraccia la chitarra per poi passare al pianoforte con dimestichezza e maestria, con un gruppo che tratteggia e ridisegna in veste acustica i brani proposti. Sono un figlio (unico brano della serata tratto dal suo ultimo lavoro) è la storia della sua famiglia, uno dei momenti più toccanti della serata. Poi un altro dei suoi classici, Piazza grande, e il racconto di quando in un viaggio a New York Ron andò ad un concerto di Amalia Rodriguez ed ascoltò la “sua” versione fatta dalla regina del Fado. L’ottava meraviglia (che porta la firma di Mattia Del Forno) è già di per sé una perla ma stasera nella sua rilettura  essenziale è ancora più convincente.

 

 

Suggestiva anche la storia dei cori di bambini alle 4 del mattino con Gaetano Curreri e poi spazio ad un altro suo evergreen, Joe Temerario, a cui segue il ritmo cantilenante di Tutti quanti abbiamo un angelo cantata in coro da tutta la sala. Altro momento commovente è quando, spostandosi al pianoforte, con la voce toccante a riempire il silenzio canta Anima con i cori di Stefania Tassa. Non può mancare il racconto de Il gigante e la bambina (storia di uno stupro) e la sua incoscienza nel cantarla a 16 anni. Segue il ripescaggio di un brano storico ma per certi versi dimenticato, Io ti cercherò, che invece viene riconosciuto dopo poche battute e direi anche apprezzato, visto il lungo applauso finale. Il concerto sta per avviarsi al clou e Ron regala un altro aneddoto, raccontando di una telefonata notturna di Dalla per presentare l’indimenticabile Cosa sarà, di cui lo stesso curò la musica nella stesura iniziale. Le foglie e il vento e la stupenda Chissà se lo sai chiudono il concerto accompagnati dal calore del pubblico che richiede a gran voce i giusti bis. Per la conclusione Ron sciorina due grandi hit, Non abbiamo bisogno di parole e Vorrei incontrati tra cent’anni, quest’ultima cantata in duo con Stefania Tasca, rendendo inevitabile il ricordo di quella vittoria al Festival di Sanremo 1996 con Tosca a fianco.

 

 

C’è emozione, divertimento, soddisfazione sul palco e tra il pubblico. Ron si porta sul bordo del palco e ponendosi la mano sugli occhi guarda la gente felice che lo omaggia. Poi ringrazia commosso allargandosi le braccia e stringendosi con i componenti della sua band. In quegli occhi lucidi riconosco ancora quel ragazzo del 1982, e questa forse è la chiave della sua straordinaria storia. Il tutto, senza dimenticare che questo artista ha scritto almeno una decina di canzoni da iscrivere tra le migliori che la discografia italiana può vantare anche per gli anni futuri. E se il suo essere rimasto semplice e diretto è un valore aggiunto, aver scritto quello che abbiamo (ri)sentito stasera è la dimostrazione palese che Ron è un autore e un interprete prezioso per la cultura musicale del nostro paese.

 

 

(servizio fotografico a cura di Fabio Spagnoletto)

Artista:
Ron
Location Concerto:
Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi), Roma
Data Concerto:
06/04/2025