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Figlio del fenomeno dello spopolamento nella mia regione natale, la Lucania, mi sono sentito particolarmente affascinato dall’ultimo concept album di Alessandro Pellegrini, L’ultimo paese.

 

D’altronde, questo era proprio l’intento dell’autore: lasciare a ciascun ascoltatore la possibilità di identificarsi con il luogo in questione, omettendo volutamente le coordinate spazio-temporali. Pellegrini invita infatti ad un atto creativo, a scoprire e costruire un sentiero tra le note di questo paese. Un sentiero, però, che è stato tracciato dall’autore stesso: “Il mio unico invito, almeno per il primo ascolto, è di assaporare le canzoni come si faceva una volta, nell’ordine in cui si presentano, dedicando loro uno spazio calmo di tempo. Solo così si potrà davvero entrare nel bosco, ritrovare il sentiero nascosto, superare il muro di edera e arrivare all’Ultimo Paese.”

 

L’ultimo Paese

 

Passeggiando tra queste strade e ascoltando gli abitanti che si affacciano, scopriremo il grande amore ormai passato, facendo emergere l’entrelacement tra le due storie simultanee dell’album: lo spopolamento totale di un piccolo paese e la fine di un grande amore.

 

Una passeggiata non in pianura, ma costellata di sorprese ad ogni traccia riuscendo a evidenziare, nello scorrere delle dodici canzoni, il ciclo virtuoso della reazione alla vita: dalla crisi nasce la necessità di lottare, crollando quasi esanimi ma trovando la forza di rialzarsi e risalire faticosamente verso la tanto agognata rinascita.

 

Anche il percorso melodico è scosceso: dalla delicatezza nelle tracce più riflessive e legate al ricordo malinconico (come Canto cantoniero) all’impeto ritmato e brioso dell’innamoramento (come Tasso in love).

 

Analizzando l’intera discografia del cantautore emerge una crescita sperimentale che include l’introduzione della musica elettronica. Inoltre, la tematica del fuoco – già esplorata nel precedente album “Qualcosa” (dove il fuoco, come l’amore, brucia, si consuma e si spegne) – viene ripresa anche nella copertina dell’album, dove è simbolicamente rappresentato stilizzato nelle foglie di edera sullo sfondo.

 

Non manca un richiamo al dialetto della sua terra d’origine, il marchigiano, nella traccia Assediu.

 

Un viaggio che inizia con L’eremita, il primo che decide di andarsene dal paese, e si conclude con L’ultimo paese, una traccia che dà voce al paese stesso.

 

L’ultimo Paese
Scatti di Carlo Mercadante

 

Artista:
Alessandro Pellegrini
Etichetta:
Isola Tobia Label
Elenco Tracce:
01. L'eremita
02. Canto cantoniero
03. Tasso in love
04. Breve lettera all'invasore
05. Assediu
06. Libera
07. Nora
08. Iceberg
09. Madonna dell'abisso
10. Niente
11. La perfezione
12. L'ultimo paese
Anno di Uscita:
2024
Durata:
51:00