Il concerto al Q-Hub di Milano ha segnato l’inizio della nuova avventura musicale di Andrea Govoni, cantautore e polistrumentista modenese che da oltre vent’anni porta la sua musica in giro per l’Italia e non solo. Un cammino musicale, o forse un vero viaggio, incominciato dalla sua città, con Modena, la canzone d’esordio, e raccontato attraverso le melodie del suo primo album “C’era una volta”.
Nel tour 2025 Andrea ha portato la sua musica anche oltre i confini nazionali, verso Inghilterra e Stati Uniti, per poi tornare a passeggiare tra i suggestivi vicoli della Chinatown milanese. Qui, con l’omonima canzone, narra l’innamoramento provato per la nuova realtà, accompagnandoci lungo questo viaggio a bordo di un iconico pulmino Volkswagen ’86, simbolo di una delle sue più affascinanti sonorità, tra sogni e vecchie amicizie.

Il concerto rappresenta un’occasione per il pubblico di immergersi nel suggestivo universo dell’artista, che con la sua nuova canzone Polvere di stelle ci racconta di un mondo che unisce profondamente ogni individuo. Siamo tutti esseri plasmati “in un’atmosfera magica che sa portarci via”, come un miracolo che ci ricorda che “siamo tutti polvere di stelle, però giriamo l’universo e restiamo in piedi, abbracciati”.
Polvere di stelle è la canzone che anticipa l’uscita del nuovo album la prossima primavera ed è stato registrato al Black Star Studio di Milano. Si tratta di un testo che invita a riflettere sull’importanza delle piccole gioie quotidiane, come un abbraccio o un gesto affettuoso da parte di un amico. In un mondo che sembra muoversi sempre più velocemente, l’artista però resta saldo, ancorato con la sua anima autentica alla realtà delle emozioni che scorrono davanti a lui. Con questa canzone Andrea sembra voler invitare il pubblico a rallentare, esattamente come rappresentato nel videoclip (vedi il video), incoraggiandoci quasi a fermarci per riflettere sui valori più genuini che arricchiscono i sentimenti umani in una “coincidenza astrale naturale”.
Il mondo di Andrea però non si limita alla magia della polvere di stelle, ma il suo universo si arricchisce della presenza di “nomi” significativi del panorama musicale. Infatti, a rendere unica l’esperienza sul palco al Q-Hub hanno affiancato l’artista (pianoforte e voce) tre musicisti di forte spessore tecnico: Alessandro Deidda alla batteria (Le Vibrazioni), TAO – Valerio Ziglioli – alla chitarra (Love Bus / Alberto Fortis) e Matteo Bassi al basso (bassista di Elisa Toffoli).

Govoni ha preparato con cura questa “prima” milanese e ha presentato uno spettacolo dall’inconfondibile fascino vintage. Un’esibizione intrisa di poesia, realtà e visioni, con melodie che sembrano giungere da un’altra epoca, raccontando quel viaggio iniziato appunto nella sua Modena. Una narrazione che si trasforma in uno spaccato di vita quotidiana, semplice e quasi ingenua, ma al contempo ricca di profondità e leggerezza.
Andrea però non è solo un cantante e compositore. Durante il concerto interagisce con gli strumenti musicali con una grazia e naturalezza straordinarie. Le sue dita scorrono con delicatezza sui tasti del pianoforte, generando melodie coinvolgenti, per poi passare alla chitarra, che suona con energia, regalando intense vibrazioni rock.
Il live ha come filo conduttore il viaggio di Volkswagen ‘86, con Andrea che alterna con spontaneità l’energia di brani dal forte impatto rock, come “Chinatown”, a momenti più delicati (Luna, ad esempio), dove emerge anche la sua capacità di scrittura più morbida e cantautorale.
Scorrono i brani e le emozioni maturano gradualmente, alimentate anche da una resa “tecnica” che i tre musicisti che affiancano Andrea portano in dote, energia messa al servizio di un repertorio che nei live viene enfatizzato. In scaletta brani tratti dal primo album, tra cui spicca sicuramente Viola e l’inebriante spensieratezza del desiderio d’amore narrato ne La Barista, incontrata su una spiaggia romagnola. C’è poi spazio anche per l’assolo di TAO con la sua canzone Se devo scegliere e un’anticipazione di alcune delle canzoni del nuovo album, per poi culminare in un finale che augura a tutti una sentita Buonanotte, senza tralasciare il bis di Polvere di stelle.

Terminato il concerto, dopo le tradizionali foto con amici e avventori, ci concediamo un momento per scambiare due parole con l’artista.
Andrea, come nasce la passione per le melodie quasi vintage presenti in molti tuoi brani?
Nasce in modo molto naturale, sono cresciuto fra vecchi dischi, cassette e rimasugli della soffitta che nascondono sempre le cose migliori, magiche come i sogni nel cassetto!

Dopo il buon successo del primo album – C’era una volta – cosa dobbiamo aspettarci per il secondo che uscirà la prossima primavera?
Il secondo non solo sarà una continuazione, ma soprattutto un’evoluzione e un’unione più completa fra musica e testo.
Con l’uscita del nuovo album, pensi di riproporre il tour del 2025 che ti ha visto esibirti anche a Londra e Los Angeles?”
Stiamo pianificando un tour più ‘slow’, intimo, mirato a toccare quelli che sono per me piccoli grandi luoghi della musica in Italia, più conformi ad un tipo di spettacolo d’ascolto. Luoghi dove si respira un’atmosfera più salotto che clubbing, nella ricerca di creare un’unione ancora più intensa con il pubblico, senza troppe barriere fisiche o distanze, così da condividerne meglio le emozioni che ogni live genera.
La nuova canzone – Polvere di stelle – ci fa riflettere su questo mondo che scorre troppo velocemente. Dove hai preso l’ispirazione?
Non so da quale universo sia arrivata, o se nascosta nel profondo, sicuramente rispecchia un messaggio a cui tengo molto, di uguaglianza: che siamo fatti tutti della stessa materia, siamo Polvere di Stelle…
C’è qualche ringraziamento speciale che vuoi fare?
Ringrazio tutte le persone che hanno messo tempo, arte e cuore in questa seconda avventura e anche un po’ me stesso per non mollare mai.

servizio fotografico a cura di Mauro Lucchini e Andrea Caminati
Andrea Govoni
Q-Hub (Milano)
18/12/2025
