Le radici e la luna è il secondo album pubblicato dai P.A.O. (Pulsazioni d’Anime Oneste), duo formato da Antonio Pignatiello e Gianfilippo Invincibile. Il progetto spazia attraverso la scena alternativa italiana degli anni ’90 con otto tracce che sono altrettante riletture d’autore, senza cadere mai nella trappola della nostalgia.
I P.A.O. infatti trasformano tali brani iconici in atti di continuità emotiva e politica scegliendo una produzione analogica, viva, e quindi necessariamente imperfetta, che restituisce centralità all’ascolto e alla presenza del suono. La cifra maggiormente distintiva del disco è proprio questa precisa scelta analogica, che non appare come un vezzo vintage ma è parte di una vera politica del suono: riportare al centro la materia, il legno e le corde, l’aria, il respiro tra una frase e l’altra, la voce umana. L’album, come dichiarano gli stessi P.A.O. è appunto “un atto di continuità: con quelle estetiche, quelle filosofie, quei contenuti che oggi tornano a essere urgenti.”

La direzione artistica di Filippo Gatti lavora per sottrazione e punta a un principio chiaro: meno processi, più presenza. La scelta dell’analogico diventa quindi il modo migliore per mantenere vivi i suoni e i rumori originali evitando la “lucidatura” digitale che appiattisce le emozioni. Qui la dinamica naturale del suono è preservata, senza compressioni aggressive, in modo da restituire un ascolto “fisico”, quasi tattile. Tale scelta appare coerente con la poetica dei P.A.O.: la musica dev’essere “casa” e non “vetrina”. All’ ascolto le voci balzano subito in primissimo piano, come fossero molto vicine (a volte quasi troppo), come fossero nella stessa stanza dell’ascoltatore.
Il disco (distribuito attualmente solo in digitale da Octopus Records), si apre con Militare, brano dei Negrita prodotto da Cesare “Mac” Petricich, ovvero il singolo che ha anticipato l’album. È il brano certamente più diretto, quello che definisce subito la dimensione del progetto e la dichiarazione di poetica. (video visibile qui). L’apertura della marcia ritmica, con inserti da Full Metal Jacket, è potentissima, e insieme al pacifismo dichiarato costituisce il manifesto politico del disco. La versione dei P.A.O. è urgente, attuale, incisiva. Nel brano che segue, Come stavamo ieri dei Marlene Kuntz, con il contributo di Marco Olivotto la tensione originale viene riportata a una dimensione più cantautorale e malinconica, con atmosfere più calde.

Una delle riletture più riuscite – insieme alla traccia che successiva, L’uomo coi tagli, – è a nostro avviso Agosto dei Perturbazione, cantata con Tommaso Cerasuolo, che spogliata dell’elettronica diventa un gioiello intimo, sommesso, acustico. Nel brano degli Estra viene fatto un lavoro per sottrazione: la resa è più introspettiva, pur mantenendo il brano la sua forza emotiva.
Molto interessante ed intensa anche la rilettura di Simmetrie (Scisma), con la presenza di Marco Olivotto al moog e la bellissima voce di Talèa che rendono il brano elegante, calibrato, rispettoso ma non imitativo, così come suona la rilettura di Irata dei C.S.I., che non celebra il passato ma porta nel presente la sua cicatrice e ne fa una promessa, secondo la poetica dichiarata dai P.A.O.
Le radici e la luna è un album davvero interessante perché onesto, profondamente umano e coerente: le otto tracce respirano insieme, senza cadere nell’effetto “tributo”.
Appare assolutamente riuscito dove molti dischi di cover falliscono, cioè porta a compimento l’intenzione di restituire canzoni riconoscibili sotto una luce nuova, senza tradirle e senza celebrarle in modo sterile. Non si tratta assolutamente di una banale “operazione nostalgia”, ma rappresenta un atto di persistenza in dialogo con il presente. Con questo lavoro i P.A.O. confermano la loro vocazione di unire radici e futuro, memoria e modernità produttiva, con un disco che è un luogo abitato, vivo, costruito con gratitudine verso le band che li hanno formati.
L’album Le radici e la luna è entrato nella cinquina dei finalisti alle Targhe Tenco 2026 nella sezione “Miglior disco di interprete”.
P.A.O.
Octopus Records
01. Militare (Negrita)
02. Come stavamo ieri (Marlene Kuntz)
03. Agosto (Perturbazione)
04. L’uomo coi tagli (Estra)
05. Raga (Elettrojoice)
06. Simmetrie (Scisma)
07. ‘E kose ka spakkano (24 Grana)
08. Irata (CSI)
Filippo Gatti
Musicisti: Antonio Pignatiello: voce, chitarre acustiche, chitarre elettriche, glockenspiel, paesaggi sonori Gianfilippo Invincibile: batteria, pianoforte Ospiti: Cesare "Mac" Petricich: chitarra acustica, chitarra elettrica, programming (Militare) Marco Olivotto: Moog, piano rhodes (Come stavamo ieri); moog, theremin (Simmetrie) Tommaso Cerasuolo: voce (Agosto) Filippo Gatti: pianoforte (Raga) Talèa: voce (Simmetrie) Francesco Di Bella: voce ('E kose ka spakkano) Giuseppe Fontanella: chitarra elettrica ('E kose ka spakkano).
2026
32:00
