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Certo è che al mare con Lo stato delle cose di Toti Poeta nell’iPod ci andremmo molto
volentieri. Tanto che ad ascoltarlo in città provoca un grave stato di
malinconia difficile da estirpare. Nato a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina,
Toti possiede già nel suo cognome una buona definizione di sé stesso, Poeta.
“Lo stato delle cose” è il suo secondo disco, quello della svolta, della
maturità artistica, emblema del suo modo di fare musica. La Sicilia a farla da
protagonista per tutta la durata dell’album, tra suoni ammirevoli di mandolini,
banjo, trombe e percussioni. Poeta affronta argomenti seri ed importanti senza
rendere il tutto disperatamente tragico, mettendo l’ascoltatore in una
posizione confortevole, di non disagio, forse anche per merito della brezza
marina che il cantante porta perennemente dentro di sé – e “Lo stato delle
cose” è stato registrato, non a caso, tra la Sicilia e Roma (di certo non a
Milano, che fomenta ancor di più il disagio esistenziale. E come biasimarli…).
Di per sé piacevole all’ascolto, capace anche di fare riflettere in alcuni
momenti, il disco però non lascia niente di particolarmente significativo.
Nella copertina dell’album Toti sembra quasi un Capossela visto di spalle, sulla
riva di uno splendido mare. Oggi, nel mondo moderno della canzone d’autore, o
si volge lo sguardo al passato, verso i superstiti di una vita che non
risparmia nessuno, oppure la ricerca di qualcuno per cui valga la pena di
sprecare la parola canzone d’autore si fa alquanto ardita. Toti Poeta è un
bravissimo musicista sotto tutti gli aspetti, e questo vale per ogni sua
composizione presente anche nel disco in questione, ma i concetti da lui
espressi, a volte, cadono un pochino nel banale. Non tutti possono essere
Modugno, Battiato o Guccini, si sa, ma proprio per questo, per apprezzare al
meglio l’opera di Toti, chiediamo all’ascoltatore di prendere in mano “Lo stato
delle cose”, come una composizione dai risvolti ironici, impegnativi ma non
troppo, ma con una spiccata attenzione posta nei confronti della ricerca dei
suoni e della qualità. Perché, in fondo, quello che conta è che «…si potrebbe andare al mare, fare le
valigie e non pensarci più…».

Artista:
Toti Poeta
Etichetta:
Malintenti Dischi/Jestrai
Elenco Tracce:
01. Lo stato delle cose
02. Freak or frac
03. Le cose che non cambiano
04. La casa delle ombre
05. Le nuove primavere
06. Nel profondo
07. Terre libere
08. Autolesioni
09. Comuni immortali
Produzione Artistica:

Toti Poeta

Musicisti:

Toti Poeta: voce, chitarra acustica, pianoforte, rhodes, organetti, xilophono
Pierluigi Campa
: batteria
Matteo Pezzolet
: contrabbasso e bassorilievi
Emiliano Bonafede
: chiatarra elettrica
Ugo Puglisi
: Clarinetto e sax
Claudio Montalto
: tromba
Fabrizio Oddo
: trombone
Salvo Compagno
: percussioni
Sergio Serradifalco
: banjo, mandolino, cavachigno e contabbasso su #6

Anno di Uscita:
2008
Durata:
34:30