Si apre con un’accoppiata tutta
italiana la ventesima edizione del Festival
di Villa Arconati. Luca Gemma propone
un set di una quarantina di minuti, chitarra, voce e band al completo, con l’ex
Afterhours Andrea Viti al basso. Il
cantautore milanese, l’abbiamo detto più volte, sa il fatto suo, ed anche dal
vivo conferma la caratura di una produzione non enorme (solo due i dischi
all’attivo) ma ricca di belle canzoni. Sette quelle proposte a Bollate, tra cui
una Verresti a sopravvivere con me
che sconta il rodaggio d’inizio concerto ma rimane comunque efficace e una Mohammed Alì in grado di scaldare il
pubblico inizialmente poco partecipe. L’ex Rossomaltese meriterebbe un successo
maggiore, chissà che la ribalta di Villa Arconati non lo possa in qualche modo
aiutare. Daniele Silvestri invece il successo l’ha già ampiamente
conquistato e il pubblico presente alla Villa è tutto per lui. Canzoni da
classifica come Salirò e La paranza devono avergli suggerito che
è nel ritmo la chiave che gli permette di avere un maggior feeling con il
pubblico e difatti nelle due ore abbondanti di concerto è la batteria di Piero
Monterisi a rimanere più spesso al centro della scena. A farne le spese, com’è
ovvio, sono però i brani che prevedrebbero soluzioni discrete e confidenziali,
brani che comunque in scaletta non mancano ma che danno l’impressione di essere
sempre un po’ fuori posto (L’autostrada,
Mi persi). Perfette invece le canzoni
più vitaminiche, che nel loro continuo saltellare un po’ didascalico da un
genere all’altro – ma con il solito spirito funky-dance ad aleggiare
imbattibile – sono lo strumento insostituibile con cui Silvestri imbastisce un
concerto dalla grana non troppo raffinata ma molto divertente. Certo, qualcosa tirate le somme
risulta davvero eccessivo (vedi l’ingrassatura elettronica con cui viene
snaturato un pezzo vibrante come L’uomo
col megafono) ma non si può dire che il cantautore romano non raggiunga
l’obiettivo che si è prefissato – e a tal proposito basta l’entusiasmo del
pubblico a fine serata come testimonianza. Sarebbe però interessante, in
un’ipotetica seconda parte autunnale di questo tour successivo alla
pubblicazione dell’antologia “Monetine”, vederlo inserito nel contesto più
intimo di un teatro, magari alle prese con arrangiamenti scarni ed acustici,
per toccare di nuovo con mano quel tanto di sostanza
che serve a tutti. Per divertire anche, ma soprattutto per durare a lungo.
Luca Gemma + Daniele Silvestri
Villa Arconati, Bollate (MI)
27/06/2008
