La
terza edizione del Festival dei Saperi di Pavia – Città della cultura si è
concluso domenica 13 settembre con il concerto di Ron, pavese doc , in piazza
della Vittoria.
Come
annunciato, il live si è rivelato uno strepitoso successo di pubblico.
Nella
sua prima volta in piazza nella sua città (già diverse volte si è esibito a
teatro), l’artista si è presentato sul palco in una sorta di viaggio musicale
attraverso la storia delle sue canzoni, quasi tutte riarrangiate, accompagnato da una band di musicisti che,
benché giovani, si sono dimostrati di notevole spessore professionale.
Come
non soffermarsi sull’eccellente e affascinante presenza del violino di Andrea
De Cesere che ha dato un tocco “orchestrale” all’esibizione, armonizzandosi nei
pezzi acustici ora con la chitarra del cantautore in Una città per cantare, ora con il
pianoforte in Anima. In quest’ultimo pezzo ha fatto capolino la voce, quasi
fosse un ulteriore strumento, della
giovane tastierista originaria del Kazakistan,
Angelina Yershova.
Alla batteria c’era Francesco Caprara, al basso Diego Buonanni e
alle chitarre Fabrizio Ferraguzzo, tutti in scena a dare “input innovativi” alle canzoni interpretate in una “nuova chiave di lettura”, come ha
riferito lo stesso artista.
In scaletta sono scorse non solo le canzoni più celebri ma il
cantautore ha voluto dare testimonianza di buona parte del suo percorso
artistico.
Si è partiti con una affascinante versione di Le foglie e il
vento per passare a Cambio stagione in cui la voce dell’autrice del brano
Carmen Consoli è stata deliziosamente sostituita da Angelina Yershova.
La piazza lo ha poi accompagnato a braccetto nell’esecuzione
totalmente acustica de Il gigante e la bambina e lui ha ricambiato,
abbracciando la piazza nel vero senso della parola, quando ha deciso di
scendere dal palco e passeggiare in mezzo alla folla cantando Piazza grande composta
dell’altro grande pavese Sergio Bardotti.
In questo andare indietro con la sua storia musicale, Ron ha
voluto ricordare come sia sempre il pubblico a decretare il successo o meno di
un brano: prima di regalare al pubblico Occhi di ragazza ha rammentato la
vicenda che lo ha visto escluso da San Remo con questo brano (anch’esso scritto
da Bardotti) per poi sottolineare quanto “tanti”
siano stati i dischi venduti da Gianni Morandi.
Un momento particolarmente toccante è stato quando Rosalino ha
citato l’amico fraterno Mario Melazzini
per ricordare a tutto il pubblico il suo impegno quotidiano per
combattere la SLA
da chirurgo e da malato; L’uomo delle stelle ha creato un atmosfera di
solidarietà indescrivibile.
E poi, anche senza la voce di Tosca, di spessore è stata la
versione di Vorrei incontrarti fra cent’anni interpretata in coppia con Luna
di Nardo che, insieme a tutta la band, ha poi accompagnato l’artista
nell’interpretazione di Domani, per ricordare ancora una volta l’impegno
all’unisono per le popolazioni abruzzesi colpite dal recente terremoto.
regala 3 delle perle più riuscite della serata: Joe Temerario, Una città per
cantare e un’indimenticabile versione pianoforte e violino di Non abbiam
bisogno di parole, quelle che ci sono mancate al termine del concerto perché
ci ha lasciato senza, grazie alla straordinaria serata trascorsa.
Ron
Piazza della Vittoria, Pavia
13/09/2009
