Non è un artista di primo pelo Ennio Rega, al secolo Ennio Venturiello, avendo nel suo carnet, con questo suo nuovo lavoro, sette album ed avendo anche raccolto, nel corso della sua carriera, prestigiosi riconoscimenti quali il Premio Carosone (2004), il Premio Lunezia (2005 e 2011), il Premio Charlot (2017) il Premio Brassens (2013), il Premio Lunezia Canzone d’Autore (2018). La sua, quindi, è una carriera tutta giocata sulla canzone d’autore ma che non disdegna l’utilizzo di trame musicali raffinate, come questo lavoro sottolinea.

Con grande leggerezza si apre la porta dell’album con Uniformate, un brano movimentato dal punto di vista musicale intriso di atmosfere balcaniche accattivanti e un testo che si oppone all’omogeneizzazione del pensiero. Le note del sax, che accarezzano le parole, sono il giusto elisir per questo invito alla riflessione e alla presa di distanza dal mainstream del pensiero oggi in voga. In alcuni passaggi del brano si manifesta una modalità canora che ricorda le tensioni del primo Juri Camisasca. Un bell’inizio, forte, rigoroso, deciso, ‘inquietante’.

Altra abitudine si raccorda, dal punto di vista lirico e di pensiero, al brano precedente (qui la cover del singolo). Un altro grido di dolore e di ribellione rispetto al consumo becero, al pensiero limitato, con la volontà di evitare d’essere talebani però cercando valori nella semplicità, un monito verso una umanità che sfugge al controllo della ragione Alcuni passaggi vocali ricordano l’enfasi canora di Battiato e la sua capacità di far pensare, ragionare, illuminare i passi della vita. Il coro colora la tavolozza emotiva del suono conducendo l’ascoltatore ad un climax sonoro di grande tensione dove la chitarra elettrica, suonata magistralmente da Lutte Berg (più in basso in una foto di Glenn Rindhoff), disegna trame di delicata bellezza in stile anni ’70. Trash si apre con il suono del synth e l’immagine che arriva è quella del Maestro di Milo di “Apriti sesamo”, nella ricerca del sé alla luce di quello che ruota intorno a ciascuno di noi e l’inciso “pericolosi imbecilli” ci riporta alle liriche corrosive di “Inneres Auge”. Tra una sorta di twist immerso tra le note del sax, il brano corre veloce nella sua dinamica di ricerca di smitizzare tutto quello che conduce alla ricerca di (finta) onnipotenza riducendosi “a indecenza”.

Amore allo stato puro è invece Margine essenziale, con le sue immagini della potenza dell’amore condiviso e vissuto in grande tensione emotiva perché “l’amore è l’amore e non si sa nient’altro”. Le note del pianoforte aprono con delicatezza Da noi, brano malinconico dove le liriche rappresentano il bisogno di cambiare le dinamiche di vita e di relazione. Un brano la cui musica delicata si srotola in maniera conseguente al tema proposto. Simultanea è una sorta di finestra aperta sulla vita, sulla primavera, sulla volontà di ricercare il senso del proprio passaggio terreno. Anche in questo brano la traccia della lezione artistica di Battiato non può essere ignorata e la si percepisce in maniera importante soprattutto nelle liriche e per il modo di porle dal punto di vista canoro (“l’anima è una ricerca di senso”). Notevole il lavoro della chitarra elettrica che si amalgama con la sezione ritmica.

Un amico per te si presenta con le note di piano e fisarmonica nel racconto di un’amicizia profonda tra un cristiano e un islamico che si riconoscono parte dello stesso mondo e tempo, ma con la consapevolezza che le proprie credenze non sono al centro del mondo. Il suono del sax è delicato e accompagna con garbo le liriche che lasciano, infine, il campo al suono di un bell’assolo di chitarra elettrica. Porto Sacro, movimentato e brillante, con il suono del violoncello (della brava Giovanna Famulari (qui in una foto di repertorio tratta dai suoi profili social), sempre più presente nei dischi di grandi artisti, a cominciare dallo storico rapporto con Tosca, con cui ha fatto dei tour mondiali, passando per Locasciulli, Cammariere, per arrivare alla forte intesa artistica, dal vivo e in studio, con Michele Gazich) che apre la strada a liriche ad atmosfere sensuali e ricche di immagini che il canto del coro accompagna in maniera accorta e precisa. Atmosfere decise e dense di oscurità fanno scorrere le immagini che scaturiscono dalle liriche e le note del violoncello e della mandola si uniscono al coro per un finale degno di applauso per la commistione sonora e lirica.
Un buon lavoro questo Nei modi e nel pensiero, che conferma l’originalità del suo autore sempre proteso a parlare con l’ascoltatore, con la speranza che venga ascoltato non solo per la perizia artistica ma, anche e soprattutto, per la ricerca etica.

Tutte le foto, dove non indicato, sono tratte dai profili social ufficiali degli artisti
Ennio Rega
Scaramuccia Music Srls / Egea Music
01. Uniformate
02. Altra abitudine
03. Trash
04. Marginale essenziale
05. Da noi
06. Simultanea
07. Un amico per te
08. Porto sacro
Ennio Rega
Ennio Rega: testi e musica, pianoforte, korg polysix-synth, moog, voce, cori; Luttle Berg: chitarra elettrica, acustica, mandola; Marco Siniscalco: basso, contrabbasso, bariton guitar; Pietro Iodice: batteria; Paolo Iannarella: sax e flauti; Giovanna Famulari: violoncello; Lucrezia Venturiello: mezzosoprano - coro lirico nei due singoli Daniele Adriana: baritono – coro lirico nei due singoli
2025
26:54
