Teho Teardo Plays Twin Peaks and Other Infinitives è un lavoro di chirurgica maestria. Teardo scompone e ricompone le musiche di Angelo Badalamenti, incidendo con il suo gusto unico e minimale uno dei più grandi arcani della settima arte: la colonna sonora di Twin Peaks. Già dal titolo si evince il riferimento spirituale al celebre non-luogo di David Lynch: il paese dove le energie archetipiche possiedono e i misteri nascono tra Loggia Nera e Garmonbozia.
Molti artisti si sono immersi nel mondo Lynchiano, sommando ai fantasmi del Regista i propri: tra tutti, spicca il meraviglioso e oscuro album del 2016, “Plays The Music Of Twin Peaks” degli Xiu Xiu. Se il lavoro di Jamie Stewart e soci era un tripudio di ossessiva perdizione nei meandri di pedalini analogici e sfuriate post-moderne, l’opera di Teardo lavora all’opposto: ci riporta al minimale, come un inquietante scultore contemporaneo che elimina il superfluo per fare emergere la sua visione. Così, Teardo traccia una cartografia di un non-luogo dell’anima, dove i dettagli diventano essenziali. Idrofoni e microfoni a contatto tra i confini nebbiosi d’Italia e Slovenia, pulviscolo sonoro di micro-pattern ritmici, ululati distanti e vento, lapsteel e pianoforti danneggiati: un variegato processo alchemico di creazione che stabilisce una continua tensione tra grazia e rovina.
Lo stile non è consolatorio. Teardo mastica il linguaggio del cinema, essendo autore di innumerevoli colonne sonore di grande successo (come per i recenti film di Daniele Vicari e Marco Bellocchio per HBO). Qui, però, ci costringe ad accettare di cadere innamorati del mistero, dimostrando che la melodia di Twin Peaks è, come un’antica forma barocca, anch’essa un Infinitivo: una forma vuota che ogni epoca è condannata a riempire con le proprie paure. L’album è un lavoro corale, arricchito da illustri collaborazioni, tra tutte quelle con Stefano Bollani e Keeley Forsyth.
Singolare è il momento in cui il picco del mistero lynchiano viene raggiunto proprio nelle “Infinitives” con l’incontro con un altro grande regista: Abel Ferrara. In And the Birds Will Have Their Say, Ferrara presta la voce cinematografica del decadimento, declamando le liriche del XXXIII Canto del Paradiso di Dante. È il momento in cui l’umano si scontra con l’inumano. Ferrara è un elemento di disturbo che si misura con i canti degli uccelli.
Teho Teardo si dimostra sempre più un novello druido sonoro, capace di trasportarci in progetti unici e disarmanti, offrendo un antidoto alla fluidità dell’offerta musicale contemporanea e proponendo percorsi a loro modo già classici.

Teho Teardo
Specula Records
01. Falling
02. Eravamo senza saperlo
03. Fuochi alleati
04. Laura Palmer's Theme
05. Twin Peaks Theme
06. L'insonnia delle rondini
07. L'unico confine è la pelle
08. The Ghost of Piacenza
09. and the Birds Will Have Their Say
Teho Teardo: baritone guitar, lapsteel, marimba, damaged piano, Rhodes piano, celesta, two strings cello, electronics, synths, bass, spinetta, bells, teishokoto, contact microphones, field recordings, dropper, hydrophones - Stefano Bollani: piano on 1, 2, 3, 4, 5 - Vito Bondanese: vocals on 1 - Susanna Buffa: vocals on 3, 7 - David Coulter: saw on 3 - Abel Ferrara: spoken voice on 9 - Keeley Forsyth: vocals on 6 - Gabriele Coen: bass clarinet, saxophone - Igor Legari: upright bass - Laura Bisceglia, Flavia Massimo: vocals on 7 - Laura Bisceglia, Giovanna Famulari, Flavia Massimo: cello - Federica Furlani, Ambra Chiara Michelangeli, Yoko Morimyo: viola - Erica Scherl, Elena De Stabile: violin
2025
