La ballata contemporanea che nasce nel sacro fango del Mississippi.

Come da tradizione, in ogni viaggio in macchina, che sia di una manciata di minuti o di diverse ore – oltre all’aria condizionata – non può mancare la musica. Ma a volte trovare quella giusta, quella che mette d’accordo tutti i passeggeri, è un’impresa: troppo alternativo, troppa voce, troppi bassi, troppi “salta questa”. Poi, un giorno, metto un cd, parte il primo brano, e nessuno tocca più niente. Silenzio. Teste che oscillano appena. Un accordo che ci mette d’accordo tutti.
È successo con The Sun Experience dei Sacromud. Un disco che non ti obbliga a scegliere tra generi, perché li tiene tutti dentro con una naturalezza disarmante. E lì, in quell’equilibrio improvviso tra due sedili e un finestrino abbassato, ho capito che questo disco era un viaggio. E che chi lo ha inciso – da Gubbio a Memphis – di viaggi ne ha fatti parecchi, fisici e non.
The Sun Experience è il punto di arrivo – e insieme il nuovo inizio – di un percorso cominciato nel 2021 con “Resized”, il disco della Pugno Blues Band. Poi Sacromud nel 2023, e la Trilogia del viaggio: un doppio CD Live dal vivo (Gubbio To Memphis: Live at Opera House; The Overground Suite), un docufilm in arrivo e ora questo: un disco inciso dentro i leggendari Sun Studios di Sam Phillips, quelli di Elvis, Johnny Cash, B.B. King.

Questo disco è la rottura definitiva col blues “puro” di Maurizio Pugno, non per rinnegarlo, ma per salvarlo. Il blues oggi si racconta solo se lo si attraversa, se si osa, se si mescola. E i Sacromud lo fanno senza paura. Lo definiscono overground blues: sotto il mainstream ma sopra l’underground. Un blues contaminato da funk, soul, gospel, pop, R&B, rock. Ma soprattutto da urgenti temi sociali, portando l’Umbria dentro il mito americano, andando al cuore del suono per riscriverlo, facendolo suonare nuovo.
C’è una cosa che questo disco riesce a fare decisamente bene: unire. Unire suoni, storie, generazioni (ben tre quelle che compongono la band). E non importa se i testi sono in inglese: alcune sonorità non vanno capite, vanno sentite. E quelle dei Sacromud arrivano dritte, senza chiedere permesso.

Le sette tracce scorrono come capitoli di un viaggio.
The Mule apre il disco con la testardaggine di chi va avanti comunque, con il passo lento ma inesorabile di chi non si ferma. Con Holy Day si respira tra ricordi e riflessioni, legami affettivi, memorie e ricerca di senso; la musica diventa lente per osservare l’essenza dell’esistenza. Symmetry è un gioco di equilibri, un dialogo tra voci e strumenti che cercano la giusta distanza per restare uniti, sincronizzati con l’universo. Sticky Situation è una palude emotiva: lenta, appiccicosa, erotica. Una ballata rarefatta dove l’anima si incolla alle cose della vita. The Hider & The Seeker è un continuo rincorrersi, tra chi si nasconde e chi cerca, tra desiderio e attesa. Poi incontriamo Pray For Me, dove la band si raccoglie in una sorta di preghiera, un blues che chiede compassione da chi non ha custodito il dono di fiducia e amore.
E infine, (Extra)ordinary Day, un tributo alla tradizione e all’energia musicale della città di Memphis, evocando icone del soul e del rock come Mavis Staples, Johnny Cash ed Elvis Presley.
Un album nato per colpire, come un “Pugno” – non per far male, ma per svegliare, scrostare l’indifferenza, ricordare che la musica può ancora essere verità. Una verità che nasce nel fango, cresce tra le corde, e si fa luce dentro uno studio leggendario a Memphis.
Sporca, sacra, umana.

Sacromud
Labilia Records
01. The Mule
02. Holy Day
03. Symmetry
04. Sticky Situation
05. The Hider & The Seeker
06. Pray for me
07. Extra(ordinary) Day
Raffo Barbi (voce), Maurizio Pugno (chitarra, arrangiamenti e direzione musicale), Franz Piombino (basso), Alex Fiorucci (tastiere), Riccardo Fiorucci (batteria) a cui si aggiunge la sezione fiati dei The Cape Horns formata da Mirko Pugno (tromba), Lorenzo Bisogno (sax tenore), Andrea Angeloni (trombone) e Cesare Bedini (sax baritono)
2025
35:00
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