Certi dischi sanno fare compagnia, nel tempo, senza essere consumati dalla moda dell’ascolto veloce che in qualche modo deve catalogarli, fagocitarli e poi lasciarli da parte. E allora anche se è passato un po’ di tempo da questa uscita (primavera ’24), è assolutamente utile andare a ripescare questo album davvero interessante.
A casa di Massimo Troisi c’era Carlo Verdone a prendere un caffè nel salotto e a un certo punto un pesante quadro si stacca dalla parete per finire in testa a Verdone che a quel punto necessitava di cure mediche, tra le risate di Troisi. È presumibilmente questo l’episodio che ispira il nome alla band. È chiaro che Massimo Troisi non si trova casualmente in questa vicenda, specie se poi il titolo del disco è La Commedia. E chiunque ha solo avuto a che fare pochi minuti con un film o un monologo di Troisi sa quanto quella leggerezza che l’attore era capace di trasmettere immediatamente poi restava attaccata addosso, diventava parte dei pensieri, faceva riflettere. E quei film che partivano come commedia alla fine ti accorgevi che erano film d’autore, destinati a restare ben oltre lo spazio di una risata.
Mettere Troisi nel proprio nome di band alza le aspettative artistiche, ci si aspetta lavori all’altezza. Il Quadro di Troisi ci è riuscito già col primo disco a fare un buon lavoro, quando era ufficialmente un duo, e ci riesce ancora di più in trio con questa nuova creatura, che apparentemente leggera, fluttua tra l’elettronica e il pop raffinato fino a trasformarsi con lo scorrere delle tracce in una sorta di musica d’autore, rievocando forse consapevolmente (o forse no), quel dettato silenzioso di cui l’attore di San Giorgio a Cremano è stato esempio, nel trasformare il racconto di qualsiasi cosa in raffinata arte. In questo lavoro ad Eva Geist (Andreina Noce) e Donato Dozzy (Donato Scaramuzzi) si aggiunge Pietro Micioni che già aveva partecipato ai live del precedente disco e al lavoro in studio ma da “esterno”. Si mettono insieme musicisti che hanno all’attivo un percorso importante con vari progetti anche nel clubbing e nella produzione, soprattutto quindi nell’ambito dell’elettronica.

Le dieci tracce sorprendono non solo per la libertà con cui i tre si muovono nelle sonorità elettroniche anche del passato, da echi di Battiato fino a quel fenomeno ancora poco indagato davvero chiamato italo disco, ma anche per gli arrangiamenti che virano verso un pop d’autore fortificato dall’ottima performance di Eva Geist ai testi e alla voce, che rispetto al disco precedente viene fuori più decisamente (Lo smeraldo sottozero, La notte).
Questo lavoro a suo modo apre una strada a un pop elettronico in italiano basato su sonorità internazionali, britanniche e tedesche in modo particolare, e che rimodula l’utilizzo dell’elettronica al servizio della canzone come tappeto sonoro su cui intarsiare le trame che di volta in volta prendono sapientemente forma. La tracklist si chiude in bellezza con Il Mare, brano con una coda strumentale che fa presagire a ulteriori interessanti sviluppi futuri per un progetto di cui il panorama musicale ha più bisogno di quanto si possa immaginare.
Il Quadro di Troisi
42 records
01. Il Profeta
02. La Terra
03. La Notte
04. L’ Alieno
05. I Buchi Neri
06. La Prima Volta
07. L’Abitudine
08. La Verità
09. Lo Smeraldo Sotto Zero
10. Il Mare
Donato Scaramuzzi
2024
38:05
