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Ci sono dischi che mentre li ascoltiamo, senza farcene accorgere, ci costruiscono intorno una bolla invisibile e pian piano ci isolano da tutto. Ciò non avviene con l’intento di estraniarsi dalla realtà, ma per provare a capirla meglio, è come salire su una mongolfiera che pian piano cambia le misure e la percezione del paesaggio, mette in discussione le dimensioni del reale, per poi ricomporle con una maggiore consapevolezza proprio perché si acquisiscono altri punti di vista. La musica di Andrea Laszlo De Simone è esattamente così, un racconto della realtà, quella profonda, anche interiore, da punti vista differenti, eterei, onirici a volte. In questo ultimo disco poi è ancora più dichiaratamente così perché si gioca con gli intrecci di luci e ombre.

 

Una Lunghissima Ombra
Foto di Guido Gazzilli

 

Il punto di partenza è la luce e le ombre sono sue figlie, così come il punto di partenza sono i testi e la musica funziona da spettacolare macchina delle ombre. Ci sono interrogativi primordiali alla base, quasi come le domande essenziali dei primi filosofi che provavano a collocarsi nel creato. Ma non basta, perché a questo segue un rapporto con la realtà, che si snoda nel disco su più livelli, dall’osservazione, al proprio rapporto essa, specialmente espresso nel tempo che scorre, ricordando che tutto quello che vive poi, a un certo punto, muore, fino a momenti emozionali, emotivi, legati a ricordi felici o a rimorsi.

 

Insomma non un lavoro facile da rendere e per questo, De Simone, come ha fatto spesso nei suoi lavori, considera le immagini decisive per esprimere al meglio la sua arte. E allora questo suo disco Una Lunghissima Ombra, è un’opera composita di parole musica e immagini, una pellicola che scorre sotto e intorno alle sue canzoni, portando a conoscenza le infinite e delicate sfumature che le ombre formano nell’incontro tra chiaro e scuro, ma anche le tante sfumature che permette la musica, a cavallo dei generi, come lui è bravissimo a fare dalla classica al beat, da una psichedelia sussurrata al primissimo pop italiano venuto fuori tra i Cinquanta e i Sessanta, maggiormente accentuato dalla quota analogica e da un cantato che sembra arrivare proprio da quel passato.

 

Una Lunghissima Ombra
Foto di Richard Dumas

 

Le regole le rompe in tanti altri modi questo disco, per esempio nella forma, con le diciassette tracce per oltre un’ora di durata, o per essere allergico alle mode del momento, e ancora col portare il più possibile in giro questo bellissimo spettacolo multimediale: un disco, un concerto e un film. Tutto insieme. Potremmo soffermarci sulle singole canzoni, e ovviamente ce ne sono di molto belle, ma non vorremmo spezzettare troppo quello che l’autore stesso ha concepito come un lavoro unico, compatto, da scorrere con occhi e orecchie ben aperte. Sicuramente uno dei dischi migliori di questo anno che volge al termine.

 

Una Lunghissima Ombra
Foto di Giovanni Canitano
Artista:
Andrea Laszlo De Simone
Etichetta:
42 records
Elenco Tracce:
01. Il Buio
02. Ricordo Tattile
03. Neon
04. La Notte
05. Colpevole
06. Quando
07. Aspetterò
08. Per Te
09. Un Momento Migliore
10. Diffrazione
11. Pienamente
12. Planando Sui Raggi di Sole
13. Spiragli
14. Quello che Ero una Volta
15. Rifrazione
16. Non è Reale
17. Una Lunghissima Ombra
Produzione Artistica:
Andrea Laszlo De Simone
Anno di Uscita:
2025
Durata:
67:00