Studio Murena
Jazzhighlanders
Più che emulazione del passato, la scelta delle riprese in bianco e nero sembra pensata per l’emulazione di un immaginario futuro distopico: un futuro più nero che bianco, senza altri colori, senza sapori se non quello dello smog metropolitano che secca la saliva fino a impedire di respirare. Un futuro muto (“ci stanno cavando la lingua”), abitato da individui inesistenti, invisibili come la loro personalità schiacciata dall’omologazione, ma disseminato anche, qua e là, di qualche “jazzhighlander”, che nonostante tutto sopravvive, coi suoi “modi un po’ scostanti”, improvvisandosi giorno per giorno in una continua lotta contro l’inutilità, contro l’appiattimento della sua essenza. Un futuro che è già qui, oggi.
Tre minuti esatti per un video che segue, come un documentario, il percorso del protagonista, probabilmente un quasi trentenne qualunque perso nella solitudine della città notturna – in questo caso Milano, che però si fa emblema dell’emarginazione glaciale e soffocante di tante metropoli.
Questo “Michael Jackson quasi grottesco”, come lo definisce la band, è circondato da immensi spazi vuoti e rari fantasmi umani. Cammina instancabile, disilluso, folle. Cerca il suo posto nel mondo, purché sia fuori da quella scatola alienante dove la società rinchiude i suoi individui non-pensanti. Lui vuole vivere, non solo esistere. Vuole “due carezze” ma trova “solo schiaffi”. La musica, perfettamente sospesa in un etere elettronico su cui si spargono surreali nuvole di jazz rese appuntite e taglienti dalla lama del rap, porta gli Studio Murena a un nuovo livello di espressione, enfatizzato come sempre da Tommaso Colliva alla produzione.

Island/Universal Music
04/04/2025
Regia: Michelle Pan; Testi di Lorenzo Carminati; Musiche di Amedeo Nan, Giovanni Ferrazzi, Maurizio Gazzola, Marco Falcon, Matteo Castiglioni; Produzione e mix: Tommaso Colliva; Assistant Engineer: Simone Bertorello; Studio Assistant: Alessandro Ferrazzi; Master: Giovanni Versari
