Una storia semplice, così si potrebbe definire il libro di memorie, racconti e canzoni Lungo la strada – anni di vita e di musica scritto da Renato Franchi. Un libro che fissa, nello scorrere del tempo, la vita dell’autore, il mondo in cui ha vissuto, le sue passioni (la musica innanzitutto), il lavoro, l’impegno nel Sindacato, l’attenzione agli ultimi, l’affetto profondo per l’esempio di vita ricevuto dal papà. È una serie di mondi quelli che la scrittura, fluida e appassionata di Franchi, fa apparire agli occhi e alla memoria dei lettori. Il dopoguerra povero (l’autore è nato nel 1949) in un’area geografica dalla vocazione industriale con grandi aziende meccaniche e tessili che rappresentavano, all’epoca, “il pane a vita”. Mondi che, come in tutte le storie dell’epoca, vedono all’orizzonte sogni e speranze di una generazione, fatti di piccole cose (in particolare l’amicizia) ma con grande passione e voglia di essere protagonisti. È il racconto di una generazione che, nella musica, vede anche una modalità di emancipazione e che grazie a questa trova anche ragioni per socializzare. A piccoli passi, certamente, ma nel rapporto con gli amici si stringono “patti” che vanno oltre le contingenze. Una di queste amicizie, forte e solidale ancora oggi, è quella che viene a crearsi con Gianfranco d’Adda che diverrà uno dei musicisti di Franco Battiato. Dalla musica alla cultura, al lavoro, all’impegno nel Sindacato (CGIL, dove si occuperà di vari settori), senza trascurare la passione per la musica che procede senza soste impegnando tempo e passione. Scrivere, cantare, divertirsi, partecipare, organizzare (importante il concerto che viene organizzato a Busto Arsizio con un Vasco Rossi ad inizio carriera).

Scorrono le pagine con la descrizione del lavoro sindacale, la crisi del settore tessile che porterà, tra le altre, alla chiusura della storica fabbrica del Cotonificio Cantoni. La morte dell’amato Enrico Berlinguer, i concerti nella DDR e a Berlino, l’esperienza del Festival della valle dell’Olona al Teatro La Torre di Rescaldina (da anni desolatamente chiuso), il viaggio nei Balcani al tempo della guerra di secessione jugoslava. Nel contempo il proseguire nell’esperienza della musica con centinaia di concerti, la pubblicazione dei primi dischi, le canzoni militanti sfornate a raffica con un ricordo particolare alla memoria di Ion, un lavoratore rumeno bruciato vivo dal suo datore di lavoro solo perché reclamava il suo compenso per il lavoro svolto. La passione per i Beatles che, da sempre, è un suo punto d’orgoglio e la visita a Liverpool dove, in particolare Franchi verrà colpito dall’a presenza dell’International Slavery Museum di Liverpool con cui la città farà i conti con lo schiavismo praticato negli anni. Tanti i ricordi: le prove del tour di Creûza de mä dove Fabrizio De André e la band si trovarono al Teatro La Torre, il lavoro, i tour e gli album con l’Orchestrina del Suonatore Jones, l’amicizia profonda con i fratelli Marino e Sandro Severini (Gang), i tanti incontri sulle strade d’Italia con Michele Gazich, Fabrizio Poggi, Alberto Bertoli, la grande stima e amicizia per l’instancabile “
comunista” Flavio Carretta scomparso troppo presto. Il Treno della Memoria verso i campi di sterminio è un’altra delle esperienze raccontate da Franchi, insieme agli incontri e alle storie legate ai luoghi e alla storia. Grande l’affetto espresso per l’ANPI così come la memoria alla strage di Piazza Fontana e a Pino Pinelli con la pubblicazione dell’album 17 fili rossi + 1. Anche il ricordo di Franco Battiato si avvale di pagine che raccontano la stima per il di questo grande artista.
Per ultimo le struggenti pagine dedicati alla moglie Roberta Turconi, strappata alla vita da un male vigliacco. Pagine che racconto lo struggimento per un amore per il quale Franchi tanto dovette combattere rispetto a sua mamma, contraria al matrimonio forse perché ritenuto precoce. Ma la storia non finisce con queste pagine colme di tristezza. C’è una figlia, Marta, a dare forza e sostegno, gli amici, la musica, l’impegno sociale, l’attenzione agli ultimi. Dove, come possibile e nei limiti del proprio umano.
Come ben scrive Gianni Zuretti nella postfazione, questo libro parla di Noi. Di una generazione che ha vissuto un tempo probabilmente irripetibile e che ha immaginato di cambiare il mondo. Questo libro, prosegue Zuretti, è stato scritto per dare un segnale alle presenti e future generazioni che la vita è perdente solo quando non la si mette in gioco. Renato Franchi, da musicista, non voleva diventare famoso ma dare un senso alla sua umanità…Credo che ci sia riuscito ampiamente…
p.s.: da apprezzare i testi di moltissime della canzoni scritte da Franchi.

Foto di Davide Morello
Renato Franchi
Pietro Macchione Editore
2025
340
22.00
