Non
è capitata spesso negli ultimi anni la possibilità di ascoltare dal vivo Mario Castelnuovo (il cui ultimo lavoro
“Com’erano venute buone le ciliegie
nella primavera del ’42” risale
oramai al 2005) e soprattutto accompagnato da un gruppo (in questo caso i Mines). E il concerto in questione,
presso l’ex caserma dei vigili del fuoco di Alessandria, si è svolto nel più
tipico clima da Festa de l’Unità (una delle poche rimaste) di fine estate, con
tanto di tensostruttura ad amplificare il volume già alto degli strumenti e a
nascondere ancor di più una voce già un po’ nascosta di suo. Ma tant’è: l’atmosfera
della serata è stata quella di una compagnia di “amici” («del pallone …che se ti volti li rivedi
ancora»), con ovvie protagoniste le canzoni e le parole del cantautore
romano. Che inizia, dopo il (diciamo) lieto preambolo del gruppo spalla, con Sette fili di canapa, e continua con una
serie di brani fortunatamente proposti in versione acustica, con la voce
rotonda e la poeticità del cantautore al centro della scena: si passa da Nina
ad Oceania, correndo per Piazza del campo e L’uomo
di ieri, regalata a Paola Turci in un Sanremo di qualche anno fa.
Tra un brano e l’altro Castelnuovo regala quelle che lui definisce non troppo
ironicamente “perle di saggezza” (e fra di esse anche un riuscito discorso sull’importanza
che ebbe la lotta partigiana), momenti capaci di aumentare la vicinanza col
pubblico, tanto che nel bis è proprio uno dei presenti a salire sul palco e
cantare Acchiappabicchieri con il
nostro. Prima delle chiusura non manca una versione piena ed emozionante di Madonna di Venere, e quando sembrava che
tutto fosse finito ecco che il “pianista di pianobar” della festa, Vittorio
Sonetti, invita ancora sul palco il cantautore, e i due eseguono insieme una
versione particolare di Bella ciao
che si ricollega alla perfezione a quanto detto durante il concerto. Come
canta in L’uomo distante, Mario
Castelnuovo con le sue canzoni è «riuscito
a cucirci addosso» la profondità dei suoi versi e l’armonia della
musica che li ha accompagnati. Se capita dalle vostre parti non perdete l’occasione
di ascoltare uno degli ultimi poeti della canzone d’autore di casa nostra. Ne
vale davvero la pena.
Mario Castelnuovo
Ex Caserma dei Vigili del Fuoco, Alessandria
29/08/2008
