I Non voglio che Clara sono un porto sicuro, hanno un loro suono riconoscibile, una scrittura molto al di sopra della media e ormai un affiatamento che rende armonico il respiro e il battito anche di questo disco. Se è difficile capire esattamente dove la buona musica andrà, per ora è abbastanza semplice sapere dove è stata e dove sta. Certamente alloggia comodamente nella discografia della band bellunese.
La Clara che segna il nome del gruppo è presa dal romanzo ‘La Prosivendola’ di Daniel Pennac di inizio anni zero, che in un passaggio recita: “Non voglio che Clara si sposi”. MacKaye invece non è un personaggio di una saga letteraria. È il nome scelto per il nuovo album e per il brano che apre la tracklist. Si parla di Ian MacKaye dei Minor Threat ma soprattutto dei Fugazi, band essenziale per contenuto e forma dell’Hardcore e dell’Indie americano. Le dieci tracce andrebbero raccontate una per una per la bellezza e la raffinatezza che ancora una volta la band capeggiata da Fabio De Min riesce a proporre, grazie ad un sound che come dicevamo ormai è riconoscibile e maturo.
Se al primo ascolto appare in continuità col miglior cantautorato italiano (soprattutto grazie alla notevole scrittura di De Min) una volta immersi nel loro mondo sonoro si riconoscono gli ascolti e le influenze soprattutto internazionali, aspetto che tende ad accostarli al mondo di un manipolo di band italiane degli anni zero che hanno provato a innovare quel mondo rock cantautorale anche guardando oltre i confini. Ci sono echi di Moltheni in Miles (dedicata a Robert Miles) o degli Amor Fou in Lucio (brano che evoca Battisti) e in qualche passaggio anche al Dente di inizio anni Dieci, tutto ciò rimanendo sempre se stessi. I temi spaziano da emozioni e mondi tardo adolescenziali, relazioni e sentimenti precari che si cerca di rendere più solidi (MacKaye, L’inventore, Il Primo Temporale, L’identikit), fino alla lotta con un mondo in continua trasformazione che entra con i suoi tentacoli nelle vite di tutti senza chiedere permesso, evidenziando fragilità che spingono a cercarsi un riparo sicuro (Pilates, Caffè & Ginnastica). Certi dischi e certi ascolti non hanno un legame così stretto col tempo in cui vengono incisi, MacKaye potrete continuarlo ad ascoltare serenamente anche nei prossimi anni, vi farà sempre compagnia, discreto e solido come una spalla sicura.

Non Voglio che Clara
Dischi Sotterranei
01. Mackay
02. L’inventore
03. Lucio
04. L’identikit
05. Caffè & Ginnastica
06. Il Primo Temporale
07. Pilates
08. Miles
09. Le Suore
10. L’ultimo Successo
Non Voglio che Clara
Fabio de Min - Voce, tastiere, Synth Marcello Batelli - Chitarre Martino Cuman - Basso Igor de Paoli - Batteria
2023
36:02
